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  • Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Roberto Caselli e Francesco Garolfi | Teatro del Buratto

    < Indietro Avanti > Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Roberto Caselli e Francesco Garolfi Teatro Verdi Quattro scrittori attraverso la loro produzione letteraria-musicale raccontano fatti e aneddoti del mondo musicale milanese con parole, testimonianze, immagini e foto dei loro numerosi lavori, un viaggio nello spazio e nel tempo nella Milano di fine 900. Ogni sera i nostri protagonisti saranno accompagnati nella narrazione da un musicista. Le serate saranno condotte da Giangilberto Monti. Venerdì 15 Maggio 2026 ore 20:30

  • Fashion Victims

    L'insostenibile realtà del Fashion < Torna alle produzioni Fashion Victims L'insostenibile realtà del Fashion Dagli 11 anni Anno 2022 CREDITI Testo, video e regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Foto di scena: Camilla Canalini Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 ad oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato; 150 miliardi di vestiti per 7 miliardi di persone. Un’orda tessile che si trasforma in rifiuto, milioni di tonnellate di indumenti che arrivano in discarica generando metropoli di spazzatura tossica. Intanto, dall’altra parte del mondo, terre millenarie sono sfruttate al punto da non generare più nulla: specie animali scompaiono in una nebbia di pesticidi e diserbanti, i fiumi si colorano di giallo, cobalto e ogni altro colore che scegliamo per alimentare le 52 nuove stagioni di moda all’anno che pretendiamo di produrre; i pesci muoiono e qualcuno, che con quell’acqua vive, si ammala mentre lavora al buio dei sottoscala e dei campi di notte, al buio di qualsiasi diritto umano e lavorativo. E spesso sono bambine e bambini. All’estremo opposto di questa catena si trovano una ragazza o un ragazzo, un giovane consumatore educato fin dalla più tenera età a credere di avere intimamente bisogno di un certo marchio, di quel preciso logo sul petto, quel paio di scarpe firmate. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, di un certo modo di produrre attraverso lo sfruttamento di persone e risorse ambientali che sta finalmente mostrando i suoi limiti, ma che ancora perdura. “Fashion victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall'altra parte un altro mondo, il terzo o il quarto, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Giacomo Leopardi nelle Operette Morali immaginava la Moda dialogare con la Morte, entrambe figlie di un mondo destinato ad esaurirsi. Due secoli dopo la partita è reale, aperta e nelle mani di tutti noi. Tematiche: fast fashion, moda, ambiente, sostenibilità Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 952316A Precedente Seguente

  • Le lacrime di Achille

    «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» < Indietro Le lacrime di Achille 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Le lacrime di Achille 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Cuore | Teatro del Buratto

    < Indietro Cuore MOMOM – Claudio Milani Dai 4 agli 8 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 16 Gennaio 2027 ore 16:30 Domenica 17 Gennaio 2027 ore 16:30 Testo, regia, interpretazione: Claudio Milani Scenografie: Elisabetta Viganò e Armando Milani Musiche originali: Andrea Bernasconi, Emanuele Lo Porto, Debora Chiantella Progettazione Elettronica: Marco Trapanese, Andrea Bernasconi, Claudio Milani Luci: Fulvio Melli Fotografie di scena: Paolo Luppino Nina abita con i grandi di casa in una casa vicino al bosco. Nel bosco non si può entrare perché dentro ci vivono la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Nina entra nel bosco, un po’ per sfortuna, un po’ per distrazione, un po’ per gioco e un po’ perché ne ha voglia. Ci entra e ci esce più di una volta. E ogni volta il bosco prende vita e si trasforma. Alla fine sarà il cuore di Nina a liberare i colori che daranno nuova vita al bosco. Cuore è uno spettacolo che parla di emozioni. Del governo delle emozioni. Per governare alcune emozioni, dentro al cuore, a volte serve la dittatura, altre volte l’anarchia. Nel bosco vive la Fata che con i suoi cento occhi tutto vede insieme all’Orco che tutto sente dentro la pancia. Nina si metterà tra loro e sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio. Tematiche: emozioni, armonia Linguaggio: teatro d’attore < Precedente Successivo >

  • Bianca Balena Piccolo viaggio nel profondo | Teatro del Buratto

    < Indietro Bianca Balena Piccolo viaggio nel profondo Nudoecrudo Teatro Da 1 a 3 anni Sala teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 14 Novembre 2026 ore 17:00; Domenica 15 Novembre 2026 ore 10:00 Domenica 15 Novembre 2026 ore 11:15 Di e con: Franz Casanova e Alessandra Pasi Suono di: Luca De Marinis Scene: Marco Preatoni Primo tempo #Piccolissimi Una scena blu e bianca accoglie i piccoli spettatori. Una tenda? Una tana sottomarina? O il ventre di una balena? Si sente il suono delle onde. Qualcuno che canta. Qualcosa si accende, qualcosa si muove. Qualcosa che incanta. Un piccolo viaggio subacqueo alla continua scoperta di sorprendenti tesori. Tra delicate suggestioni visive e sonore, un’immersione in un grembo teatrale confortevole e immaginifico, per riscoprire la magia di attendere, di stare e di lasciarsi cullare. Tematiche: il mondo subacqueo Linguaggio: teatro d’attore, musica e immagini < Precedente Successivo >

  • Teresa che catturò il buio

    Da 4 anni < Torna alle produzioni Teresa che catturò il buio Da 4 anni 2025 CREDITI: Di e con: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE: Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. Tematiche: paura del buio, crescita Linguaggio: teatro d’attore, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 965817A Precedente Seguente

  • DIMODOCHE’ | Teatro del Buratto

    < Indietro DIMODOCHE’ Produzione Gek Tessaro Everest – Spazio alla cultura, Via Sant'Anna 4, 20055 Vimodrone (MI) DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026 ORE 17.00 Info e prenotazioni E-mail: info@industriascenica.com – Tel.: 3281216917 – Sito web: www.industriascenica.com Di e con Gek Tessaro Ci sono una ruspetta, una ruspa, una betoniera, una gru e tutti insieme lavorano tutto il giorno senza sosta scavando e ammonticchiando terra da far portare via lontano dai camion. Ma quando cala la notte, tutto si ferma, tutto tace e si dà spazio solo al frinire dei grilli e al silenzio. Gek Tessaro racconta una coloratissima e divertente storia di macchinari che amano il proprio lavoro e in particolare di una piccola ruspa piena di entusiasmo e domande e “però però” che fanno sorridere e appassionare. Surreale e poetico Dimodoché ci fa immaginare montagne capovolte e laghi con barche e pesci e montagne con mucche dalle facce buffe, una storia circolare che dà voce agli improrogabili perché? dell’infanzia. Tematiche: disegno dal vivo, immaginazione < Precedente Prossimo >

  • A Cup of Tea with Shakespeare

    [ENG/ITA] < Torna alle produzioni A Cup of Tea with Shakespeare [ENG/ITA] Dai 13 anni Anno 2021 CREDITI Un progetto di Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Regia: Laura Pasetti DESCRIZIONE Chi era William Shakespeare? E’ veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza? Shakespeare in persona racconta con ironia di se stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana. Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così come li ha concepiti. Tematiche: la vita e le opere di William Shakespeare Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 901858A Precedente Seguente

  • Pandizenzero

    «Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita.» < Indietro Pandizenzero 9 dicembre 2026 ore 10.00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Testo e regia: Aurelia Pini Con: Ilaria Ferro e Marzo Iacuzio «Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita.» Mancano solo cinque giorni a Natale: cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come un piccolo paese aspetta nel silenzio emozionato - aspettano il giorno della festa. Cinque case bianche, piccole, col tetto rosso - come finestrelle di un breve calendario dell’avvento - aspettano di svelare i doni, la vita e i desideri di chi le abita. Ilaria e Marco, uno dopo l’altra, racconteranno delicate storie sensibili, che ogni casa custodisce, e poi regala: la storia del signor Muz e del suo cappello, della stella che manca al suo albero di Natale; di Zahi, un bambino che viene da lontano e non ha una casa, e del suo desiderio: una bicicletta rossa come il vestito di Babbo Natale. Pan di Zenzero, il dolce biscotto che era un bambino ma che poi… non possiamo raccontare tutto, bisogna aspettare! Nell’attesa, cominciate a sognare… Tematiche: l’attesa, il Natale Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Una festa bellissima | Teatro del Buratto

    < Back Una festa bellissima 25 Gennaio 2027 ore 10:00 «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Previous Next < Indietro Una festa bellissima 25 Gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Compagnia Arione de Falco CAPS TITLE Con: Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco Con il sostegno di: Teatro Koreja Musiche: Enrico Messina Movimento scenico: Marcos Rangel Koslowski Costumi: Giulia Rossi «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Una Festa Bellissima è uno spettacolo che intreccia gioco, amicizia, corpo e tempo. Tre amic* costruiscono una festa fatta di palloncini, risate, abbracci e piccole scoperte. È una festa allegra, piena di movimento e di presenza, di “stiamo insieme”. Ma, come tutte le feste, anche questa a un certo punto finisce. Finisce e basta. E allora cosa resta? Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’. Uno spettacolo che invita bambin* e famiglie a celebrare il presente, a guardarsi, a riconoscersi e a stare nel qui e ora. Perché se la festa è finita ma io sono qui... ballo. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

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