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  • Piccoli principi e principesse | Teatro del Buratto

    < Indietro Piccoli principi e principesse Compagnia Teatrale Stilema - Unoteatro Dai 3 ai 10 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 6 Marzo 2027 ore 16:30 Domenica 7 Marzo 2027 ore 16:30 Di e con: Silvano Antonelli Collaborazione drammaturgica: Giulia Antonelli Cura della messa in scena: Enrico Messina Collaborazione all'allestimento: Jennifer Turazzo Ringraziamo l'Armando e Claudio Milani per le capriole dell'Ometto Un aviatore entra in scena disegnando nell'aria. Un foglio diventa un aeroplano di carta e lui lo porta a spasso per la scena. Viaggia attraverso la vita, da quando si è bambini a quando si diventa grandi. L'aeroplano precipita in un luogo sperduto. Mi disegni una rosa? Mentre lui cerca di riparare l'aereo appare un “Ometto” che fa un mucchio di domande e racconta dei tanti pianeti che ha visitato in cui abitano tanti bambini differenti. È facile perdersi in quei racconti. E se quella fosse l'occasione per riappropriarsi della propria infanzia? Se fosse la chiave per riprendere il volo? Linguaggio: teatro d’attore e musiche dal vivo Tematiche: Liberamente ispirato al notissimo libro di Antoine De Saint-Exupéry lo spettacolo vuole mettere al centro il rapporto tra adulto e bambino. < Precedente Successivo >

  • Famiglie | Teatro del Buratto

    Vieni a scoprire le stagioni teatrali del Teatro del Buratto. Weddings Home Biglietteria Famiglie Scuole Giovani e adulti Sostienici Contatti Video e filmati La Bottega del Nero Lavora con noi Newsletter Sciroppo di Teatro Informativa sulla privacy Altro LE STAGIONI TEATRALI 2026-2027 INSIEME A TEATRO Stagione per le famiglie A TEATRO CON LA SCUOLA LA SERA A TEATRO Stagione serale

  • Nella Rete

    < Torna alle produzioni Nella Rete Dai 12 anni Anno 2013 CREDITI Testo e regia: Renata Coluccini Scene: Marco Muzzolon Disegno luci: Marco Zennaro Animazioni video: Carlo Maria Fusani Costumi: Mirella Salvischiani In scena: Marta Mungo, Gabriele Bajo, Benedetta Brambilla Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Lo spettacolo racconta in modo parallelo e sincrono le storie di tre adolescenti che frequentano una scuola secondaria. Personalità diverse , tre modi di vivere la stessa esperienza. La rete è il loro mondo, il loro modo di camminare nella realtà; nella rete si muovono sicuri, si sentono, a loro agio: "sono il cacciatore, non certo Cappuccetto Rosso”. Nascosti davanti a uno schermo si aprono, si confidano, si sentono illusoriamente intoccabili… Nella rete si incrociano tre storie, segnate da cyberbullismo, sexting e uso smodato di social network, internet o giochi. I ragazzi si muovono tra una realtà reale e una realtà virtuale… una realtà dove loro “mentono” si creano diversi o più veri, e incontrano altri che “mentono”. Chi sono? Chi incontrano? Giulio è un ragazzo timido, a scuola viene spesso preso in giro, ma quando arriva a casa e entra nella rete si trasforma, si inventa mille identità e da vittima diventa carnefice. Francesca è carina, ha un ragazzo, e pensa di gratificarlo mandandogli delle sue foto, foto intime … ma quando per una serie di vicissitudini le foto finiscono in rete, anche lei si sente finita. E poi c’è Elena, che nella rete si perde per intere notti, si protegge nell’anonimato, conosce e vede quello che accade agli altri. Si incontrano tutti i giorni, nella stessa scuola e spesso in rete, anche se non si riconoscono. Nelle stanze virtuali si può sperimentare la propria identità in tutte le sue sfumature, ascoltare le reazioni degli altri e maturare delle convinzioni attraverso il confronto con altre personalità, più o meno reali. Si può recitare nel teatro on-line. I rischi sono quelli legati a ogni situazione che consenta di far emergere e di soddisfare i bisogni più profondi e inconsapevoli: si sperimentano parti di sé che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere uomini e donne senza volto, una condizione che potenzialmente può favorire la comparsa di comportamenti guidati da una minima morale. Il video creato per lo spettacolo da Carlo Maria Fusani, sottolinea il ritmo narrativo e inventa attraverso forme, segni, linee intrecciate, colori e movimento, l’emotività spesso nascosta dei protagonisti. Temi: adolescenza, cyberbullismo, uso e abuso della rete Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 908221A Precedente Seguente

  • Il Giardiniere dei Sogni

    «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 novembre e 1 e 2 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Nuova produzione Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti ed Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci ed Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. Tematiche: lettura, crescita, cura Tecnica: teatro su nero, videoproiezioni SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Fashion Victims

    L'insostenibile realtà del Fashion < Torna alle produzioni Fashion Victims L'insostenibile realtà del Fashion Dagli 11 anni Anno 2022 CREDITI Testo, video e regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Foto di scena: Camilla Canalini Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 ad oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato; 150 miliardi di vestiti per 7 miliardi di persone. Un’orda tessile che si trasforma in rifiuto, milioni di tonnellate di indumenti che arrivano in discarica generando metropoli di spazzatura tossica. Intanto, dall’altra parte del mondo, terre millenarie sono sfruttate al punto da non generare più nulla: specie animali scompaiono in una nebbia di pesticidi e diserbanti, i fiumi si colorano di giallo, cobalto e ogni altro colore che scegliamo per alimentare le 52 nuove stagioni di moda all’anno che pretendiamo di produrre; i pesci muoiono e qualcuno, che con quell’acqua vive, si ammala mentre lavora al buio dei sottoscala e dei campi di notte, al buio di qualsiasi diritto umano e lavorativo. E spesso sono bambine e bambini. All’estremo opposto di questa catena si trovano una ragazza o un ragazzo, un giovane consumatore educato fin dalla più tenera età a credere di avere intimamente bisogno di un certo marchio, di quel preciso logo sul petto, quel paio di scarpe firmate. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, di un certo modo di produrre attraverso lo sfruttamento di persone e risorse ambientali che sta finalmente mostrando i suoi limiti, ma che ancora perdura. “Fashion victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall'altra parte un altro mondo, il terzo o il quarto, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Giacomo Leopardi nelle Operette Morali immaginava la Moda dialogare con la Morte, entrambe figlie di un mondo destinato ad esaurirsi. Due secoli dopo la partita è reale, aperta e nelle mani di tutti noi. Tematiche: fast fashion, moda, ambiente, sostenibilità Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 952316A Precedente Seguente

  • Le lacrime di Achille

    «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» < Indietro Le lacrime di Achille 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Le lacrime di Achille 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Cuore | Teatro del Buratto

    < Indietro Cuore MOMOM – Claudio Milani Dai 4 agli 8 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 16 Gennaio 2027 ore 16:30 Domenica 17 Gennaio 2027 ore 16:30 Testo, regia, interpretazione: Claudio Milani Scenografie: Elisabetta Viganò e Armando Milani Musiche originali: Andrea Bernasconi, Emanuele Lo Porto, Debora Chiantella Progettazione Elettronica: Marco Trapanese, Andrea Bernasconi, Claudio Milani Luci: Fulvio Melli Fotografie di scena: Paolo Luppino Nina abita con i grandi di casa in una casa vicino al bosco. Nel bosco non si può entrare perché dentro ci vivono la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Nina entra nel bosco, un po’ per sfortuna, un po’ per distrazione, un po’ per gioco e un po’ perché ne ha voglia. Ci entra e ci esce più di una volta. E ogni volta il bosco prende vita e si trasforma. Alla fine sarà il cuore di Nina a liberare i colori che daranno nuova vita al bosco. Cuore è uno spettacolo che parla di emozioni. Del governo delle emozioni. Per governare alcune emozioni, dentro al cuore, a volte serve la dittatura, altre volte l’anarchia. Nel bosco vive la Fata che con i suoi cento occhi tutto vede insieme all’Orco che tutto sente dentro la pancia. Nina si metterà tra loro e sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio. Tematiche: emozioni, armonia Linguaggio: teatro d’attore < Precedente Successivo >

  • Bianca Balena Piccolo viaggio nel profondo | Teatro del Buratto

    < Indietro Bianca Balena Piccolo viaggio nel profondo Nudoecrudo Teatro Da 1 a 3 anni Sala teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 14 Novembre 2026 ore 17:00; Domenica 15 Novembre 2026 ore 10:00 Domenica 15 Novembre 2026 ore 11:15 Di e con: Franz Casanova e Alessandra Pasi Suono di: Luca De Marinis Scene: Marco Preatoni Primo tempo #Piccolissimi Una scena blu e bianca accoglie i piccoli spettatori. Una tenda? Una tana sottomarina? O il ventre di una balena? Si sente il suono delle onde. Qualcuno che canta. Qualcosa si accende, qualcosa si muove. Qualcosa che incanta. Un piccolo viaggio subacqueo alla continua scoperta di sorprendenti tesori. Tra delicate suggestioni visive e sonore, un’immersione in un grembo teatrale confortevole e immaginifico, per riscoprire la magia di attendere, di stare e di lasciarsi cullare. Tematiche: il mondo subacqueo Linguaggio: teatro d’attore, musica e immagini < Precedente Successivo >

  • Teresa che catturò il buio

    Da 4 anni < Torna alle produzioni Teresa che catturò il buio Da 4 anni 2025 CREDITI: Di e con: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE: Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. Tematiche: paura del buio, crescita Linguaggio: teatro d’attore, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 965817A Precedente Seguente

  • DIMODOCHE’ | Teatro del Buratto

    < Indietro DIMODOCHE’ Produzione Gek Tessaro Everest – Spazio alla cultura, Via Sant'Anna 4, 20055 Vimodrone (MI) DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026 ORE 17.00 Info e prenotazioni E-mail: info@industriascenica.com – Tel.: 3281216917 – Sito web: www.industriascenica.com Di e con Gek Tessaro Ci sono una ruspetta, una ruspa, una betoniera, una gru e tutti insieme lavorano tutto il giorno senza sosta scavando e ammonticchiando terra da far portare via lontano dai camion. Ma quando cala la notte, tutto si ferma, tutto tace e si dà spazio solo al frinire dei grilli e al silenzio. Gek Tessaro racconta una coloratissima e divertente storia di macchinari che amano il proprio lavoro e in particolare di una piccola ruspa piena di entusiasmo e domande e “però però” che fanno sorridere e appassionare. Surreale e poetico Dimodoché ci fa immaginare montagne capovolte e laghi con barche e pesci e montagne con mucche dalle facce buffe, una storia circolare che dà voce agli improrogabili perché? dell’infanzia. Tematiche: disegno dal vivo, immaginazione < Precedente Prossimo >

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