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  • Un villaggio per Santa & Clowns | Teatro del Buratto

    < Back Un villaggio per Santa & Clowns 4 Dicembre 2026 ore 10:00 «Santa e Clown scoprono che la loro comicità non era 'vecchia', aveva solo bisogno di un pubblico puro per risplendere.» Previous Next < Indietro Un villaggio per Santa & Clowns 4 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni IFRATELLICAPRONI CAPS TITLE Di e con: Alessandro Larocca e Andrea Ruberti «Santa e Clown scoprono che la loro comicità non era 'vecchia', aveva solo bisogno di un pubblico puro per risplendere.» Santa e Clown sono due vecchi artisti giunti al tramonto della loro lunghissima carriera. Le scarpe troppo grandi sono consumate, i nasi rossi un po' sbiaditi, ma ciò che fa più male è il silenzio del pubblico: la gente non ride più alle loro gag storiche, troppo distratta da un mondo che corre troppo veloce. Rifiutando l'idea di arrendersi alla tristezza, i due caricano i pochi bagagli rimasti sulla loro fedele "casa viaggiante" e partono per un ultimo viaggio senza meta. Il 24 dicembre, nel cuore di una notte fredda e magica, i due si fermano in un luogo che non è segnato su nessuna mappa: il Villaggio degli Elfi di Babbo Natale. Lì, tra i frenetici preparativi della notte più importante dell'anno, Santa e Clown decidono di stanziarsi. Vivendo la loro quotidianità, fatta di inevitabili pasticci, malintesi e tic da vecchi comici, i due clown iniziano a interagire con i bizzarri abitanti del villaggio che, stremati dal lavoro, iniziano a ridere a crepapelle delle loro sventure. Santa e Clown scoprono così che la loro comicità non era "vecchia": aveva solo bisogno di un pubblico puro per risplendere. Ritrovati il coraggio e la fiducia in se stessi, rimetteranno in moto la casa viaggiante, pronti a ripartire per il mondo con una nuova missione: non smettere mai di far ridere la gente. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Delete “La cultura della cancellazione” capitolo I

     «Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo.» < Indietro Delete “La cultura della cancellazione” capitolo I 26 gennaio 2027 ore 10:00, 27, 28, 29 gennaio 2027 ore 10:00 e 20:30 e 30 gennaio 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Teatro del Buratto Di e con: Renata Coluccini e Marta Mungo Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo.» Un piccolo gesto che è capitato a tutti di fare. Cancellare. Nel mio dispositivo elettronico la memoria è piena, devo fare posto. Cosa cancello? Dati e cache delle app e poi elimino i file inutili. Ma quali sono inutili? Davvero non mi serviranno più? Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo. E la memoria? E i ricordi digitalizzati spariranno? E la carta, i libri resteranno? Queste riflessioni condivise ci porteranno a una lettera. La lettera di una madre a un figlio. La lettera di una donna cancellata! Dalla platea al palco, da piccole testimonianze a una storia, dentro la grande Storia, ma che accade oggi, ancora, come ieri. La lettera di una madre a un figlio testimonianza degli ultimi giorni della donna, della sua storia, della sua gente, dell’amore per il figlio in salvo dagli orrori di una guerra e di una persecuzione. Tematiche: storia, società, razzismo, persecuzioni razziali Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Delete “La cultura della cancellazione” capitolo I 26 gennaio 2027 ore 10:00, 27, 28, 29 gennaio 2027 ore 10:00 e 20:30 e 30 gennaio 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Teatro del Buratto Di e con: Renata Coluccini e Marta Mungo Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo.» Un piccolo gesto che è capitato a tutti di fare. Cancellare. Nel mio dispositivo elettronico la memoria è piena, devo fare posto. Cosa cancello? Dati e cache delle app e poi elimino i file inutili. Ma quali sono inutili? Davvero non mi serviranno più? Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo. E la memoria? E i ricordi digitalizzati spariranno? E la carta, i libri resteranno? Queste riflessioni condivise ci porteranno a una lettera. La lettera di una madre a un figlio. La lettera di una donna cancellata! Dalla platea al palco, da piccole testimonianze a una storia, dentro la grande Storia, ma che accade oggi, ancora, come ieri. La lettera di una madre a un figlio testimonianza degli ultimi giorni della donna, della sua storia, della sua gente, dell’amore per il figlio in salvo dagli orrori di una guerra e di una persecuzione. Tematiche: storia, società, razzismo, persecuzioni razziali Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Contatti | Teatro del Buratto | Milano

    Per info e prenotazioni contattaci allo 0227002476, oppure via mail a info@teatrodelburatto.it. Contatti TEATRO BRUNO MUNARI - Via Bovio, 5 Milano - 02 27002476 TEATRO VERDI - Via Pastrengo, 16 Milano - 02 6880038 Informazioni Prenotazioni Direzione generale Produzione Presidenza Amministrazione Ufficio Stampa Comunicazione Promozione Programmazioni stagioni teatro ragazzi Organizzazione Distribuzione Ufficio Progetti Ufficio scuola Scuole superiori Formazione Coordinamento corsi, laboratori e spazi Oppure scrivici compilando il form Nome Cognome Email Telefono Messaggio Grazie! Risponderemo nel più breve tempo possibile Invia AREA INDIRIZZO MAIL Informazioni info@teatrodelburatto.it Prenotazioni prenotazioni@teatrodelburatto.it Direzione generale direzionegenerale@teatrodelburatto.it Produzione produzione@teatrodelburatto.it Presidenza luciasalvati@teatrodelburatto.it Amministrazione amministrazione@teatrodelburatto.it Ufficio Stampa stampa@teatrodelburatto.it Comunicazione comunicazione@teatrodelburatto.it Promozione promozione@teatrodelburatto.it Programmazioni stagioni teatro ragazzi coluccini@teatrodelburatto.it Organizzazione commerciale@teatrodelburatto.it Distribuzione franz.dagostino@teatrodelburatto.it

  • Maledetta Primavera  ché gli dei non possono piangere

     «Una narrazione capace di affondare nelle radici del mito per riaffiorare ai giorni nostri e parlare con più consapevolezza all’animo umano.» < Indietro Maledetta Primavera ché gli dei non possono piangere Armamaxa 18 febbraio 2027 ore 10:00 e 19 febbraio 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Uno spettacolo di e con: Daria Paoletta Testo e drammaturgia: Daria Paoletta, Rita Pelusio, Enrico Messina Costume: Lisa Serio Sarta: Lucia Caliandro Spazio scenico, suono, luci e regia: Enrico Messina Produzione: Armamaxa teatro/PagineBiancheTeatro e Giallo Mare Minimal Teatro «Una narrazione capace di affondare nelle radici del mito per riaffiorare ai giorni nostri e parlare con più consapevolezza all’animo umano.» Il ratto di Proserpina è il rapimento, l’istante culminante della violenza della divinità, che Bernini immortala fissandolo per sempre nel marmo ad eterno monito. Il dio degli inferi, Dite, efferato e insensibile, affonda le dita nelle carni della fanciulla per strapparla al suo destino e farla sua. Da quel momento, nulla tornerà più ad essere come prima. L’ira di Cerere, Madre terra e madre di Proserpina, sarà implacabile e la sua furia si abbatterà su ogni cosa. Soltanto l’intercessione di Giove potrà placarla, consentendo alla fanciulla di tornare da lei sei mesi l’anno. Muovendo dai versi di Ovidio, la scrittura compone una narrazione dal ritmo incalzante e tempestoso, densa di ironia e intimamente personale, capace di affondare nelle radici del mito per riaffiorare ai giorni nostri e parlare con più consapevolezza all’animo umano. Tematiche: mito, Proserpina, famiglia Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il mio papà è Ulisse

    Dai 7 anni < Torna alle produzioni Il mio papà è Ulisse Dai 7 anni Anno 2008 CREDITI Ideazione e progetto: Renata Coluccini Regia: Renata Coluccini Con: Sabrina Marforio, Stefano Panzeri, Cristina Liparoto Collaborazione per l’immagine: Jolanda Cappi Costumi: Mirella Salvischiani Scene: Marco Muzzolon Musiche originali: Francesco Chebat Disegno luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Il mito ci aiuta a comprendere l’oggi, a dare voce e immagine a situazioni e paure dell’animo. Proviamo a guardare il “mito” Ulisse con lo sguardo del figlio. Con lui chiediamoci perché il padre non torna. Questa è la storia di Ulisse, che attraversa il mare. Questa è la storia di Telemaco che aspetta il ritorno di suo padre Ulisse, guardando il mare. E il vento e le onde gli raccontano di come suo padre vinse la guerra di Troia. Di come è difficile tornare dalla guerra. Gli narrano dei Ciclopi e di come Ulisse li sconfisse, dell’arte magica della bellissima Circe, della nave catturata dai vortici di Cariddi in uno schiumoso mare. Questa è la storia di un’attesa e di un ritorno. Se Telemaco è presente nella sua attesa, il mondo del padre prende vita attraverso la forza di immagini deformate, trasformate dal suo sentire. Nello spettacolo il teatro d’attore e di immagine si fondono, si mescolano in un’armonia narrativa. L’idea dello spettacolo nasce dal desiderio di trattare un tema di oggi attraverso il racconto della storia di Telemaco: di un figlio, che attende il padre di cui non conosce neppure il viso, un padre assente, ma nello stesso tempo un padre eroe, un uomo di “successo”, un maestro di inganni. L’immediatezza delle immagini del sogno e quella delle immagini mitologiche è analoga. Il linguaggio teatrale sposa il linguaggio mitologico nel suo essere innanzitutto esperienza emotiva, percorso di conoscenza dell’individuo, rispetto a se stesso e alla sua relazione con l’esterno, con il mondo, con l’altro. Tematiche: mito greco, crescita, superamento delle prove Linguaggi: teatro d'attore e teatro d'ombre ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 882764A Precedente Seguente

  • Sciroppo di Teatro ENG | Teatro del Buratto

    THEATER SYRUP ® Children and Families at the Theatre with a Pediatrician's Prescription Sciroppo di Teatro® comes to Milan and surrounding areas — a project for children and families that promotes theatre as an “extraordinary elixir,” capable of positively impacting the wellbeing of children and families. It’s a “medicine” without side effects that makes you feel better starting from childhood. From September 2025 to April 2026, children aged 3 to 11 and their families can choose from 28 performances part of the Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni network. The project, which began in Emilia-Romagna in 2021 from an idea by Silvano Antonelli and realized by Ater Fondazione, is promoted in the Milan area by Fondazione di Comunità Milano, Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, and Teatro del Buratto, in collaboration with the City of Milan, and under the patronage of Regione Lombardia and the Metropolitan City of Milan. Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni is a cultural welfare initiative based on an alliance between Theatre and Pediatricians — a synergy backed by the endorsement of three major organizations in the field of pediatric medicine: SIP – Italian Society of Pediatrics, SIMPEF – Union of Family Pediatricians, and ACP – Cultural Association of Pediatricians. Sciroppo di Teatro® is a registered trademark project. CLICK HERE to see the full lineup of performances presented by Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni. WHAT IT IS AND HOW IT WORKS From September 2025 to April 2026, Sciroppo di Teatro® Milano e dintorni offers 28 performances designed for families and young audiences aged 3 to 11. During any regular medical visit, participating pediatricians can “prescribe” an afternoon at the theatre for their young patients. They do so by handing out a booklet containing nine “prescriptions” — vouchers that can be redeemed at the theatre box office for the symbolic price of three euros. The booklet, elegantly and delicately illustrated by Matteo Pagani, also describes the benefits of theatre just like the “leaflet” that accompanies any medication. Thanks to the "prescription" given by pediatricians, hundreds of children can go to the theatre with their families — with special attention given to those with fewer opportunities. Families can choose one of the participating theatres and book their seats. WHERE TO FIND THE BOOKLETS: Ask your family pediatrician if they are participating in the project — they can give you the booklet with the vouchers! At the QuBì networks in Milan At the theaters participating in the project PARTICIPATING THEATRES In Milan, participating venues include: •Teatro del Buratto •Spazio 89 • PimOff. In the metropolitan area, the program includes: • Comteatro (Teatro San Luigi) in Corsico • TECA (Teatro Cassanese) in Cassano D’Adda • Teatro Trivulzio in Melzo • Cinema Teatro Massimo Troisi in San Donato Milanese • Ditta Gioco Fiaba/Teatrio (Teatro A. Toscanini – Cascina Commenda) in Segrate • Industria Scenica (Everest – Spazio Cultura) in Vimodrone Each theatre will actively participate in the project with three performances dedicated to children and families. In May 2026, a final celebration will be held at Teatro Bruno Munari, using both indoor and outdoor spaces. This event will be a moment of sharing and joy — a reminder that theatre is, above all, a space to meet, reflect, share, and build community. PURPOSE Sciroppo di Teatro® is designed to support the healthy and harmonious development of children during their formative years. • Scientific research has shown that enjoyable experiences — those that reduce stress, anxiety, and boredom — can strengthen the immune system and lower the risk of chronic diseases in adulthood. • The positive effects extend to physical and mental health, learning, and the development of social and emotional skills. For more information: sciroppoditeatro.milano@gmail.com To make a reservation, you can contact the theaters you are interested in directly. TORNA ALLA VERSIONE IN ITALIANO

  • Teresa che catturò il buio

    «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» < Indietro Teresa che catturò il buio 20 e 21 gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Di e con: Jessica Leonello e Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello e Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. Tematiche: paura del buio, crescita Tecnica: teatro d’attore, teatro di figura SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • I corsi di teatro e teatrodanza | Teatro del Buratto

    Scopri tutti i corsi di teatro e teatrodanza 2024-2025 del Teatro del Buratto. Le iscrizioni sono aperte! Prove gratuite a giugno e settembre. CORSI DI TEATRO CORSI DI TEATRODANZA

  • Fashion Victims

    L'insostenibile realtà del Fashion < Torna alle produzioni Fashion Victims L'insostenibile realtà del Fashion Dagli 11 anni Anno 2022 CREDITI Testo, video e regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Foto di scena: Camilla Canalini Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 ad oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato; 150 miliardi di vestiti per 7 miliardi di persone. Un’orda tessile che si trasforma in rifiuto, milioni di tonnellate di indumenti che arrivano in discarica generando metropoli di spazzatura tossica. Intanto, dall’altra parte del mondo, terre millenarie sono sfruttate al punto da non generare più nulla: specie animali scompaiono in una nebbia di pesticidi e diserbanti, i fiumi si colorano di giallo, cobalto e ogni altro colore che scegliamo per alimentare le 52 nuove stagioni di moda all’anno che pretendiamo di produrre; i pesci muoiono e qualcuno, che con quell’acqua vive, si ammala mentre lavora al buio dei sottoscala e dei campi di notte, al buio di qualsiasi diritto umano e lavorativo. E spesso sono bambine e bambini. All’estremo opposto di questa catena si trovano una ragazza o un ragazzo, un giovane consumatore educato fin dalla più tenera età a credere di avere intimamente bisogno di un certo marchio, di quel preciso logo sul petto, quel paio di scarpe firmate. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, di un certo modo di produrre attraverso lo sfruttamento di persone e risorse ambientali che sta finalmente mostrando i suoi limiti, ma che ancora perdura. “Fashion victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall'altra parte un altro mondo, il terzo o il quarto, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Giacomo Leopardi nelle Operette Morali immaginava la Moda dialogare con la Morte, entrambe figlie di un mondo destinato ad esaurirsi. Due secoli dopo la partita è reale, aperta e nelle mani di tutti noi. Tematiche: fast fashion, moda, ambiente, sostenibilità Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 952316A Precedente Seguente

  • LA BATTAGLIA DI EMMA | Teatro del Buratto

    < Indietro LA BATTAGLIA DI EMMA Produzione Compagnia Mattioli SPAZIO TEATRO 89 - Via Fratelli Zoia 89 - 20153 Milano 15 NOVEMBRE 2026 ORE 11.00 Info e prenotazioni E-mail: prenotazioni@spazioteatro89.org – Tel.: 0240914901 Di: Monica Mattioli e Monica Parmagnani Regia: Monica Mattioli e Monica Parmagnani Con: Monica Mattioli Piccolo viaggio, poetico e divertente, nel mondo del conflitto a uso di piccole donne e piccoli uomini perché siano protagonisti nel futuro di stupefacenti mondi di pace. Emma, una cuoca provetta, impastatrice votata a render benessere ai palati e non solo, si ribella fermamente, a ciò che per lei è contro natura, a ciò che non ha senso nell’ esistenza degli uomini, a ciò che di più codardo non c’è: la guerra. Si ribella al re che la propugna con la superficialità dei potenti. Si rifiuta di cucinare cibo ai soldati che stanno per partire nuovamente. Il tavolo della cucina dov’essa lavora, diventa strumento di evocazione della memoria, palcoscenico della narrazione della sua storia, che rianima la vicenda di due popoli: i Giallotti e i Verdolini che inizialmente vivono in accordo e che poi sono indotti a distruggersi reciprocamente. Nella storia s’insinua una maga “la Maga Tubazza” che con il suo animo inquinato si appresta ad inquinare gli animi altrui: la maga bella ma priva della capacità d’ascolto, non può tollerare che due popoli convivano, in armonia, senza confini e vendette e condividano le ricchezze della terra. Emma Giallotti, cuoca del re, non solo narra, ma rivive le emozioni della tragedia: l’amore negato fra due bambini che si erige a simbolo della crudeltà della separazione fra gli adulti, l’esaltazione folle e irrazionale della guerra, la frustrazione amara ed inconsolabile per i suoi danni e delitti. Le materie e gli strumenti del suo lavoro si animano, mischiandosi, azzuffandosi, dividendosi e riconciliandosi, con poesia, amore e rabbia, facendo della cuoca Emma una testimone irridente e passionale, capace anche di fare, delle follie e della stupidità umana, una storia divertente. Che arriva, proprio perché ben cucinata, alle corde della pancia. Tematiche: conflitto, sogni < Precedente Prossimo >

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