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- Teresa che catturò il buio
Da 4 anni < Torna alle produzioni Teresa che catturò il buio Da 4 anni 2025 CREDITI: Di e con: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE: Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. Tematiche: paura del buio, crescita Linguaggio: teatro d’attore, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 965817A Precedente Seguente
- DIMODOCHE’ | Teatro del Buratto
< Indietro DIMODOCHE’ Produzione Gek Tessaro Everest – Spazio alla cultura, Via Sant'Anna 4, 20055 Vimodrone (MI) DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026 ORE 17.00 Info e prenotazioni E-mail: info@industriascenica.com – Tel.: 3281216917 – Sito web: www.industriascenica.com Di e con Gek Tessaro Ci sono una ruspetta, una ruspa, una betoniera, una gru e tutti insieme lavorano tutto il giorno senza sosta scavando e ammonticchiando terra da far portare via lontano dai camion. Ma quando cala la notte, tutto si ferma, tutto tace e si dà spazio solo al frinire dei grilli e al silenzio. Gek Tessaro racconta una coloratissima e divertente storia di macchinari che amano il proprio lavoro e in particolare di una piccola ruspa piena di entusiasmo e domande e “però però” che fanno sorridere e appassionare. Surreale e poetico Dimodoché ci fa immaginare montagne capovolte e laghi con barche e pesci e montagne con mucche dalle facce buffe, una storia circolare che dà voce agli improrogabili perché? dell’infanzia. Tematiche: disegno dal vivo, immaginazione < Precedente Prossimo >
- A Cup of Tea with Shakespeare
[ENG/ITA] < Torna alle produzioni A Cup of Tea with Shakespeare [ENG/ITA] Dai 13 anni Anno 2021 CREDITI Un progetto di Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Regia: Laura Pasetti DESCRIZIONE Chi era William Shakespeare? E’ veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza? Shakespeare in persona racconta con ironia di se stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana. Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così come li ha concepiti. Tematiche: la vita e le opere di William Shakespeare Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 901858A Precedente Seguente
- Pandizenzero
«Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita.» < Indietro Pandizenzero 9 dicembre 2026 ore 10.00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Testo e regia: Aurelia Pini Con: Ilaria Ferro e Marzo Iacuzio «Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita.» Mancano solo cinque giorni a Natale: cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come un piccolo paese aspetta nel silenzio emozionato - aspettano il giorno della festa. Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita. Ilaria e Marco, uno dopo l’altra, racconteranno delicate storie sensibili, che ogni casa custodisce, e poi regala: la storia del signor Muz e del suo cappello, della stella che manca al suo albero di Natale; di Zahi, un bambino che viene da lontano e non ha una casa, e del suo desiderio: una bicicletta rossa come il vestito di Babbo Natale. Pan di Zenzero, il dolce biscotto che era un bambino ma che poi… non possiamo raccontare tutto, bisogna aspettare! Nell’attesa, cominciate a sognare… Tematiche: l’attesa, il Natale Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Una festa bellissima | Teatro del Buratto
< Back Una festa bellissima 25 Gennaio 2027 ore 10:00 «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Previous Next < Indietro Una festa bellissima 25 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Compagnia Arione de Falco CAPS TITLE Con: Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco Con il sostegno di: Teatro Koreja Musiche: Enrico Messina Movimento scenico: Marcos Rangel Koslowski Costumi: Giulia Rossi «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Una Festa Bellissima è uno spettacolo che intreccia gioco, amicizia, corpo e tempo. Tre amic* costruiscono una festa fatta di palloncini, risate, abbracci e piccole scoperte. È una festa allegra, piena di movimento e di presenza, di “stiamo insieme”. Ma, come tutte le feste, anche questa a un certo punto finisce. Finisce e basta. E allora cosa resta? Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’. Uno spettacolo che invita bambin* e famiglie a celebrare il presente, a guardarsi, a riconoscersi e a stare nel qui e ora. Perché se la festa è finita ma io sono qui... ballo. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano
«Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice.» < Indietro Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano 11 gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Testo di: Beatrice Masini Regia di: Jolanda Cappi e Giusy Colucci Con: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala e Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo) Musiche a cura di: Mario Casappa «Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice.» I protagonisti dello spettacolo sono i giocattoli: il pagliaccio, l’orsacchiotto, una bambola arrivata per sbaglio e pochissimo usata… e naturalmente l’amico immaginario! Sono sempre pronti a soddisfare ogni desiderio del bambino, ma quando lui non c’è loro giocano davvero. Loro conoscono bene il bambino: lo vedono crescere, conoscono i suoi segreti, le sue paure, i suoi desideri. E poi un giorno il bambino confida al suo amico immaginario la sua paura per l’arrivo di una sorellina: paura che poi la mamma e il papà non gli vogliano più bene. Paura condivisa dai suoi giocattoli all’arrivo di uno nuovo: hanno paura di finire dimenticati in una soffitta, in un vecchio scatolone e poi alla discarica! Ma comunque vada, lui sarà sempre il loro bambino…e loro i suoi giocattoli. Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice. Tematiche: paura dell’abbandono, importanza del gioco, amicizia Tecnica: teatro d’animazione su nero SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Le lacrime di Achille
< Torna alle produzioni Le lacrime di Achille Dai 12 anni Anno 2024 CREDITI Testo e regia: Renata Coluccini Con: Nazzareno Patruno, Giacomo Peia Costumi: Caterina Berta Scene e luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Assistenti alla regia: Marta Mungo, Emanuela Spadavecchia Consulenza storico-letteraria: Emanuela Spadavecchia Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale, non serve attualizzarlo, e ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo la storia di Achille e Patroclo; per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Ne “Le lacrime di Achille” si viaggerà nei ricordi del grande eroe Achille e del semplice ragazzo Patroclo, dalla loro infanzia a Ftia all'addestramento sul monte dei centauri, dai giorni di attesa in Aulide, sino al tempo in cui Achille sarà divorato dall'ira sotto le mura di Troia. Vivremo la storia di Achille che sceglierà Patroclo il più esile, magrolino e invisibile tra i tanti ragazzi nobili che si allenano nel palazzo re Peleo. Giungerà il tempo del loro crescere sotto la saggia guida del maestro centauro Chirone. Incomberanno le profezie come condanna, ma anche le profezie come giustificazione per non scegliere. Un’amicizia, un amore intenso, dall’inizio alla fine… Sara la voce di Patroclo a guidarci, sono il suo desiderio e il suo bisogno di essere ascoltato a trovare forma, pace e a dare voce a parole che ad Achille nessuno ha mai regalato. Per raccontare chi era davvero Achille. Per dare ad entrambi una nuova voce. «I miti rappresentano un bagaglio di cultura e di saggezza tramandato per millenni. Scoprire i simboli, riferirsi agli archetipi permette un diverso rapporto con il reale, dove il potere della psiche diviene parte attiva e riconosciuta del nostro vivere ed agire.» Joseph Campbell Tematiche: il mito, il destino, l'identità, il conflitto Linguaggi: teatro d'attore, teatrodanza ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 957857A Precedente Seguente
- Cuore | Teatro del Buratto
< Back Cuore 18 Gennaio 2027 ore 10:00 «Sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio.» Previous Next < Indietro Cuore 18 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni MOMOM – Claudio Milani CAPS TITLE Testo, regia, interpretazione: Claudio Milani Scenografie: Elisabetta Viganò e Armando Milani Musiche originali: Andrea Bernasconi, Emanuele Lo Porto, Debora Chiantella Progettazione Elettronica: Marco Trapanese, Andrea Bernasconi, Claudio Milani Luci: Fulvio Melli Fotografie di scena: Paolo Luppino «Sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio.» Nina abita con i grandi di casa in una casa vicino al bosco. Nel bosco non si può entrare perché dentro ci vivono la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Nina entra nel bosco, un po’ per sfortuna, un po’ per distrazione, un po’ per gioco e un po’ perché ne ha voglia. Ci entra e ci esce più di una volta. E ogni volta il bosco prende vita e si trasforma. Alla fine sarà il cuore di Nina a liberare i colori che daranno nuova vita al bosco. Cuore è uno spettacolo che parla di emozioni. Del governo delle emozioni. Per governare alcune emozioni, dentro al cuore, a volte serve la dittatura, altre volte l’anarchia. Nel bosco vive la Fata che con i suoi cento occhi tutto vede insieme all’Orco che tutto sente dentro la pancia. Nina si metterà tra loro e sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Becco di rame | Teatro del Buratto
< Back Becco di rame 18 e 19 Febbraio 2027 ore 10:00 «La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» Previous Next < Indietro Becco di rame 18 e 19 Febbraio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Dal libro di: Alberto Briganti. Adattamento drammaturgico: Ira Rubini Ideazione e messa in scena: Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala e Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo/Lorenzo Baldini) Musiche originali: Andrea Ferrario Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» Becco di Rame è la storia vera di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma il veterinario Briganti crea una protesi di rame che le permette di tornare alla vita di sempre. Nella fattoria, dove si svolge la vicenda, la piccola oca incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili, e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo. La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti come quelli della disabilità e dell’importanza di essere accolti e di trovare la propria comunità. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Giordano Casiraghi e Renato Franchi | Teatro del Buratto
< Indietro Avanti > Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Giordano Casiraghi e Renato Franchi Teatro Verdi Quattro scrittori attraverso la loro produzione letteraria-musicale raccontano fatti e aneddoti del mondo musicale milanese con parole, testimonianze, immagini e foto dei loro numerosi lavori, un viaggio nello spazio e nel tempo nella Milano di fine 900. Ogni sera i nostri protagonisti saranno accompagnati nella narrazione da un musicista. Le serate saranno condotte da Giangilberto Monti. Sabato 16 Maggio ore 20:30
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