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  • Corrispondenze. Storie di legami imperfetti

     «Sospesi tra ansia da prestazione, paura del fallimento e desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo.» < Indietro Corrispondenze. Storie di legami imperfetti Teatro del Buratto 6 aprile 2027 ore 10:00, 7, 8, 9 aprile 2027 ore 10:00 e 20:30 e 10 aprile 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Testo: Davide del Grosso e Marta Mungo Regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo, Nazzareno Patruno, Giacomo Peia Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Sospesi tra ansia da prestazione, paura del fallimento e desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo.» Tre storie si sfiorano e si sovrappongono, tre frammenti di vite adolescenti alle prese con la difficoltà di comunicare coi genitori, col mondo e con se stessi; con la fatica di decifrare desideri e paure e spesso con l’impossibilità di dare nome e dignità alle emozioni che percepiscono. Sospesi tra ansia da prestazione, paura del fallimento e desiderio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. L’affettività è la foresta di emozioni, sentimenti e passioni che caratterizzano la nostra vita interiore e relazionale. Le ricerche riportano che spesso ragazze e ragazzi vi si incamminano, loro malgrado, da soli e senza strumenti. E che, in assoluto, è spesso il fronte maschile a rimanerne intrappolato in una selva di cliché, elementi repressi e procedure (auto)distruttive. Tematiche: affettività, emotività, rapporto con i genitori, legami e relazioni Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Pescatori di stelle

    Dai 5 anni < Torna alle produzioni Pescatori di stelle Storie di miti del cielo Dai 5 anni Anno 2012 CREDITI Testo e regia: Renata Coluccini Scena: Marco Muzzolon Costumi: Mirella Salvischiani In scena: Dario De Falco, (Andrea Panigatti), Cristina Liparoto Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Questa è la storia di un tempo, un tempo molto tempo fa. Un tempo in cui nell’universo c’era una certa confusione. Un tempo in cui Giove era il dio del cielo, Nettuno il dio del mare. Ma in quel tempo, a volte, il mare si rifletteva nel cielo. E il cielo nel mare. I pesci, saltavano per sbaglio nel cielo… diventando stelle. Le stelle cadevano nel mare... per trasformarsi in stelle marine. Per non parlare dei cavalli… cavallucci marini… costellazioni di cavalli alati. Le stelle non stavano al loro posto nel cielo. E i marinai che provavano, nel loro navigare, ad orientarsi con le stelle del cielo… si perdevano. Per questo c’erano La Signora Pescatrice e il Signor Pescatore di Stelle. Il loro compito era quello di ripescare le stelle che si tuffavano in mare e rimetterle al loro posto nel cielo… perché le stelle nel cielo raccontano delle storie come quella di Perseo e del suo cavallo alato… o quella di Fetonte e del carro del sole… Anche sulla terra vi sono stelle trasformate in fiori come i narcisi e un po’ Narciso è anche il Signor Pescatore. E poi, una notte, apparve la stella Polare… Quando è notte alziamo gli occhi verso il cielo e lì ci aspettano le stelle che brillando ci orientano, ci mostrano la strada e ci fanno sognare. Ogni stella ha una sua storia, una leggenda, un mito. Allora alziamo gli occhi, puntiamo il dito verso il cielo e facciamoci stupire dalle mille storie e leggende che brillano nelle nostre notti. Tematiche: i miti di Narciso, Fetonte e Perseo Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 902042A Precedente Seguente

  • Babebibo... Blu! Colori e suoni delle parole | Teatro del Buratto

    < Indietro Babebibo... Blu! Colori e suoni delle parole Produzione Teatro del Buratto Teatro Cassanese - Viale Europa, Cassano d’Adda (MI) 7 FEBBRAIO 2027 ORE 16.30 Per info e prenotazioni E-mail: teca.contatti@gmail.com Regia: Antonio Vergamini Attori-acrobati: Emma Edvige Ungaro e Damian Elencwajg Attrice-musicista: Franca Pampaloni o Maria Norina Liccardo musiche originali, arrangiamenti e direzione musicale Franca Pampaloni Produzione: Autoportante e Longuel Il linguaggio dell’equilibrio, che è precisione, costanza, sfida e fantasia, dialoga con la musica suonata dal vivo. Una colonna sonora che colorerà lo spettacolo con le note del tango, di Satie ma anche dei ZZ Top, fra tastiere, fisarmonica e clarinetto. Sopra e sotto il filo personaggi sorprendenti: un giocatore di tennis cieco, una vecchiettina con un cappello enorme, mosche dispettose, un uccellaccio che suona il clarinetto e che finisce con il collo tirato come una gallina… Come se non bastasse, gli equilibri si moltiplicano: il filo è dritto ma è anche inclinato, si può camminare anche sulle bottiglie, perfino sui bicchieri. Una rapsodia clownesca che deve fare i conti con un dettaglio decisivo: a pochi centimetri da questo mondo eccentrico, un bebè dorme placidamente nella sua culla. Forse sogna uno spettacolo. Non svegliatelo. Per ora. Uno spettacolo poetico/acrobatico, con un'incredibile struttura basculante e autoportante viene usata per la prima volta per acrobazie sul filo. Gli equilibrismi continuano su sedie, su bottiglie e perfino su bicchieri, accompagnati da musica dal vivo e da una vena di surreale clowneria. Tematiche: suoni, parole, colori < Precedente Prossimo >

  • Un villaggio per Santa & Clowns | Teatro del Buratto

    < Indietro Un villaggio per Santa & Clowns IFRATELLICAPRONI Dai 3 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 5 Dicembre 2026 ore 16:30 Domenica 6 Dicembre 2026 ore 16:30 Di e con: Alessandro Larocca e Andrea Ruberti Santa e Clown sono due vecchi artisti giunti al tramonto della loro lunghissima carriera. Le scarpe troppo grandi sono consumate, i nasi rossi un po' sbiaditi, ma ciò che fa più male è il silenzio del pubblico: la gente non ride più alle loro gag storiche, troppo distratta da un mondo che corre troppo veloce. Rifiutando l'idea di arrendersi alla tristezza, i due caricano i pochi bagagli rimasti sulla loro fedele "casa viaggiante" e partono per un ultimo viaggio senza meta. Il 24 dicembre, nel cuore di una notte fredda e magica, i due si fermano in un luogo che non è segnato su nessuna mappa: il Villaggio degli Elfi di Babbo Natale. Lì, tra i frenetici preparativi della notte più importante dell'anno, Santa e Clown decidono di stanziarsi. Vivendo la loro quotidianità, fatta di inevitabili pasticci, malintesi e tic da vecchi comici, i due clown iniziano a interagire con i bizzarri abitanti del villaggio che, stremati dal lavoro, iniziano a ridere a crepapelle delle loro sventure. Santa e Clown scoprono così che la loro comicità non era "vecchia": aveva solo bisogno di un pubblico puro per risplendere. Ritrovati il coraggio e la fiducia in se stessi, rimetteranno in moto la casa viaggiante, pronti a ripartire per il mondo con una nuova missione: non smettere mai di far ridere la gente. Tematiche: Natale, sorprese, allegria, comicità, resilienza, fiducia in se stessi Linguaggio: teatro d’attore, clownerie < Precedente Successivo >

  • Nella Rete

     «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» < Indietro Nella Rete Teatro del Buratto 9, 10 e 11 novembre 2026 ore 10.00 Teatro Verdi Nella Rete. Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola Testo e regia di Renata Coluccini Con Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla e Marta Mungo Luci di Marco Zennaro Costumi di Mirella Salvischiani Direttore di produzione Franco Spadavecchia «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti. Tre personalità diverse, tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri: sono “il cacciatore” non certo “cappuccetto rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale, dove loro “mentono”, si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Tematiche: cyberbullismo, adolescenza, uso e abuso della rete Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Janis

    Take another little piece of my heart < Torna alle produzioni Janis Take another little piece of my heart Dai 12 anni Anno 2021 CREDITI Ideazione: Luca Cecchelli Testo, video e regia: Davide del Grosso Luci: Marco Zennaro In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE “La fragilità di un mito” E’ un viaggio alla scoperta di una delle più grandi figure del rock and roll, Janis Joplin, seguendo l’intuizione che a cinquant’anni dalla sua scomparsa possa essere un’interlocutrice straordinaria per le nuove generazioni. Sulla scena un’attrice e un attore evocano, in un dialogo metateatrale, il mondo della Joplin attraverso articoli, pagine intime di diario, lettere e ovviamente musica. Lo sguardo non è tanto però storiografico, quanto connesso al contemporaneo. Janis ci è apparsa come come un emblema dell’adolescenza, capace di portarsi addosso tanto l’incredibile potere di curiosità ed espansione dell’età giovanile, quanto le domande, il disagio, la malinconia e i rischi inevitabilmente ad essa legate. Smontando il mito di eccessi e sregolatezze della rockstar dalla voce inarrivabile, riconsegnandolo ad una dimensione più umana, compare il volto di un’adolescente timida vittima dei bulli del suo tempo, di una ragazza in cerca della propria identità artistica e sessuale, di una donna in contrasto con i dogmi maschilisti del suo tempo, che vuole emanciparsi, ma allo stesso tempo ricerca l’approvazione della famiglia. Una teenager di straordinario talento che, coltivando il desiderio di essere vista e amata dal mondo, corre il rischio di essere fagocitata tanto dal mercato, quanto dai propri eccessi. Una little girl blue che, nel suo sapersi incamminare verso il futuro con incertezza e speranza, con rischio e desiderio, sembra l’avanguardia di ogni gioventù. Tematiche: bullismo, adolescenza, dipendenze, Beat Generation Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 943098A Precedente Seguente

  • Il Giardiniere dei Sogni | Teatro del Buratto

    < Back Il Giardiniere dei Sogni 12 aprile 2027 ore 10:00 «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Previous Next < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 12 aprile 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti e Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci e Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • A Cup of Tea with Shakespeare

    [ENG/ITA] < Torna alle produzioni A Cup of Tea with Shakespeare [ENG/ITA] Dai 13 anni Anno 2021 CREDITI Un progetto di Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Regia: Laura Pasetti DESCRIZIONE Chi era William Shakespeare? E’ veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza? Shakespeare in persona racconta con ironia di se stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana. Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così come li ha concepiti. Tematiche: la vita e le opere di William Shakespeare Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 901858A Precedente Seguente

  • Kai nel cuore del blu

    Dai 4 anni < Torna alle produzioni Kai nel cuore del blu Dai 4 anni Anno 2024 CREDITI Testo e drammaturgia: Davide Del Grosso Musiche originali: Marco Pagani Da un’idea di: Gabriele Bajo, Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, Riccardo Paltenghi Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci In scena: Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, Riccardo Paltenghi/Gabriele Bajo Scenografia: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Un cane e Kai, la sua piccola persona, portati contro voglia al mare si ritrovano lontani dalla loro quotidianità cittadina e senza niente da fare. Nella noia i due sono attirati dal misterioso suono di un enorme cuore che sembra provenire dal mare e partono così alla sua ricerca. Diversi personaggi metteranno alla prova il loro desiderio di raggiungere le profondità del mare: granchi confusionari e un pellicano superficiale che tenteranno di fargli perdere la rotta, ottusi balenieri impegnati in una caccia feroce e un inquietante mostro di spazzatura che tenterà di intrappolarli. Con la tecnica di animazione del teatro su nero i paesaggi marini prendono vita e si popolano di creature e presenze affascinanti. Dal buio della scena emergono l’incanto delle profondità marine e insieme i segni dell’impatto umano sull’ambiente. Nel racconto la noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose per scoprire cosa pulsa nel cuore del blu. Il desiderio è quello di dedicare questo spettacolo a tutti quei bambini che, con la curiosità dell’infanzia, sono pronti ad affrontare avventure che li porteranno a scoprire il mondo. Tematiche: avventura, mare, ambiente Linguaggi: teatro su nero, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 958560A Precedente Seguente

  • Maschere mostruose | Teatro del Buratto

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