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  • Cuore

    «Sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio.» < Indietro Cuore 18 gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari MOMOM – Claudio Milani Testo, regia, interpretazione: Claudio Milani Scenografie: Elisabetta Viganò e Armando Milani Musiche originali: Andrea Bernasconi, Emanuele Lo Porto, Debora Chiantella Progettazione Elettronica: Marco Trapanese, Andrea Bernasconi, Claudio Milani Luci: Fulvio Melli Fotografie di scena: Paolo Luppino «Sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio.» Nina abita con i grandi di casa in una casa vicino al bosco. Nel bosco non si può entrare perché dentro ci vivono la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Nina entra nel bosco, un po’ per sfortuna, un po’ per distrazione, un po’ per gioco e un po’ perché ne ha voglia. Ci entra e ci esce più di una volta. E ogni volta il bosco prende vita e si trasforma. Alla fine sarà il cuore di Nina a liberare i colori che daranno nuova vita al bosco. Cuore è uno spettacolo che parla di emozioni. Del governo delle emozioni. Per governare alcune emozioni, dentro al cuore, a volte serve la dittatura, altre volte l’anarchia. Nel bosco vive la Fata che con i suoi cento occhi tutto vede insieme all’Orco che tutto sente dentro la pancia. Nina si metterà tra loro e sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio. Tematiche: emozioni, armonia Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Pandizenzero

    Dai 3 ai 7 anni < Torna alle produzioni Pandizenzero Storie dolci di Natale Dai 3 ai 7 anni Anno 2015 CREDITI Messa in scena a cura di: Aurelia Pini In scena: Benedetta Brambilla, Marta Mungo Oggetti a cura del Laboratorio Teatro del Buratto DESCRIZIONE Mancano solo cinque giorni a Natale: cinque case bianche, piccole, col tetto rosso, aspettano - come un piccolo paese aspetta nel silenzio emozionato - il giorno della festa. Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso, come finestrelle di un breve calendario dell’avvento, aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita. Benedetta e Marta una dopo l’altra racconteranno delicate storie sensibili, che ogni casa custodisce, e poi regala: la storia del signor Muz e del suo cappello, della stella che non ha per il suo albero di Natale; di Zahi, un bambino che viene da lontano, lui non ha una casa, il suo desiderio: una bicicletta rossa come il vestito di Babbo Natale. Pan di Zenzero, il dolce biscotto che poi, era un bambino ma che poi… non possiamo raccontare tutto, bisogna aspettare e nell’attesa, cominciate a sognare… Tematiche: storie di Natale, l'attesa, le emozioni, la fantasia Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Precedente Seguente

  • Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Roberto Caselli e Francesco Garolfi | Teatro del Buratto

    < Indietro Avanti > Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Roberto Caselli e Francesco Garolfi Teatro Verdi Quattro scrittori attraverso la loro produzione letteraria-musicale raccontano fatti e aneddoti del mondo musicale milanese con parole, testimonianze, immagini e foto dei loro numerosi lavori, un viaggio nello spazio e nel tempo nella Milano di fine 900. Ogni sera i nostri protagonisti saranno accompagnati nella narrazione da un musicista. Le serate saranno condotte da Giangilberto Monti. Venerdì 15 Maggio 2026 ore 20:30

  • IL BU! | Teatro del Buratto

    < Indietro IL BU! Un Minimusical di Luca Chiregato Teatro San Luigi, Via Dante 3, Corsico (MI) SABATO 17 GENNAIO 2026 ORE 16.30 Info e prenotazioni E-mail: info@comteatro.it - Tel.: 024472626 Con Luca Chieregato e Stefano Zaninello La strega Tina, come ogni anno, vuole partecipare al grande concorso “Mamma che strizza”: il fatto è che lei non è capace di inventare nulla di pericoloso. Ma questa volta andrà diversamente: per puro caso, dal suo pentolone salta fuori una creatura incredibile, capace di fare paura a tutti. E' il bu! Ma che cos'è? Un rumore, un suono, uno spavento... Sono un buco nella bocca, una bomba quando scoppia, dice lui. Tina porterà il bu al concorso e... Sarà un grande successo! Peccato che ora tutte le altre streghe vogliano portarglielo via... Come finirà? Che succederà? Signore e signori, benvenuti al primo minimusical che si racconta e si ascolta da seduti! Eppure quante cose accadono, tra le parole. Una storia che è una canzone, una canzone dietro l'altra, una favola tenera e divertente che parla di generosità, di accoglienza, di vicinanza. Alla fine sapremo fare tutti bu! E forse ci sentiremo un po' meno soli. Tematiche: paura, leggerezza, musica < Precedente Prossimo >

  • Il mio papà è Ulisse

    «Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna.» < Indietro Il mio papà è Ulisse 1 dicembre 2026 ore 10:00 e 2 dicembre 2026 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito di Ulisse, l’attesa, rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Il mio papà è Ulisse 1 dicembre 2026 ore 10:00 e 2 dicembre 2026 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito di Ulisse, l’attesa, rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il Giardiniere dei Sogni

    «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 novembre e 1 e 2 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Nuova produzione Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti ed Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci ed Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. Tematiche: lettura, crescita, cura Tecnica: teatro su nero, videoproiezioni SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il codice del volo

     «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» < Indietro Il codice del volo Compagnia del Sole 10 febbraio 2027 ore 10:00 e 20:30 Teatro Verdi Scritto, diretto e interpretato da: Flavio Albanese Collaborazione artistica: Marinella Anaclerio Impianto scenico: Flavio Albanese Disegno luci: Valerio Varresi Assistente alla regia: Vincenzo Lesci Foto di copertina: Attilio Marasco «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. Tematiche: Leonardo da Vinci, curiosità, scienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Ecco. Io. Qui. | Teatro del Buratto

    < Indietro Ecco. Io. Qui. Nudoecrudo Teatro Dai 6 ai 36 mesi Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 20 Marzo 2027 ore 17:00 Domenica 21 Marzo 2027 ore 10:00 Una creazione di: Judith Annoni, Francesca Maggioni, Loredana Mazzola e Alessandra Pasi Con: Franz Casanova e Alessandra Pasi Una narrazione sensibile, tutta da toccare e da esplorare, da scoprire con gli occhi, le mani e i piedi, con l’udito e con l’olfatto. Materiali semplici e naturali (iuta, lana, corda, carta, legno, pula di grano, semi…) costruiscono un piccolo ambiente che gradualmente prende forma, si trasforma sino a riempire tutto lo spazio. Sino a divenire, idealmente, mondo. Gli oggetti di scena vengono vissuti e abitati dai piccoli che, stimolati dalle attrici, prendono possesso dello spazio scenico. Senza un’indicazione di cosa fare, solo di come fare. La filastrocca, il canto ed il suono della voce diventano chiavi per entrare in relazione con il ‘Teatro’ come mondo, rito di passaggio, territorio del magico. Tematiche: il mondo e lo spazio intorno a sé Linguaggio: teatro d’attore e teatro partecipato < Precedente Successivo >

  • Nella Rete

    < Torna alle produzioni Nella Rete Dai 12 anni Anno 2013 CREDITI Testo e regia: Renata Coluccini Scene: Marco Muzzolon Disegno luci: Marco Zennaro Animazioni video: Carlo Maria Fusani Costumi: Mirella Salvischiani In scena: Marta Mungo, Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti che frequentano una scuola secondaria. Personalità diverse , tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri, si sentono, a loro agio: "sono il cacciatore, non certo Cappuccetto Rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social network, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale… una realtà dove loro “mentono” si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Giulio è un ragazzo timido, a scuola viene spesso preso in giro, ma quando arriva a casa e entra nella rete si trasforma, si inventa mille identità e da vittima diventa carnefice. Francesca è carina, ha un ragazzo, e pensa di gratificarlo mandandogli delle sue foto, foto intime … ma quando per una serie di vicissitudini le foto finiscono in rete, anche lei si sente finita. E poi c’è Elena, che nella rete si perde per intere notti, si protegge nell’anonimato, conosce e vede quello che accade agli altri. Si incontrano tutti i giorni, nella stessa scuola e spesso in rete, anche se non si riconoscono. Nelle stanze virtuali si può sperimentare la propria identità in tutte le sue sfumature, ascoltare le reazioni degli altri e maturare delle convinzioni attraverso il confronto con altre personalità, più o meno reali. Si può recitare nel teatro on-line. I rischi sono quelli legati a ogni situazione che consenta di far emergere e di soddisfare i bisogni più profondi e inconsapevoli: si sperimentano parti di sé che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere uomini e donne senza volto, una condizione che potenzialmente può favorire la comparsa di comportamenti guidati da una minima morale. Il video creato per lo spettacolo da Carlo Maria Fusani, sottolinea il ritmo narrativo e inventa attraverso forme, segni, linee intrecciate, colori e movimento, l’emotività spesso nascosta dei protagonisti. Temi: adolescenza, cyberbullismo, uso e abuso della rete Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 908221A Precedente Seguente

  • Fashion Victims

    L'insostenibile realtà del Fashion < Torna alle produzioni Fashion Victims L'insostenibile realtà del Fashion Dagli 11 anni Anno 2022 CREDITI Testo, video e regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Foto di scena: Camilla Canalini Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 ad oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato; 150 miliardi di vestiti per 7 miliardi di persone. Un’orda tessile che si trasforma in rifiuto, milioni di tonnellate di indumenti che arrivano in discarica generando metropoli di spazzatura tossica. Intanto, dall’altra parte del mondo, terre millenarie sono sfruttate al punto da non generare più nulla: specie animali scompaiono in una nebbia di pesticidi e diserbanti, i fiumi si colorano di giallo, cobalto e ogni altro colore che scegliamo per alimentare le 52 nuove stagioni di moda all’anno che pretendiamo di produrre; i pesci muoiono e qualcuno, che con quell’acqua vive, si ammala mentre lavora al buio dei sottoscala e dei campi di notte, al buio di qualsiasi diritto umano e lavorativo. E spesso sono bambine e bambini. All’estremo opposto di questa catena si trovano una ragazza o un ragazzo, un giovane consumatore educato fin dalla più tenera età a credere di avere intimamente bisogno di un certo marchio, di quel preciso logo sul petto, quel paio di scarpe firmate. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, di un certo modo di produrre attraverso lo sfruttamento di persone e risorse ambientali che sta finalmente mostrando i suoi limiti, ma che ancora perdura. “Fashion victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall'altra parte un altro mondo, il terzo o il quarto, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Giacomo Leopardi nelle Operette Morali immaginava la Moda dialogare con la Morte, entrambe figlie di un mondo destinato ad esaurirsi. Due secoli dopo la partita è reale, aperta e nelle mani di tutti noi. Tematiche: fast fashion, moda, ambiente, sostenibilità Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 952316A Precedente Seguente

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