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- Gli spazi del Teatro Munari | Teatro del Buratto | Milano
Oltre 2000 mq di spazi del Teatro Bruno Munari: la Sala Teatrale, la Sala Teatranti, i Laboratori, lo Spazio Incontri e molto altro... Gli spazi Organizza il tuo evento! Il Centro Bruno Munari si articola su 2000 mq tra sala teatrale, spazi laboratoriali, aule, sale prova, uffici e altri spazi per incontri ed eventi, progettati dall’architetto Italo Rota per il Comune di Milano, affidati ora dall’Assessorato Cultura, guidato dall’assessore Del Corno, al Teatro del Buratto, soggetto vincitore dello specifico bando per l’affidamento e la gestione di questo nuovo Polo teatrale e culturale. Il Centro oltre ad ospitare rassegne teatrali, corsi e seminari, si presta molto bene anche a essere utilizzato per eventi come: convention aziendali, conferenze, dibattiti, riunioni, mostre, installazioni, saggi di danza, sfilate di moda, spot pubblicitari, concerti di musica e feste di compleanno! La sua particolare struttura rende inoltre possibile l’uso simultaneo e complementare degli spazi, permettendo manifestazioni ed eventi più complessi. Il Teatro può essere affittato per una singola giornata, per più giornate consecutive o anche per fasce orarie (compatibilmente alla programmazione della sala). Il Teatro del Buratto mette a disposizione la sua competenza tecnica, sviluppando proposte personalizzate. Il costo dell'affitto comprende la dotazione tecnica indicata nella scheda allegata e la direzione di sala. Altri servizi sono disponibili a richiesta: impianto di videoproiezione, assistenza tecnica montaggi, smontaggi, facchinaggi, servizio cassa, maschera, hostess ricevimento, ecc. Per avere un preventivo o richiedere semplicemente informazioni inviare una mail a comunicazione@teatrodelburatto.it FESTEGGIA IL TUO COMPLEANNO IN TEATRO scarica la planimetria Sala Teatrale Bruno Munari Progettata per poter variare la propria configurazione grazie ad una gradinata telescopica, permette differenti soluzioni di allestimento. (vedi scheda tecnica) ed è completamente graticciata. 380 posti a sedere 50 Sala Teatranti È un'ampia sala attigua al foyer, utilizzata per spettacoli di piccole dimensioni, mostre, riunioni, conferenze, simposi, presentazioni e workshop. Spazio Incontri Uno spazio polifunzionale al primo piano, adatto a conferenze, corsi, workshop, riunioni, catering. Può disporre fino a un massimo di 150 posti a sedere. Compleanno Il Teatro del Buratto, presso la sua sede il Teatro Bruno Munari, dà la possibilità di vivere la grande esperienza di festeggiare il compleanno dei vostri figli in Teatro! Ecco le nostre propost e: FORMULA SPAZIO + SPETTACOLO IN PROGRAMMA 1. Affitto di una sala allestita con sedie e uno o più tavoli con tovaglie colorate in carta. 2. Partecipazione dei bambini allo spettacolo in programma nella sala teatro al costo ridotto di € 8,00 cad. Costo: € 120,00 + iva 22% + € 8,00 per ciascun bambino e adulto che assista allo spettacolo in programma. Il bambino/bambina festeggiato/a ha l’ingresso gratuito. Lo spazio a disposizione è per un massimo di capienza di 35/40 persone massimo. Scoprite i nostri spettacoli in programmazione durante i fine settimana: SCOPRI LA STAGIONE
- Il mio papà è Ulisse
«Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna.» < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Teresa che catturò il buio | Teatro del Buratto
< Back Teresa che catturò il buio 20 e 21 Gennaio 2027 ore 10:00 «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» Previous Next < Indietro Teresa che catturò il buio 20 e 21 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Munari Dai 4 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Di e con: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Il codice del volo
«L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» < Indietro Il codice del volo Compagnia del Sole 10 febbraio 2027 ore 10:00 e 20:30 Teatro Verdi Scritto, diretto e interpretato da: Flavio Albanese Collaborazione artistica: Marinella Anaclerio Impianto scenico: Flavio Albanese Disegno luci: Valerio Varresi Assistente alla regia: Vincenzo Lesci Foto di copertina: Attilio Marasco «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. Tematiche: Leonardo da Vinci, curiosità, scienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Sopra i tetti...profumo di fiori
Dai 3 anni < Torna alle produzioni Sopra i tetti...profumo di fiori Dai 3 anni Anno 2023 CREDITI Testo e messa in scena: Aurelia Pini In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio Luci: Marco Zennaro Scene e costumi: Caterina Berta Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE …Questo spettacolo nasce dalla riflessione su come i bambini e le bambine oggi vivono la città, gli spazi urbani e come la città risponda ai loro reali bisogni di giocare, conoscersi, socializzare. Restituire la città ai bambini, non solo gli spazi a loro dedicati, bensì tentare di ampliare il concetto di: “vivere la città” dunque una città che tutti possono vivere, godere appieno. Rivedere le priorità, favorire l’andare a piedi, per conoscerla meglio e in sicurezza, ampliare gli spazi verdi, gli spazi di aggregazione, aumentare le aree verdi. Lo spettacolo: Ci sono due grandi case in scena che in silenzio accolgono i bambini, due case di città. Dentro le due case, diverse tra loro, vivono Marco e Lila, diversi come le loro case. La casa di Lila è una casa-torre che si apre dall’alto, la casa di Marco è una casa-tartaruga che lo avvolge come un guscio. Ognuno sta chiuso, solo nella propria casa. Poi ecco un rumore strano, uno sbadiglio e come se il tetto fosse un coperchio, la casa di Lila si apre e la voglia di conoscere, di scoprire, di giocare, di non essere più soli, li porta a giocare insieme alla città, la città che conoscono e che vivono ogni giorno. Una città con tante case che Marco preparerà magicamente per Lila, tante piccole case che raccontano, all’orecchio di Marco e Lila, come si vive in una città con tanto traffico, con sempre meno tempo per le cose che hanno bisogno di tempo come: giocare, camminare, conoscersi, esplorare i luoghi segreti, stare con gli amici, coltivare fiori, osservare le formiche al parco. Lila e Marco scoprono che non è così che a loro piace la città e così, insieme, giocano e costruiscono la città come dovrebbe essere per loro: con alberi, fiori, con l’aria che sa di niente, una città piena di pioggia per uscire con gli stivali a giocare nelle pozzanghere, con marciapiedi così larghi che ci si sta anche in tre sotto l’ombrello. Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api sopra i tetti… profumo di fiori. Tematiche: le api, i fiori, l'ambiente, la città Linguaggi: teatro d'attore e oggetti ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 957249A Precedente Seguente
- Laboratori teatrali estivi 2023 | Teatro del Buratto
Il Teatro del Buratto organizza laboratori teatrali estivi gratuiti aperti a bambine e bambini. Posti limitati.
- Becco di rame
Dai 3 anni < Torna alle produzioni Becco di rame Dai 3 anni Riallestimento 2021 CREDITI Dal libro di Alberto Briganti Adattamento drammaturgico: Ira Rubini Ideazione e messa in scena: Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco Ripresa 2021 a cura di: Giusi Colucci e Franco Spadavecchia Musiche originali: Andrea Ferrario In scena: Gabriele Bajo, Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, (Riccardo Paltenghi) Voci: Francesco Orlando, Flavia Ripa, Valentina Scuderi, Nadia Milani, Serena Crocco Pupazzi: Chiara De Rota, Linda Vallone Scenografie e oggetti: Raffaella Montaldo, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Becco di Rame è una storia vera. La storia di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma un veterinario, il dottor Briganti, ha un’intuizione geniale e crea una protesi di rame che le permette di continuare a vivere una vita normale nonostante la disabilità acquisita. Lo spettacolo narra la sua storia, i bambini possono immedesimarsi nel nostro protagonista che, ancora pulcino, viene portato nella fattoria dove si svolge l’intera vicenda. E qui, incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, marito e moglie, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo, ideale di bellezza e libertà. Le relazioni che si instaurano tra i personaggi, hanno una loro evoluzione che procede di pari passo con la crescita del protagonista e con l’avvenimento più importante di tutta la storia, la perdita del becco. La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza ma con profondità temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”. Il desiderio è quello di dedicare questo spettacolo a tutti i “brutti anatroccoli” e a tutti quei bambini che, nonostante un’avventura ingiusta che ha portato ad una disabilità acquisita, trovano la forza e il coraggio di ri-innamorarsi della vita. Tematiche: diversità, inclusione, disabilità, comunità Linguaggi: teatro su nero, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 927967A Precedente Seguente
- LA BOTTEGA DEL NERO | Teatro del Buratto
< Back LA BOTTEGA DEL NERO Un percorso di formazione per costituire una giovane formazione di Animatori di teatro su nero Rifacendosi alla più antica tradizione artigianale (e teatrale) che permetteva l’acquisizione di un mestiere d’arte - oltre a percorsi in Accademie e Scuole – anche e soprattutto attraverso la pratica nella “bottega” di un artista o artigiano, così il Teatro del Buratto si impegna ad avviare un gruppo di giovani al mestiere specifico di Animatore di teatro su nero , attraverso un laboratorio di formazione professionale e apprendistato per giovani dai 19 ai 25 anni, di 600 ore, rivolto alla selezione finale di 4 animatori, da scritturare per la “ricostituzione del gruppo di animatori su nero”. La partecipazione alla selezioni e alle diverse fasi di formazione è gratuita. Requisiti: i corsi sono riservati a giovani tra i 19 e i 25 anni Titolo di studio richiesto: diploma di scuola media superiore Durata corso: 6 mesi per un totale 600 ore. Frequenza: obbligatoria. Domanda di partecipazione da inviare via e-mail a formazione@teatrodelburatto.it - specificare i propri dati anagrafici, l’indirizzo, il recapito telefonico, il codice fiscale, il curriculum vitae (con espressa autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della legge 675/96) - Breve lettera motivazionale - specificare la condizione (disoccupazione, lavoro part time o studio) e eventuali esperienze nel settore artistico. Ammissione: l’ammissione ai corsi è subordinata al superamento di una prova di pre-selezione, effettuata attraverso test e colloqui. Iscrizioni: entro il 13 maggio 2021. Selezioni preliminari: 19 e 20 maggio 2021. Inizio corso: 24 maggio 2021 Project Gallery
- Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano | Teatro del Buratto
< Back Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano 11 Gennaio 2027 ore 10:00 «Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice.» Previous Next < Indietro Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano 11 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo di: Beatrice Masini Regia di: Jolanda Cappi e Giusy Colucci Con: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala, Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo) Musiche a cura di: Mario Casappa Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice.» I protagonisti dello spettacolo sono i giocattoli: il pagliaccio, l’orsacchiotto, una bambola arrivata per sbaglio e pochissimo usata… e naturalmente l’amico immaginario! Sono sempre pronti a soddisfare ogni desiderio del bambino, ma quando lui non c’è loro giocano davvero. Loro conoscono bene il bambino: lo vedono crescere, conoscono i suoi segreti, le sue paure, i suoi desideri. E poi un giorno il bambino confida al suo amico immaginario la sua paura per l’arrivo di una sorellina: paura che poi la mamma e il papà non gli vogliano più bene. Paura condivisa dai suoi giocattoli all’arrivo di uno nuovo: hanno paura di finire dimenticati in una soffitta, in un vecchio scatolone e poi alla discarica! Ma comunque vada, lui sarà sempre il loro bambino…e loro i suoi giocattoli. Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Il Giardiniere dei Sogni | Teatro del Buratto
< Back Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Previous Next < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti e Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci e Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >









