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- Una festa bellissima | Teatro del Buratto
< Back Una festa bellissima 25 Gennaio 2027 ore 10:00 «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Previous Next < Indietro Una festa bellissima 25 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Compagnia Arione de Falco CAPS TITLE Con: Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco Con il sostegno di: Teatro Koreja Musiche: Enrico Messina Movimento scenico: Marcos Rangel Koslowski Costumi: Giulia Rossi «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Una Festa Bellissima è uno spettacolo che intreccia gioco, amicizia, corpo e tempo. Tre amic* costruiscono una festa fatta di palloncini, risate, abbracci e piccole scoperte. È una festa allegra, piena di movimento e di presenza, di “stiamo insieme”. Ma, come tutte le feste, anche questa a un certo punto finisce. Finisce e basta. E allora cosa resta? Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’. Uno spettacolo che invita bambin* e famiglie a celebrare il presente, a guardarsi, a riconoscersi e a stare nel qui e ora. Perché se la festa è finita ma io sono qui... ballo. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- IL CIRCO DELLE NUVOLE | Teatro del Buratto
< Indietro IL CIRCO DELLE NUVOLE Produzione: Gek Tessaro Everest – Spazio alla cultura, Via Sant'Anna 4, 20055 Vimodrone (MI) 21 FEBBRAIO 2027 ORE 17:00 Info e prenotazioni E-mail: info@industriascenica.com – Tel.: 3281216917 – Sito web: www.industriascenica.com Testi e immagini di: Gek Tessaro Regia: Gek Tessaro e Lella Marazzini Con: Gek Tessaro Produzione: Associazione Signapola “Il signor Giuliano non è cattivo e nemmeno farabutto / ma per essere felice deve comperare tutto”. Quando tutto è già suo, altro non gli rimane che comperarsi il cielo. E in cielo, sopra le nuvole, ci sta un circo, un circo molto speciale fatto di personaggi bizzarri e poetici, scherzi della natura e creature improbabili. Adesso Giuliano è diventato il padrone del circo ed è anche l’unico ad assistere dello spettacolo che sta per cominciare sulla pista. Ma governa qualcosa che è fatto di nuvole, di niente, della materia dei sogni e alla fine si dovrà rassegnare: non tutto si può comperare. Tematiche: relazioni e diversità < Precedente Prossimo >
- Pandizenzero | Teatro del Buratto
< Back Pandizenzero 9 Dicembre 2026 ore 10:00 «Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita.» Previous Next < Indietro Pandizenzero 9 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e regia: Aurelia Pini Con: Ilaria Ferro e Marzo Iacuzio «Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita.» Mancano solo cinque giorni a Natale: cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come un piccolo paese aspetta nel silenzio emozionato - aspettano il giorno della festa. Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita. Ilaria e Marco, uno dopo l’altra, racconteranno delicate storie sensibili, che ogni casa custodisce e poi regala: la storia del signor Muz e del suo cappello, della stella che manca al suo albero di Natale; di Zahi, un bambino che viene da lontano e non ha una casa, e del suo desiderio: una bicicletta rossa come il vestito di Babbo Natale. Pan di Zenzero, il dolce biscotto che era un bambino ma che poi… non possiamo raccontare tutto, bisogna aspettare! Nell’attesa, cominciate a sognare… SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Fashion Victims. L’insostenibile realtà del fashion
«Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» < Indietro Fashion Victims. L’insostenibile realtà del fashion Teatro del Buratto 10, 11 e 12 marzo 2027 ore 10.00 Teatro Verdi Testo, video e regia di Davide Del Grosso Con Davide Del Grosso e Marta Mungo Scene di Caterina Berta Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 a oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, che sfrutta persone e risorse ambientali e che sta finalmente mostrando i suoi limiti. “Fashion Victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e un altro mondo, quello in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Tematiche: rispetto dell’ambiente e sostenibilità Tecnica: teatro d’attore, video SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Nella Rete Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola
«La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» < Indietro Nella Rete Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola 2, 3, 4 febbraio 2027 ore 10:00 e 5 febbraio 2027 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Dai 12 anni Teatro del Buratto Nella Rete. Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola Testo e regia di Renata Coluccini Con Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla e Marta Mungo Luci di Marco Zennaro Costumi di Mirella Salvischiani Direttore di produzione Franco Spadavecchia «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti. Tre personalità diverse, tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri: sono “il cacciatore” non certo “cappuccetto rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale, dove loro “mentono”, si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Tematiche: cyberbullismo, adolescenza, uso e abuso della rete Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Nella Rete Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola 2, 3, 4 febbraio 2027 ore 10:00 e 5 febbraio 2027 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Dai 12 anni Teatro del Buratto Nella Rete. Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola Testo e regia di Renata Coluccini Con Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla e Marta Mungo Luci di Marco Zennaro Costumi di Mirella Salvischiani Direttore di produzione Franco Spadavecchia «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti. Tre personalità diverse, tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri: sono “il cacciatore” non certo “cappuccetto rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale, dove loro “mentono”, si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Tematiche: cyberbullismo, adolescenza, uso e abuso della rete Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Le lacrime di Achille
«...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» < Indietro Le lacrime di Achille Teatro del Buratto 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10.00 Teatro Verdi Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Corrispondenze. Storie di legami imperfetti
«Sospesi tra ansia da prestazione, paura del fallimento e desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo.» < Indietro Corrispondenze. Storie di legami imperfetti Teatro del Buratto 6 aprile 2027 ore 10:00, 7, 8, 9 aprile 2027 ore 10:00 e 20:30 e 10 aprile 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Testo: Davide del Grosso e Marta Mungo Regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo, Nazzareno Patruno, Giacomo Peia Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Sospesi tra ansia da prestazione, paura del fallimento e desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo.» Tre storie si sfiorano e si sovrappongono, tre frammenti di vite adolescenti alle prese con la difficoltà di comunicare coi genitori, col mondo e con se stessi; con la fatica di decifrare desideri e paure e spesso con l’impossibilità di dare nome e dignità alle emozioni che percepiscono. Sospesi tra ansia da prestazione, paura del fallimento e desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. L’affettività è la foresta di emozioni, sentimenti e passioni che caratterizzano la nostra vita interiore e relazionale. Le ricerche riportano che spesso ragazze e ragazzi vi si incamminano, loro malgrado, da soli e senza strumenti. E che, in assoluto, è spesso il fronte maschile a rimanerne intrappolato in una selva di cliché, elementi repressi e procedure (auto)distruttive. Tematiche: affettività, emotività, rapporto con i genitori, legami e relazioni Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Storie di carta | Teatro del Buratto
< Indietro Storie di carta Teatro del Buratto Da 1 a 3 anni Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Nuova produzione! Acquista Sabato 5 Dicembre 2026 ore 17:00 Domenica 6 Dicembre 2026 ore 10:00 Messa in scena a cura di Aurelia Pini Con: Aurelia Pini e Lorenzo Baldini Primo tempo C’era una volta, anzi, c’è! Al Teatro Munari un luogo magico in cui alcune domeniche le storie prendono vita nella “Stanza delle Storie”. Le sue porte si aprono per accogliere piccoli e grandi che hanno bisogno di storie, favole, racconti. Tutti abbiamo un gran bisogno di storie, per interpretare i fatti del mondo reale, per coltivare l’immaginazione, la fantasia, per scoprire nuovi mondi e personaggi, per vivere tante emozioni. Perché… perché è bello! Noi vi stiamo aspettando, ne abbiamo tante di storie da raccontarvi. Il lupo e i sette capretti, Hansel e Gretel, la storia di un uccellino di nome Cipì, e tante ancora… Tematiche: l’importanza delle storie, la fantasia Linguaggio: teatro di narrazione, pittura dal vivo < Precedente Successivo >
- Maggio francese | Teatro del Buratto
18 < Indietro Maggio francese Teatro del Buratto Teatro Verdi NOVITÀ! Acquista 26 maggio 2027 ore 20:30 27 maggio 2027 ore 20:30 28 maggio 2027 ore 20:30 29 maggio 2027 ore 20:30 «Uno spettacolo di canzoni e parole, rievocando brani storici e vite da chansonnier, tra italiano, francese e milanese.» Il cantastorie milanese Giangilberto Monti celebra in musica gli anni più nobili del ribellismo d'Oltralpe, quando i sogni che arrivavano dalle piazze parigine rappresentavano i desideri di una società più giusta. Era il periodo nel quale il meglio della canzone d'autore raccontava i sentimenti e le passioni di una generazione che affrontò gli anni successivi inseguendo gli stessi sogni, quelli che non muoiono mai. E che si sono poi trasmessi a chi ci è arrivato dopo. Uno spettacolo di canzoni e parole, rievocando brani storici e vite da chansonnier, tra italiano, francese e milanese. Un mondo che Monti ha raccontato qua e là in libri, dischi e spettacoli ma che qui riassume senza rete, in un recital d'artista che attraversa le strade poetiche della Senna e quelle più ironiche del Naviglio, il fiume sotterraneo della sua città, accompagnato da musicisti doc. Non a caso i suoi ultimi lavori si muovono nel solco di una narrazione musicale, tra teatro e cabaret, che rimanda alla tradizione di una cultura trasversale e senza confini, il cui unico passaporto rimane la curiosità. Se il sommo poeta recitava "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", qualche motivo ce l'avrà pure avuto. E qui, la musica aiuta... < Precedente Successivo >
- Becco di rame
«La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» < Indietro Becco di rame 18 e 19 febbraio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Dal libro di: Alberto Briganti. Adattamento drammaturgico: Ira Rubini Ideazione e messa in scena: Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi e Serena Crocco In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala e Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo/Lorenzo Baldini) Musiche originali: Andrea Ferrario Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» Becco di Rame è la storia vera di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma il veterinario Briganti crea una protesi di rame che le permette di tornare alla vita di sempre. Nella fattoria, dove si svolge la vicenda, la piccola oca incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili, e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo. La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti come quelli della disabilità e dell’importanza di essere accolti e di trovare la propria comunità. Tematiche: la normalizzazione della disabilità, la cura dell’altro, il senso di comunità Tecnica: teatro d’animazione su nero SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >











