Il mio papà è Ulisse
Teatro del Buratto
Teatro Verdi

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«Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.»
Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui, chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare. Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre, guardando il mare. E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia, di come è difficile tornare dalla guerra. Dei Ciclopi e dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi.
Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Il linguaggio teatrale sposa il linguaggio mitologico nel suo essere innanzitutto esperienza emotiva, percorso di conoscenza dell’individuo, rispetto a se stesso e alla sua relazione con l’esterno, con il mondo, con l’altro.
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