Maggio francese
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Teatro Verdi

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«Uno spettacolo di canzoni e parole, rievocando brani storici e vite da chansonnier, tra italiano, francese e milanese.»
Il cantastorie milanese Giangilberto Monti celebra in musica gli anni più nobili del ribellismo d'oltralpe, quando i sogni che arrivavano dalle piazze parigine rappresentavano i desideri di una società più giusta. Era il periodo nel quale il meglio della canzone d'autore raccontava i sentimenti e le passioni di una generazione che affrontò gli anni successivi inseguendo gli stessi sogni, quelli che non muoiono mai. E che si sono poi trasmessi a chi ci è arrivato dopo. Uno spettacolo di canzoni e parole, rievocando brani storici e vite da chansonnier, tra italiano, francese e milanese. Un mondo che Monti ha raccontato qua e là in libri, dischi e spettacoli ma che qui riassume senza rete, in un recital d'artista che attraversa le strade
poetiche della Senna e quelle più ironiche del Naviglio, il fiume sotterraneo della sua città, accompagnato da musicisti doc. Non a caso i suoi ultimi lavori si muovono nel solco di una narrazione musicale, tra
teatro e cabaret, che rimanda alla tradizione di una cultura trasversale e senza confini, il cui unico passaporto rimane la curiosità. Se il sommo poeta recitava "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", qualche motivo ce l'avrà pure avuto. E qui, la musica aiuta...
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