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- Il Teatro Verdi | Teatro del Buratto
Lo storico Teatro Verdi è un gioiello in stile Liberty risalente al 1913, nel cuore del quartiere Isola di Milano. Dal 1975 è la sede storica del Teatro del Buratto. Il Teatro Verdi In Via Pastrengo a Milano, nel cuore del quartiere Isola, vive una sala teatrale storica che oggi si propone come location di grande prestigio; i l Teatro Verdi, caratterizzato da stucchi e fregi Liberty risalenti ai primi del ‘900, nasce nel 1913 come sede di una corale legata al Teatro Alla Scala. Nei decenni successivi lo spazio si reinventa continuamente, diventando sala di incisione, sala da biliardo e sala da ballo – molto nota negli anni del secondo Dopoguerra -, finché negli anni ’70 viene restaurata dall’Arci e riportata alla sua vocazione teatrale e musicale. Dal 1975 è gestita dal Teatro del Buratto quale sede delle proprie produzioni e di una articolata programmazione, ponendosi ormai come luogo significativo e riconosciuto del teatro di ricerca e innovazione a Milano. Nel 2018 il Teatro ha visto un’importante ristrutturazione del palcoscenico del pavimento della sala teatrale, oltre che il completo rinnovamento dei servizi igienici e della cucina dell’attiguo Bistrot Posto Unico. Con i suoi 200 posti, il palcoscenico in legno e le poltrone in velluto, il Teatro Verdi mantiene intatto il suo semplice fascino Liberty, senza rinunciare però alla sua vocazione innovativa: una sintesi autentica di ospitalità e produttività, adatto per accogliere spettacoli, concerti di musica classica e da camera (di lunga data la collaborazione con il Conservatorio di Milano con la ormai storica rassegna Verdi Suite), presentazioni di libri, meeting aziendali e momenti di formazione. La sala può essere affittato per una singola giornata, per più giornate consecutive o anche per fasce orarie (compatibilmente con la programmazione della sala). Il Teatro del Buratto mette a disposizione la sua competenza tecnica, sviluppando proposte personalizzate. Il costo dell'affitto comprende la dotazione tecnica indicata nella scheda allegata e la direzione di sala. Altri servizi sono disponibili su richiesta: impianto di videoproiezione, assistenza tecnica per montaggio e smontaggio, servizi di facchinaggio, servizio cassa, maschera, hostess per ricevimento, etc. Per richiedere un preventivo per l'affitto o per avere informazioni sugli spazi, si prega di inviare una mail all'indirizzo: comunicazione@teatrodelburatto.it La sala del Teatro Verdi Una splendida sala teatrale in stile Liberty con 200 posti a sedere nel cuore del quartiere Isola di Milano, ricca di storia, fascino e decorazioni originali risalenti al 1913. SCOPRI DI PIÙ Il Bistrot Posto Unico Il Bistrot del Teatro Verdi propone aperitivi, cene, degustazioni e corsi sul mondo del vino, con una particolare attenzione alla selezione delle materie prime, alla ricerca dei prodotti, alla provenienza e alla sostenibilità della propria offerta. SCOPRI DI PIÙ TEATRO BRUNO MUNARI
- Sostienici | Teatro del Buratto | Milano
Sostieni l'attività del Teatro del Buratto con il tuo 5x1000, per una cultura democratica aperta a tutte e tutti. Realizziamo insieme il PRIMO CENTRO DEDICATO ALL’INFANZIA, AI GIOVANI, ALLE SCUOLE E ALLE FAMIGLIE di Milano e della Lombardia, dove il teatro e l’arte sono strumento attivo di crescita culturale e civile per le nuove generazioni. Art bonus sostieni il teatro del buratto... ...e recupera il 65% della tua donazione dalla dichiarazione dei redditi! Scopri come IL TUO 5x1000 PER UNA CULTURA DEMOCRATICA APERTA A TUTTI E A TUTTE In un mondo in cui democrazia, parità di diritti, uguaglianza, solidarietà, accoglienza e perfino pace sono valori per cui bisogna lottare ogni giorno e che non si possono dare per scontati, la diffusione e il sostegno alla cultura, specialmente se rivolta alle nuove generazioni, è uno strumento indispensabile di lotta quotidiana per l'affermazione e la riappropriazione da parte della società di questi valori fondamentali dell'essere umano. Sostenere la cultura, il teatro, significa sostenere i valori della democrazia, della parità di diritti, dell'uguaglianza, della solidarietà, dell'accoglienza, insomma della Pace. Scopri di più
- Il mio papà è Ulisse
«Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» < Indietro Il mio papà è Ulisse 3 e 4 marzo 2027 10:00 Teatro Bruno Munari Dagli 8 anni Teatro del Buratto Testo e regia: Renata Coluccini Con: Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui, chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare. Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre, guardando il mare. E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia, di come è difficile tornare dalla guerra. Dei Ciclopi e dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Il linguaggio teatrale sposa il linguaggio mitologico nel suo essere innanzitutto esperienza emotiva, percorso di conoscenza dell’individuo, rispetto a se stesso e alla sua relazione con l’esterno, con il mondo, con l’altro. Tematiche: il mito di Ulisse, l’attesa, rapporto padre-figlio Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Ritrovarsi in un sogno | Teatro del Buratto
< Indietro Ritrovarsi in un sogno Di: Marco Bellomo PimOff, Via Selvanesco 75, Milano 20 DICEMBRE 2026 ORE 16.00 Per info e prenotazioni E-mail: biglietteria@pimoff.it - Tel.: 0254102612 – WhatsApp: +39-3387800399 – Sito web: www.pimoff.it Di: Marco Bellomo Valigie dentro valigie dentro valigie. Oggetti che cambiano forma in continuazione dando vita, sempre, a nuovi scenari. Uno spettacolo che ci porta indietro nel tempo: un albergo immaginario, pieno di clienti carichi di vecchie valigie. Sono gli anni Trenta, la musica accompagna un simpatico facchino nella sua travolgente lotta contro il caos. Tra teatro fisico, clown e abilità circensi Luigi Ciotta con la sua semplicità coinvolge e gioca con il pubblico dando vita ad uno spettacolo dal ritmo incalzante e dai numerosi momenti poetici. Tutti i lavori alla lunga risultano noiosi e ripetitivi, così dopo anni trascorsi a trasportare valigie, un bizzarro facchino d’albergo ha imparato a guardare le cose da una prospettiva diversa ed a rompere la propria alienante routine. Cambiare prospettiva è una costante di tutto lo spettacolo; guardare oltre, o forse dentro di noi per tornare a giocare con niente e con poco staccandosi dalla quotidianità per afferrare l’extra-ordinario. Tutti in Valigia è uno spettacolo esilarante, stupefacente ed umano. Tematiche: emozioni < Precedente Prossimo >
- Il Baule di Natale | Teatro del Buratto
< Back Il Baule di Natale 18 Dicembre 2026 ore 10:00 «Che il Natale sia per tutti dolce, lieve dentro al cuore ci son desideri coltiviamoli bene che diventano veri.» Previous Next < Indietro Il Baule di Natale 18 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Teatro del Buratto Messa in scena: Aurelia Pini In scena: Gabriele Bajo e Selvaggia Tegon Giacoppo Oggetti a cura di: Laboratorio Teatro del Buratto «Che il Natale sia per tutti dolce, lieve dentro al cuore ci son desideri coltiviamoli bene che diventano veri.» “Dentro la notte ci sono le stelle si tengono per mano come sorelle dentro il baule un cuscino di neve che il Natale sia per tutti dolce, lieve dentro al cuore ci son desideri coltiviamoli bene che diventano veri” Un grande baule è come un grande mare, come il cielo stellato, come il sacco di Babbo Natale: aprendolo puoi trovare di tutto. Da storie dimenticate a storie da raccontare e già raccontate, fino alle domande che hanno bisogno di risposte, come “quanti anni ha Babbo Natale?” Con l’avvicinarsi del Natale, Selly e Gabriele decidono di aprire il baule che era stato dimenticato in soffitta e ci trovano moltissime sorprese! Da bufere di neve ad un pacchetto misterioso fino a trovare la luce brillante della Stella Polare. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Alfonsina Corridora
«La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale.» < Indietro Alfonsina Corridora 8 e 9 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro al Quadrato Con: Maria Giulia Campioli, Francesco Grillenzoni, Stefano Garuti Musiche dal vivo e canzoni originali: Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti, dei Tupamaros Regia: Maria Giulia Campioli Elaborazione video: Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti Oggetti di scena: Stefano Garuti Da un’idea di Claudia Bulgarelli Produzione: Teatro al Quadrato / Tupamaros con il supporto di Teatro Evento «La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale.» Lo spettacolo racconta la storia della ciclista Alfonsina Morini Strada, la prima donna a correre nel 1924 il giro d’Italia. All’epoca il ciclismo era uno sport prettamente maschile e le donne che lo praticavano, oltre a essere molto rare, erano spesso oggetto di discriminazioni, scherno, derisione e aspra critica sociale. Lo spettacolo utilizza i linguaggi artistici del teatro, della musica, e delle video proiezioni per raccontare una storia di riscatto e passione, di emancipazione e coraggio. Nel Regno d'Italia di inizio '900, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista, tappa dopo tappa, la sua libertà e l'affetto popolare. La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale. Tematiche: storia, femminismo, educazione civica Tecnica: teatro d’attore, proiezioni e multimedia SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Alfonsina Corridora 8 e 9 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro al Quadrato Con: Maria Giulia Campioli, Francesco Grillenzoni, Stefano Garuti Musiche dal vivo e canzoni originali: Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti, dei Tupamaros Regia: Maria Giulia Campioli Elaborazione video: Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti Oggetti di scena: Stefano Garuti Da un’idea di Claudia Bulgarelli Produzione: Teatro al Quadrato / Tupamaros con il supporto di Teatro Evento «La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale.» Lo spettacolo racconta la storia della ciclista Alfonsina Morini Strada, la prima donna a correre nel 1924 il giro d’Italia. All’epoca il ciclismo era uno sport prettamente maschile e le donne che lo praticavano, oltre a essere molto rare, erano spesso oggetto di discriminazioni, scherno, derisione e aspra critica sociale. Lo spettacolo utilizza i linguaggi artistici del teatro, della musica, e delle video proiezioni per raccontare una storia di riscatto e passione, di emancipazione e coraggio. Nel Regno d'Italia di inizio '900, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista, tappa dopo tappa, la sua libertà e l'affetto popolare. La storia di Alfonsina è l’occasione per affrontare con i ragazzi e le ragazze tematiche quali parità di genere, diritti universali, riscatto sociale. Tematiche: storia, femminismo, educazione civica Tecnica: teatro d’attore, proiezioni e multimedia SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Raperonzolo
Dai 5 anni < Torna alle produzioni Raperonzolo Il canto del crescere Dai 5 anni Anno 2016 CREDITI Con: Cristina Liparoto e Sabrina Marforio Regia: Renata Coluccini Scene: Michelangelo Campanale Disegno Luci: Marco Zennaro Produzione Teatro del Buratto DESCRIZIONE Ho attraversato il bosco e … ce l’ho fatta! Anche se mi si sono impigliati i capelli tra i rami, anche se le ombre mi hanno sfiorato, il sole mi ha indicato la via, mi sono venuti gli occhi grandi e ho scoperto la strada giusta! Nel bosco le foglie mi sussurrano ancora la storia … la storia di Ravanellina, che è arrivata proprio fino a qua, ma molto tempo fa. C’era una volta una bambina che si chiamava Ravanellina… No… in realtà Ravanellina non c’era ancora… ma c’erano un uomo e una donna che desideravano tanto, ma proprio tanto, avere una bambina… Così inizia la fiaba di Raperonzolo, o Ravanellina. Quest’uomo e questa donna si accorsero un bel giorno di aspettare una bambina e che sarebbero finalmente diventati genitori! La madre allora, fu presa da una gran voglia di mangiare dei ravanelli che, sfortunatamente, crescevano solo nel giardino della vicina: una strega. Il marito, volendo accontentare la moglie, una notte scavalcò le alte mura ed entrò nel giardino della strega. Questa, però, lo sorprese e, in cambio dei ravanelli, lo costrinse ad accettare un patto: “quando Ravanellina compirà 12 anni, io verrò a prenderla e da allora diventerà mia figlia”. Il tempo passò e nacque una bella bambina. Che crebbe. Ma non appena Ravanellina ebbe 12 anni, la strega, come promesso, si presentò e la prese con sé, chiudendola in un'alta torre … La fiaba narrata è quella classica, di Raperonzolo, arricchita da suggestioni di racconti più recenti, come “Coraline e la porta magica”. E’ la fiaba di una bambina che si troverà a vivere in due “famiglie”, sempre sognando di uscire e attraversare il bosco, che, segreto e misterioso, circonda entrambe le sue case. E’ la storia di un incontro con un principe, di un amore che la farà sognare e le regalerà coraggio e ali per cominciare a volare. I protagonisti sono madri, padri, matrigne e principi, ma soprattutto, protagonista è una bambina che vuole affrontare il bosco - fatto di paure, solitudine, desideri - per poter infine crescere. L’infanzia è un momento unico e determinante, un libro prezioso in cui tutte le esperienze lasciano segni indelebili, scritti, che daranno vita al romanzo della nostra esistenza. E a questo libro guardiamo sempre, anche da adulti. La scelta di parlare il linguaggio della fiaba nasce dalla consapevolezza che le favole, create dalla cultura di ogni popolo, al di fuori del tempo e dello spazio, evocano situazioni che consentono al bambino di affrontare e metabolizzare le reali difficoltà della vita. Le fiabe aiutano a tradurre in immagini visive gli stati interiori, aiutano a trasferire alla realtà significati nascosti. Insomma, danno forma ed elaborano l'inconscio del mondo. Tematiche: crescere, affrontare le proprie paure Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 922929A Precedente Seguente
- The strange case of Mr. Stevenson
[ENG/ITA] < Torna alle produzioni The strange case of Mr. Stevenson [ENG/ITA] Dai 15 anni 2023 CREDITI Testo e regia: Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Spettacolo in lingua inglese con qualche intervento in italiano DESCRIZIONE Siamo nella testa di Robert Louis Stevenson. I suoi personaggi circolano liberi da qualsiasi costrizione e ci accompagnano alla scoperta di uno dei più grandi romanzieri di tutti I tempi. Ciò che scopriremo, però, non sarà quello che ci aspettiamo… in pochissimi sanno che da giovane ha fatto il palombaro, che ha inventato il sacco a pelo per fare un viaggio a cavallo di un’asina, che ha scritto più di 100 composizioni musicali… la sua vera identità prende forma tra aneddoti divertenti e rivelazioni sorprendenti, talvolta inquietanti. Nella testa dello scrittore, incontreremo pirati, assassini, scienziati; tutti usciti dalla sua immaginazione per tentare di spiegare l’eterna lotta fra il bene e il male, quella lotta che lo ha affascinato fin da bambino a cui, forse, ha dato un senso solo alla fine della sua vita. Tematiche: la vita e le opere di Robert Louis Stevenson Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 941662A Precedente Seguente
- Ecco. Io. Qui. | Teatro del Buratto
< Indietro Ecco. Io. Qui. Nudoecrudo Teatro Dai 6 ai 36 mesi Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 28 Novembre 2026 ore 17:00; Domenica 29 Novembre 2026 ore 10:00 Domenica 29 Novembre 2026 ore 11:15 Una creazione di: Judith Annoni, Francesca Maggioni, Loredana Mazzola e Alessandra Pasi Con: Franz Casanova e Alessandra Pasi Primo tempo #Piccolissimi Una narrazione sensibile, tutta da toccare e da esplorare, da scoprire con gli occhi, le mani e i piedi, con l’udito e con l’olfatto. Materiali semplici e naturali (iuta, lana, corda, carta, legno, pula di grano, semi…) costruiscono un piccolo ambiente che gradualmente prende forma, si trasforma sino a riempire tutto lo spazio. Sino a divenire, idealmente, mondo. Gli oggetti di scena vengono vissuti e abitati dai piccoli che, stimolati dalle attrici, prendono possesso dello spazio scenico. Senza un’indicazione di cosa fare, solo di come fare. La filastrocca, il canto ed il suono della voce diventano chiavi per entrare in relazione con il ‘Teatro’ come mondo, rito di passaggio, territorio del magico. Tematiche: il mondo e lo spazio intorno a sé Linguaggio: teatro d’attore e teatro partecipato < Precedente Successivo >
- Nemici
«L’incontro con il nemico, “La Bestia” sarà l’antidoto migliore al conflitto.» < Indietro Nemici 27 e 28 gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Panedentiteatro APS Liberamente ispirato a: “Il Nemico” libro illustrato di D. Calì e S. Bloch, Francia 2010 (Italia 2013) Con: Enrico De Meo e Monica Lavoratori Scenografia: Frediano Brandetti Drammaturgia: Enrico De Meo Regia: Fausto Marchini «L’incontro con il nemico, “La Bestia” sarà l’antidoto migliore al conflitto.» Un soldato combatte contro un nemico che non vede, ma che viene descritto come un mostro a cui dare tutte le colpe. Una buca che diventa unico luogo in cui conoscersi e riconoscersi umani. L’incontro con il nemico, “La Bestia” sarà l’antidoto migliore al conflitto. Uno spettacolo pensato per i più piccoli ma che aiuta tutti a riflettere sull’assurdità della guerra. Tematiche: guerra, pace Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >










