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  • A metà strada

    Dai 3 anni < Torna alle produzioni A metà strada Storia di Giraffa e Pinguino Dai 3 anni Anno 2023 CREDITI Di e con: Jessica Lionello e Roberto Capaldo Musiche originali: Roberto Vetrano Scene e costumi: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE In un posto molto caldo e molto lontano vive una giraffa che non sa sedersi e deve stare sempre in piedi. Le piace camminare, mangiare foglie e cantare, però non conosce nessuno e si sente sola. Decide allora di lanciare un messaggio al vento, inviando una lettera alla prima creatura dall’altra parte del mondo che la riceverà. Fortunatamente la lettera arriva effettivamente ad un nuovo amico, un Pinguino “inventore” che sogna di volare. I due decidono così di incontrarsi a “metà strada”. Ma come è fatta una giraffa? Pinguino non ne ha mai vista una. E come è fatto un Pinguino? Giraffa non lo sa. Per i due anche solo riconoscersi all’appuntamento, risulta molto difficile. Non resta che immaginare il proprio amico, così, attraverso un carteggio esilarante, quella che ne viene fuori è una tenera e buffa rappresentazione dell’altro, che permetterà finalmente di trovarsi. Tuttavia, l’incontro non è subito rassicurante: la loro forte differenza inizialmente li scoraggia e temporaneamente li divide, ma con un po’ di tenacia e volontà, si potrà scoprire che le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare lo sguardo sulle cose. Un modo per giraffa di imparare a sedersi e guardare un po’ più in basso. Un modo per Pinguino di salire “in alto” e guardare un po' più su… entrambi a questo punto saranno pronti per incontrare chiunque altro abbia voglia di farsi trovare a metà strada. Tematiche: l'inclusione, la diversità, l'amicizia Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 954276A Precedente Seguente

  • Fashion Victims

    L'insostenibile realtà del Fashion < Torna alle produzioni Fashion Victims L'insostenibile realtà del Fashion Dagli 11 anni Anno 2022 CREDITI Testo, video e regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Foto di scena: Camilla Canalini Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 ad oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato; 150 miliardi di vestiti per 7 miliardi di persone. Un’orda tessile che si trasforma in rifiuto, milioni di tonnellate di indumenti che arrivano in discarica generando metropoli di spazzatura tossica. Intanto, dall’altra parte del mondo, terre millenarie sono sfruttate al punto da non generare più nulla: specie animali scompaiono in una nebbia di pesticidi e diserbanti, i fiumi si colorano di giallo, cobalto e ogni altro colore che scegliamo per alimentare le 52 nuove stagioni di moda all’anno che pretendiamo di produrre; i pesci muoiono e qualcuno, che con quell’acqua vive, si ammala mentre lavora al buio dei sottoscala e dei campi di notte, al buio di qualsiasi diritto umano e lavorativo. E spesso sono bambine e bambini. All’estremo opposto di questa catena si trovano una ragazza o un ragazzo, un giovane consumatore educato fin dalla più tenera età a credere di avere intimamente bisogno di un certo marchio, di quel preciso logo sul petto, quel paio di scarpe firmate. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, di un certo modo di produrre attraverso lo sfruttamento di persone e risorse ambientali che sta finalmente mostrando i suoi limiti, ma che ancora perdura. “Fashion victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall'altra parte un altro mondo, il terzo o il quarto, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Giacomo Leopardi nelle Operette Morali immaginava la Moda dialogare con la Morte, entrambe figlie di un mondo destinato ad esaurirsi. Due secoli dopo la partita è reale, aperta e nelle mani di tutti noi. Tematiche: fast fashion, moda, ambiente e sostenibilità Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 952316A Precedente Seguente

  • Romeo is blue and Juliet is yellow

    Dagli 8 ai 10 anni < Torna alle produzioni Romeo is blue and Juliet is yellow [ENG/ITA] Dagli 8 ai 10 anni Anno 2022 CREDITI Testo e regia: Laura Pasetti In scena: Cecilia Andreasi DESCRIZIONE “Do you know Romeo & Juliet? La storia di due giovani innamorati che appartengono a due famiglie rivali?! È una storia bellissima, ma è anche una tragedia perché purtroppo... finisce molto molto male... e il fatto più tragico di tutti è che... it’s all my fault! È tutta colpa mia! Sì, mia! Del personaggio piccolissimo senza nome! Mi sono rovinato la vita per questa storia! E ho anche perso il lavoro! Yes... I lost my job! E ora mi ritrovo qui a raccontare storie e a vendere palloncini...” È dura quando perdi il lavoro per un piccolo errore, ma sbagliare è umano e, certe volte, dalle conseguenze si possono ricavare preziosi insegnamenti. Il nostro venditore di palloncini non ha sempre fatto questo mestiere… molto tempo fa era addirittura un personaggio di Shakespeare! Un personaggio piccolissimo, ma di vitale importanza che, per un tragico errore… beh, lasciamo che sia lui a raccontarvelo! Un venditore di palloncini racconta, a modo suo, con I mezzi a disposizione, la storia dei due innamorati più famosi del mondo: Romeo e Giulietta. La storia è una tragedia perché, alla fine, entrambi I protagonisti muoiono e proprio per colpa del nostro amico! Lui non si da pace… e voi, riuscirete a perdonarlo? Lo spettacolo si pone il doppio scopo di avvicinare il giovane pubblico a Shakespeare e al Teatro. Il narratore alterna la lingua italiana a quella inglese, inserendo ogni tanto qualche frase di Shakespeare. Si tratta di uno spettacolo interattivo in cui il narratore stimola l’immaginazione degli spettatori utilizzando I palloncini come protagonisti della storia. Egli stesso interpreta I personaggi principali e coinvolge il pubblico in alcune scene. Il gioco visivo e la leggerezza della narrazione rendono la storia fruibile anche se non si dovessero comprendere tutte le parole. Il tragico finale, scritto da Shakespeare, viene raccontato con sensibilità e poesia: l’amore trionfa sempre su tutto. Tematiche: spettacolo interattivo in lingua inglese e italiana Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 940431A Precedente Seguente

  • Video Premium | Teatro del Buratto

    Scopri i contenuti video del Teatro del Buratto: una selezione di contenuti dal nostro repertorio. I video del Teatro del Buratto Accedi Per accedere ai contenuti a pagamento è necessario registrarsi ed effettuare il login. Tutti i video Guarda Anteprima Guarda Anteprima € Noleggia 3,50 € Noleggia 3,50 € 01:04:01 Cipì LO STORICO SPETTACOLO CIPÌ DEL TEATRO DEL BURATTO RIVIVE CON DISEGNI ANIMATI Nel lontano 1978, dopo tre anni dalla sua fondazione, il Teatro del Buratto metteva in scena Cipì, la sua versione teatrale del testo del grande maestro Mario Lodi, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita. La regia era affidata a Velia Mantegazza, la drammaturgia e le canzoni erano scritte da Tinin Mantegazza e da Franco Spadavecchia, presente in scena nei panni dello spaventapasseri narratore accanto ai magnifici pupazzi animati con la tecnica di teatro su nero. Cipì racconta la storia di un piccolo uccellino ribelle, diverso da tutti gli altri, che dal nido si tuffa nelle avventure del mondo, che cresce, impara a volare, costruisce un nido con la sua amata e diventa papà, conosce il fiume, il sole e i fiori ma anche i gatti e gli uomini. Lo spettacolo ebbe grande successo e in breve tempo divenne famosissimo: fu portato sui palchi di tutt’Italia per anni e anni, con oltre 800 repliche all’insegna del “tutto esaurito”. La storia di Cipì ha saputo accompagnare intere generazioni di bambine e bambini, poi divenuti genitori di altre bambine e bambini che hanno saputo amare questo racconto appassionante ed emozionante. Purtroppo, di quello straordinario spettacolo raccontato dalla grande abilità e dalla maestria degli animatori del Teatro del Buratto, non ci sono rimaste testimonianze video, ma soltanto un nastro audio con le voci e le splendide musiche del Maestro Gino negri e di Danilo Lorenzini. In questi anni abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di nonne e nonni: “sono a scrivervi per chiedervi se nei vostri archivi c'è ancora una registrazione del testo di CIPI' di Mario Lodi nella vostra rappresentazione. Sto parlando di un'audiocassetta degli anni 80 che mia figlia a quel tempo ha adorato e ha ascoltato migliaia di volte, sino a conoscere a memoria le parti e le musiche. Ora ha un figlio piccolo e le piacerebbe fargli ascoltare la storia nella vostra versione. La cassetta ahimè in casa non si trova più (forse distrutta dall'uso); una lunga ricerca sul web per ora è risultata infruttuosa.” Abbiamo perciò deciso di riproporre quella storica registrazione insieme a un semplice video di disegni animati. Una piccola perla da mostrare alle bambine e bambini, perché possa continuare ad emozionare e a far crescere, proprio come Cipì, oggi come allora. Lo Spaventapasseri CONTENUTI GRATUITI

  • Una mostra per Enrico Lui | Teatro del Buratto

    Una mostra interamente dedicatra a Enrico Lui, artista, pittore, scenografo, poeta. Al Teatro Verdi dal​ 15 aprile al 31 Maggio 2026

  • Giardini di plastica | Teatro del Buratto

    < Indietro Giardini di plastica Koreja Dai 3 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 7 Novembre 2026 ore 16:30 Domenica 8 Novembre 2026 ore 16:30 Con: Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Anđelka Vulić Cura dell’allestimento: Maria Rosaria Ponzetta Tecnici: Alessandro Cardinale e Mario Daniele Regia: Salvatore Tramacere Organizzazione e tournée: Silvana Pollice Foto: Antonio Giannuzzi - Archivio Koreja Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari a un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli… Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini. Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli Tematiche: fantasia, riciclo, emozioni, sogni Linguaggio: teatro d’attore, proiezioni/multimedia < Precedente Successivo >

  • Bella, Bellissima! | Teatro del Buratto

    < Back Bella, Bellissima! 1 marzo 2027 ore 10:00 «Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?» Previous Next < Indietro Bella, Bellissima! 1 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni ArteVOX Teatro, Accedemia Perduta/Romagna Teatri CAPS TITLE Regia e cura dell'animazione: Nadia Milani Drammaturgia: Beatrice Baruffini Puppets/figure animate: Noemi Giannico In scena: Giulia Canali, Eleonora Mina, Arianna Talamona Tecnico: Riccardo Reina Scene: Alessia Dinoi Costumi: Mirella Salvischiani Musiche originali: Andrea Ferrario Voce Orco: Claudio Casadio «Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?» Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa? Quale punto di vista abita? Da che parte si guarda per vederla? Strega riceve un invito da Orco: un appuntamento a mezzanotte, al chiaro di luna. Lui la trova bella, bellissima. Nella notte Strega s’incammina e sulla via incontra alcuni abitanti del bosco che, però, credono Strega debba usare la magia per essere più bella. Lei ascolta i loro consigli e cambia il suo aspetto. Così diversa, Orco non la riconosce. Lui cerca Strega, quella “con i capelli arruffati, il naso importante e che veste sempre di scuro”. Con un’ultima magia, Strega, torna ad essere quel che era e invita Orco a una cena speciale. Bella, bellissima! è uno spettacolo che tratta un tema sempre attuale che riguarda tutte e tutti e che ci spinge a tornare là, alle origini del non giudizio, quello che i bambini e le bambine naturalmente praticano ogni giorno. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Seme di mela | Teatro del Buratto

    < Back Seme di mela 25, 26, 27 e 28 maggio 2027 ore 10:00 «Proprio come ogni bambino, anche un seme ha bisogno di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo.» Previous Next < Indietro Seme di mela 25, 26, 27 e 28 maggio 2027 ore 10:00 Sala Teatranti (Teatro Bruno Munari) Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e messa in scena: Aurelia Pini Scena: Marco Muzzolon Costumi: Mirella Salvischiani In scena: Benedetta Brambilla e Marta Mungo Direzione di produzione: Franco Spadavecchia «Proprio come ogni bambino, anche un seme ha bisogno di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo.» Attraverso il gioco delle attrici dell’esplorare, toccare, sentirne il profumo, reinventare creativamente lo spazio e la materia terra, il bambino riconosce e scopre i meccanismi, i gesti e le emozioni di un “suo” giocare. Un viaggio appassionante nel mondo segreto del “sotto la terra”, dove hanno casa animali piccoli e grandi, dove, nella sua tana, attende l’arrivo della primavera la famiglia DeTopis. Anche un piccolo seme di mela aspetta, nero come l’occhio di un topolino: nel cuore della terra ha la sua casa piccina piccina, dove attende con pazienza. Proprio come ogni bambino, anche un seme ha bisogno di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo. Un gioco per raccontare ai più piccoli con semplicità che sono una piccola parte meravigliosa di un grande mondo pieno di meraviglie; un mondo di cui prendersi cura, da rispettare, da amare e giocare SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Animare | Teatro del Buratto

    < Back Animare Previous https://www.teatrodelburatto.com/event-details/laboratorio-di-apicoltura-2 Next Animare Alla scoperta dei segreti dell’animazione su nero insieme agli animatori dello spettacolo Acquista Sabato 7 Marzo 2026 Domenica 8 Marzo 2026 < Precedente Successivo >

  • Mio padre è Sylvester Stallone

     «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone Compagnia A.D.D.A. 19 e 20 novembre 2026 ore 10:00 e 21 e 22 novembre 2026 ore 20:00 Teatro Verdi Con: Davide Niccolini Regia: Matteo Ceccantini Drammaturgia: Leonardo Ceccanti «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50 e cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. Subisce un grave incidente e cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna. Tematiche: sport, disabilità, resilienza, rinascita Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

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