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  • Il mio papà è Ulisse

    «Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna.» < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Fino ai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Con Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Telemaco: il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Tematiche: il mito, l’attesa, il rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Teresa che catturò il buio | Teatro del Buratto

    < Back Teresa che catturò il buio 20 e 21 Gennaio 2027 ore 10:00 «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» Previous Next < Indietro Teresa che catturò il buio 20 e 21 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Munari Dai 4 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Di e con: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il codice del volo

     «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» < Indietro Il codice del volo Compagnia del Sole 10 febbraio 2027 ore 10:00 e 20:30 Teatro Verdi Scritto, diretto e interpretato da: Flavio Albanese Collaborazione artistica: Marinella Anaclerio Impianto scenico: Flavio Albanese Disegno luci: Valerio Varresi Assistente alla regia: Vincenzo Lesci Foto di copertina: Attilio Marasco «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. Tematiche: Leonardo da Vinci, curiosità, scienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Sopra i tetti...profumo di fiori

    Dai 3 anni < Torna alle produzioni Sopra i tetti...profumo di fiori Dai 3 anni Anno 2023 CREDITI Testo e messa in scena: Aurelia Pini In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio Luci: Marco Zennaro Scene e costumi: Caterina Berta Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE …Questo spettacolo nasce dalla riflessione su come i bambini e le bambine oggi vivono la città, gli spazi urbani e come la città risponda ai loro reali bisogni di giocare, conoscersi, socializzare. Restituire la città ai bambini, non solo gli spazi a loro dedicati, bensì tentare di ampliare il concetto di: “vivere la città” dunque una città che tutti possono vivere, godere appieno. Rivedere le priorità, favorire l’andare a piedi, per conoscerla meglio e in sicurezza, ampliare gli spazi verdi, gli spazi di aggregazione, aumentare le aree verdi. Lo spettacolo: Ci sono due grandi case in scena che in silenzio accolgono i bambini, due case di città. Dentro le due case, diverse tra loro, vivono Marco e Lila, diversi come le loro case. La casa di Lila è una casa-torre che si apre dall’alto, la casa di Marco è una casa-tartaruga che lo avvolge come un guscio. Ognuno sta chiuso, solo nella propria casa. Poi ecco un rumore strano, uno sbadiglio e come se il tetto fosse un coperchio, la casa di Lila si apre e la voglia di conoscere, di scoprire, di giocare, di non essere più soli, li porta a giocare insieme alla città, la città che conoscono e che vivono ogni giorno. Una città con tante case che Marco preparerà magicamente per Lila, tante piccole case che raccontano, all’orecchio di Marco e Lila, come si vive in una città con tanto traffico, con sempre meno tempo per le cose che hanno bisogno di tempo come: giocare, camminare, conoscersi, esplorare i luoghi segreti, stare con gli amici, coltivare fiori, osservare le formiche al parco. Lila e Marco scoprono che non è così che a loro piace la città e così, insieme, giocano e costruiscono la città come dovrebbe essere per loro: con alberi, fiori, con l’aria che sa di niente, una città piena di pioggia per uscire con gli stivali a giocare nelle pozzanghere, con marciapiedi così larghi che ci si sta anche in tre sotto l’ombrello. Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api sopra i tetti… profumo di fiori. Tematiche: le api, i fiori, l'ambiente, la città Linguaggi: teatro d'attore e oggetti ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 957249A Precedente Seguente

  • Nella Rete Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola

     «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» < Indietro Nella Rete Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola 9, 10 e 11 novembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Dai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia: Renata Coluccini Con: Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla, Marta Mungo Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti. Tre personalità diverse, tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri: sono “il cacciatore” non certo “cappuccetto rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale, dove loro “mentono”, si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Tematiche: cyberbullismo, adolescenza, uso e abuso della rete Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Nella Rete Bullismo e cyberbullismo tra i banchi di scuola 9, 10 e 11 novembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Dai 12 anni Teatro del Buratto Testo e regia: Renata Coluccini Con: Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla, Marta Mungo Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà.» Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti. Tre personalità diverse, tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri: sono “il cacciatore” non certo “cappuccetto rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale, dove loro “mentono”, si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Tematiche: cyberbullismo, adolescenza, uso e abuso della rete Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Kai nel cuore del blu | Teatro del Buratto

    < Back Kai nel cuore del blu 1,2 e 3 Febbraio 2027 ore 10:00 «La noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose.» Previous Next < Indietro Kai nel cuore del blu 1,2 e 3 Febbraio 2027 ore 10:00 Teatro Munari Dai 4 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Davide Del Grosso Da un’idea di: Gabriele Bajo, Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, Riccardo Paltenghi Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci In scena: Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, Riccardo Paltenghi, (Gabriele Bajo) Scenografia: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose.» Un cane e Kai, la sua piccola persona, portati contro voglia al mare si ritrovano lontani dalla loro quotidianità cittadina e senza niente da fare. Nella noia i due sono attirati dal misterioso suono di un enorme cuore che sembra provenire dal mare e partono così alla sua ricerca. Diversi personaggi metteranno alla prova il loro desiderio di raggiungere le profondità del mare: granchi confusionari e un pellicano superficiale che tenteranno di fargli perdere la rotta, ottusi balenieri impegnati in una caccia feroce e un inquietante mostro di spazzatura che tenterà di intrappolarli. Nel racconto la noia diventa la scintilla che accende il desiderio, attesa e pazienza si rivelano alleate preziose per scoprire cosa pulsa nel cuore del blu. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Voglio le Olimpiadi

    < Torna alle produzioni Voglio le Olimpiadi Dagli 11 anni Anno 2026 Di: Alessandro Carvani Minetti, Armando Barone Con: Alessandro Carvani Minetti Regia: Renata Coluccini DESCRIZIONE: «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» Ale perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa, dopo giorni di disperazione, reinventa la propria vita grazie anche allo sport, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista. È la storia del suo percorso verso l’autonomia, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport, ma soprattutto di vita, di vittorie, ma anche di fallimenti, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero, e come provare a realizzare i propri sogni, superando il nostro “non limite”. Lo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui, in scena, a raccontare la sua vicenda. Tecnica: teatro d’attore Linguaggio: sport, disabilità, determinazione, resilienza ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Precedente Seguente

  • Lucetta | Teatro del Buratto

    < Indietro Lucetta Produzione Compagnia Comteatro Teatro San Luigi, Via Dante 3, Corsico (MI) 28 NOVEMBRE 2026 ORE 16.30 Info e prenotazioni E-mail: info@comteatro.it - Tel.: 024472626 Testo e regia: Carola Boschetti, Luca Chieregato, Claudio Orlandini Con Umberto Banti, Cinzia Brogliato Scene e costumi Alessia Bussini Aiuto scene e costumi Alessandro Girami Foto di scena Margherita Busacca “Sogno di incontrare il buio, sogno di volare sopra la città, sogno di correre tra le stelle e di vedere la Notte, tutta intera!” Questa è la storia di Lucetta, una bambina come ce ne sono tante ma con un segreto tutto suo. Di notte, quando tutti dormono, lei cerca di restare sveglia: è convinta che nel suo grande armadio, dietro le camicie, i pantaloni e le magliette abiti qualcuno. Forse è un mostro, forse un fantasma, forse il buio in persona… E invece dal suo armadio salta fuori uno strano ometto, con un cappello e una valigia. Chi sarà mai? Per Lucetta sarà una vera sorpresa: cosa ci fai lì? Chi ti ha fatto entrare? Non si usa bussare? Ma l’ometto non risponde, apre la sua valigia e da lì escono mille avventure, così grandi da durare tutta la notte… in fondo in fondo è proprio quello che Lucetta voleva: conoscere la notte, sognare con gli occhi bene aperti! L’omino della notte la condurrà a conoscere il mondo che si nasconde sotto il suo letto; i personaggi delle fiabe che addormentano Lucetta prenderanno vita e infine, come per magia, insieme voleranno sopra i tetti delle case, passeggeranno sulle stelle e Lucetta potrà domandare alla Luna quale sia il vero segreto della notte. Quando l’ometto se ne sarà andato, non resterà che l’orologio a segnare il ritorno della mattina… forse era tutto un sogno, forse no… qualunque cosa fosse, era meravigliosa. “Lucetta” è uno spettacolo sussurrato, dove anche le voci accadono in un luogo misterioso… la bambina e l’ometto giocano al silenzio della notte, inseguendo il desiderio e la curiosità di vagabondare tra le stelle, di scoprire cosa si trova “al di là del buio”, di entrare dalla porta dei sogni senza alcuna paura. La paura, appunto, il primo sentimento con cui i bambini si avvicinano al mistero della notte: ma dietro il buio ci sono segreti e colori che vale la pena di scoprire, vale la pena di aprire gli occhi e le braccia per volare sulla distesa della notte. “Questo è il cuore della notte! su nel buio tutto blu c’è la luna che ti aspetta per salire fin lassù spegni adesso la lucetta”. Tematiche: paura del buio < Precedente Prossimo >

  • Voglio le Olimpiadi

    «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» < Indietro Voglio le Olimpiadi 19, 20 e 21 gennaio 2027 ore 10:00 e 22 gennaio 2027 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Teatro del Buratto Di: Alessandro Carvani Minetti, Armando Barone Con: Alessandro Carvani Minetti Regia: Renata Coluccini «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» Ale perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa, dopo giorni di disperazione, reinventa la propria vita grazie anche allo sport, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista. È la storia del suo percorso verso l’autonomia, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport, ma soprattutto di vita, di vittorie, ma anche di fallimenti, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero, e come provare a realizzare i propri sogni, superando il nostro “non limite”. Lo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui, in scena, a raccontare la sua vicenda. Tematiche: sport, disabilità, determinazione, resilienza Tecnica: teatro d’attore Tematiche: sport, disabilità, determinazione, resilienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Voglio le Olimpiadi 19, 20 e 21 gennaio 2027 ore 10:00 e 22 gennaio 2027 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Teatro del Buratto Di: Alessandro Carvani Minetti, Armando Barone Con: Alessandro Carvani Minetti Regia: Renata Coluccini «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» Ale perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa, dopo giorni di disperazione, reinventa la propria vita grazie anche allo sport, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista. È la storia del suo percorso verso l’autonomia, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport, ma soprattutto di vita, di vittorie, ma anche di fallimenti, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero, e come provare a realizzare i propri sogni, superando il nostro “non limite”. Lo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui, in scena, a raccontare la sua vicenda. Tematiche: sport, disabilità, determinazione, resilienza Tecnica: teatro d’attore Tematiche: sport, disabilità, determinazione, resilienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il Giardiniere dei Sogni | Teatro del Buratto

    < Back Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Previous Next < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti e Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci e Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

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