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451 risultati trovati con una ricerca vuota
- Il codice del volo | Teatro del Buratto
8 < Indietro Il codice del volo Compagnia del Sole Teatro Verdi Acquista 10 Febbraio 2027 ore 20:30 «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. < Precedente Successivo >
- La tregua di Natale | Teatro del Buratto
4 < Indietro La tregua di Natale Anfiteatro / Progetto Piattaforma di Unoteatro Teatro Verdi Acquista 11 Dicembre 2026 ore 20:30 «I soldati fecero un patto solenne che avrebbero reso inoffensive le munizioni...» Durante l'inverno del 1914, al confine tra la Francia e il Belgio, inglesi e tedeschi erano impantanati in una logorante guerra di posizione combattuta nella disumana condizione delle trincee. Queste terribili condizioni accomunavano i due schieramenti e portarono i soldati a scambiarsi qualche favore che rendesse la vita meno impossibile. Era la vigilia di Natale e per entrambi gli schieramenti, assieme agli ordini che dicevano che i combattimenti non avrebbero dovuto essere interrotti per nessun motivo, arrivarono pacchi dono che contenevano una tregua che nei giorni successivi si diffuse a macchia d'olio. A questo punto intervennero gli alti comandi e la tregua fu interrotta, ma i soldati fecero un patto solenne, che nel caso li avessero costretti a riprendere i combattimenti nessuno avrebbe mirato ad altezza uomo, ma reso inoffensive le munizioni... “sparando alle stelle in cielo”. < Precedente Successivo >
- La gallina intelligente | Teatro del Buratto
15 < Indietro La gallina intelligente Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 9 giugno 2027 ore 20:30 10 giugno 2027 ore 20:30 11 giugno 2027 ore 20:30 12 giugno 2027 ore 20:30 «Oggi lo so, mi è servito a diventare quello che sono. A trovare il coraggio di servire una risata sulla tavola di chi, a volte, può mangiare solo quella.» Un attore e un musicista in scena, due voci, due anime che si intrecciano per rievocare l’universo poetico, ironico e surreale di Cochi e Renato. Uno spettacolo che fonde musica e parola. Una decina delle loro canzoni più iconiche introdotte da brevi monologhi e racconti originali ispirati al loro immaginario. Non una semplice imitazione, né un omaggio nostalgico. Ma una reinterpretazione affettuosa e contemporanea. Una visione del mondo che Cochi e Renato hanno saputo regalare: un modo di guardare alla realtà con occhi ingenui e disillusi allo stesso tempo. Un inno alla leggerezza intelligente, al pensiero laterale, alla poesia che si nasconde dietro la risata. Il repertorio storico del duo si mescola con il nonsense e il surrealismo degli interpreti. Il passato si unisce al presente in una visione sul crinale di una delicata follia. “Quando ero ragazzo ascoltavo le loro canzoni e nel petto succedeva qualcosa che si trasmetteva alla pancia, poi alla faccia, cambiavo umore, colore e a volte cambiava anche il clima, i pensieri si trasformavano in un ombrello che mi riparava la testa, ascoltarli era come mangiare il mio piatto preferito senza esserne mai sazio. Guardarli mi dava coraggio, un coraggio che allora non sapevo a cosa mi sarebbe servito. Oggi lo so, mi è servito a diventare quello che sono. A trovare il coraggio di servire una risata sulla tavola di chi, a volte, può mangiare solo quella”. Grazie Cochi, grazie Renato. < Precedente Successivo >
- Le lacrime di Achille | Teatro del Buratto
16 < Indietro Le lacrime di Achille Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 15 giugno 2027 ore 20:30 16 giugno 2027 ore 20:30 17 giugno 2027 ore 20:30 18 giugno 2027 ore 20:30 19 giugno 2027 ore 20:30 20 giugno 2027 ore 20:30 «…per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. < Precedente Successivo >
- Romeo and Juliet (are dead) | Teatro del Buratto
10 < Indietro Romeo and Juliet (are dead) Teatro del Buratto / Theatre of the 7 Directions Teatro Verdi Acquista 25 Febbraio 2027 ore 20:30 «Mercuzio […] propone un’alternativa: ripercorrere le tappe della loro storia.» Romeo, Giulietta e Mercuzio non sono contenti del finale che Shakespeare ha scritto per loro. Soprattutto i due innamorati pensano che il drammaturgo sia stato troppo crudele e, alla ricerca di un senso, continuano a ripetere all’infinito la scena della loro morte. Ma Mercuzio è stanco di assistere alla rappresentazione e propone un’alternativa: ripercorrere le tappe della loro storia per riuscire forse a trovare le risposte che cercano riguardo il loro destino. Lo spettacolo, in lingua inglese e italiana, presenta brani tratti direttamente dall’opera di Shakespeare e, al contempo, vede i tre personaggi commentare le scene in un inglese contemporaneo. A tenere tutto assieme è Mercuzio, che usa l’italiano per collegare le scene e per tradurre alcuni commenti di Romeo e Giulietta, così da facilitare la comprensione per tutti. < Precedente Successivo >
- Mio padre è Sylvester Stallone | Teatro del Buratto
1 < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone Compagnia A.D.D.A. Teatro Verdi Acquista 19 Novembre 2026 20 Novembre 2026 21 Novembre 2026 22 Novembre 2026 < Precedente Successivo >
- Maledetta Primavera ché gli dei non possono piangere | Teatro del Buratto
9 < Indietro Maledetta Primavera ché gli dei non possono piangere Armamaxa Teatro Verdi Acquista 19 Febbraio 2027 ore 20:30 «Una narrazione capace di affondare nelle radici del mito per riaffiorare ai giorni nostri e parlare con più consapevolezza all’animo umano.» Il ratto di Proserpina è il rapimento, l’istante culminante della violenza della divinità, che Bernini immortala fissandolo per sempre nel marmo ad eterno monito. Il dio degli inferi, Dite, efferato e insensibile, affonda le dita nelle carni della fanciulla per strapparla al suo destino e farla sua. Da quel momento, nulla tornerà più ad essere come prima. L’ira di Cerere, Madre terra e madre di Proserpina, sarà implacabile e la sua furia si abbatterà su ogni cosa. Soltanto l’intercessione di Giove potrà placarla, consentendo alla fanciulla di tornare da lei sei mesi l’anno. Muovendo dai versi di Ovidio, la scrittura compone una narrazione dal ritmo incalzante e tempestoso, densa di ironia e intimamente personale, capace di affondare nelle radici del mito per riaffiorare ai giorni nostri e parlare con più consapevolezza all’animo umano. < Precedente Successivo >
- SVAMPITI una cantata per Nanni Svampa | Teatro del Buratto
13 < Indietro SVAMPITI una cantata per Nanni Svampa Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 28 aprile 2027 ore 20:30 29 aprile 2027 ore 20:30 30 aprile 2027 ore 20:30 1 1 maggio 2027 ore 20:30 «Uno spettacolo non solo di canzoni, ma anche di aneddoti e ricordi, nel solco di una passione verso un mondo artistico che vorrebbe non avere frontiere e che da sempre rispetta i sentimenti di un mondo libero, senza orario e senza bandiere, oggi come ieri.» Il viaggio musicale del noto attore comico ticinese Flavio Sala e del cantastorie milanese Giangilberto Monti si snoda tra il lago di Lugano e il lago Maggiore, per narrare il canzoniere di Nanni Svampa, anima del cabaret dei Gufi, della tradizione canora meneghina e del repertorio dello chansonnier Georges Brassens, dove la Senna si incrocia con i Navigli, che attraverso le acque del Ticino uniscono il territorio italiano a quello elvetico. Flavio Sala, con la sua compagnia teatrale, ha spesso sbeffeggiato i costumi del Canton Ticino in spettacoli e sketch, grazie anche alla maschera dialettale del Bussenghi, personaggio da lui creato per la Radio Televisione Svizzera, che incarna il buonsenso popolare di fronte alle incrollabili certezze della burocrazia elvetica, mentre Giangilberto Monti da anni racconta la storia del teatro-cabaret in salsa milanese, tra libri e recital canori. La loro collaborazione artistica, grazie anche al contributo del fisarmonicista e pianista Danilo Boggini, vuole rendere omaggio alla figura di uno dei più amati interpreti della tradizione popolare lombarda, al di qua e al di là del confine che unisce Italia e Svizzera. Uno spettacolo non solo di canzoni, ma anche di aneddoti e ricordi, nel solco di una passione verso un mondo artistico che vorrebbe non avere frontiere e che da sempre rispetta i sentimenti di un mondo libero, senza orario e senza bandiere, oggi come ieri. < Precedente Successivo >
- Delete – “La cultura della cancellazione” capitolo I | Teatro del Buratto
6 < Indietro Delete – “La cultura della cancellazione” capitolo I Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 27 gennaio 2027 ore 20:30 28 gennaio 2027 ore 20:30 29 gennaio 2027 ore 20:30 30 gennaio 2027 ore 20:30 «Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo.» Un piccolo gesto che è capitato a tutti di fare. Cancellare. Nel mio dispositivo elettronico la memoria è piena, devo fare posto. Cosa cancello? Dati e cache delle app e poi elimino i file inutili. Ma quali sono inutili? Davvero non mi serviranno più? Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo. E la memoria? E i ricordi digitalizzati spariranno? E la carta, i libri resteranno? Queste riflessioni condivise ci porteranno a una lettera. La lettera di una madre a un figlio. La lettera di una donna cancellata! Dalla platea al palco, da piccole testimonianze a una storia, dentro la grande Storia, ma che accade oggi, ancora, come ieri. La lettera di una madre a una figlia testimonianza degli ultimi giorni della donna, della sua storia, della sua gente, dell’amore per la figlia in salvo dagli orrori di una guerra e di una persecuzione. < Precedente Successivo >
- Il mio papà è Ulisse | Teatro del Buratto
3 < Indietro Il mio papà è Ulisse Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 2 Dicembre 2026 ore 20:30 «Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire.» Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui, chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare. Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre, guardando il mare. E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia, di come è difficile tornare dalla guerra. Dei Ciclopi e dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Il linguaggio teatrale sposa il linguaggio mitologico nel suo essere innanzitutto esperienza emotiva, percorso di conoscenza dell’individuo, rispetto a se stesso e alla sua relazione con l’esterno, con il mondo, con l’altro. < Precedente Successivo >
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