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- Video Premium | Teatro del Buratto
Scopri i contenuti video del Teatro del Buratto: una selezione di contenuti dal nostro repertorio. I video del Teatro del Buratto Accedi Per accedere ai contenuti a pagamento è necessario registrarsi ed effettuare il login. Tutti i video Guarda Anteprima Guarda Anteprima € Noleggia 3,50 € Noleggia 3,50 € 01:04:01 Cipì LO STORICO SPETTACOLO CIPÌ DEL TEATRO DEL BURATTO RIVIVE CON DISEGNI ANIMATI Nel lontano 1978, dopo tre anni dalla sua fondazione, il Teatro del Buratto metteva in scena Cipì, la sua versione teatrale del testo del grande maestro Mario Lodi, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita. La regia era affidata a Velia Mantegazza, la drammaturgia e le canzoni erano scritte da Tinin Mantegazza e da Franco Spadavecchia, presente in scena nei panni dello spaventapasseri narratore accanto ai magnifici pupazzi animati con la tecnica di teatro su nero. Cipì racconta la storia di un piccolo uccellino ribelle, diverso da tutti gli altri, che dal nido si tuffa nelle avventure del mondo, che cresce, impara a volare, costruisce un nido con la sua amata e diventa papà, conosce il fiume, il sole e i fiori ma anche i gatti e gli uomini. Lo spettacolo ebbe grande successo e in breve tempo divenne famosissimo: fu portato sui palchi di tutt’Italia per anni e anni, con oltre 800 repliche all’insegna del “tutto esaurito”. La storia di Cipì ha saputo accompagnare intere generazioni di bambine e bambini, poi divenuti genitori di altre bambine e bambini che hanno saputo amare questo racconto appassionante ed emozionante. Purtroppo, di quello straordinario spettacolo raccontato dalla grande abilità e dalla maestria degli animatori del Teatro del Buratto, non ci sono rimaste testimonianze video, ma soltanto un nastro audio con le voci e le splendide musiche del Maestro Gino negri e di Danilo Lorenzini. In questi anni abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di nonne e nonni: “sono a scrivervi per chiedervi se nei vostri archivi c'è ancora una registrazione del testo di CIPI' di Mario Lodi nella vostra rappresentazione. Sto parlando di un'audiocassetta degli anni 80 che mia figlia a quel tempo ha adorato e ha ascoltato migliaia di volte, sino a conoscere a memoria le parti e le musiche. Ora ha un figlio piccolo e le piacerebbe fargli ascoltare la storia nella vostra versione. La cassetta ahimè in casa non si trova più (forse distrutta dall'uso); una lunga ricerca sul web per ora è risultata infruttuosa.” Abbiamo perciò deciso di riproporre quella storica registrazione insieme a un semplice video di disegni animati. Una piccola perla da mostrare alle bambine e bambini, perché possa continuare ad emozionare e a far crescere, proprio come Cipì, oggi come allora. Lo Spaventapasseri CONTENUTI GRATUITI
- Una mostra per Enrico Lui | Teatro del Buratto
Una mostra interamente dedicatra a Enrico Lui, artista, pittore, scenografo, poeta. Al Teatro Verdi dal 15 aprile al 31 Maggio 2026
- Giardini di plastica | Teatro del Buratto
< Indietro Giardini di plastica Koreja Dai 3 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 7 Novembre 2026 ore 16:30 Domenica 8 Novembre 2026 ore 16:30 Con: Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Anđelka Vulić Cura dell’allestimento: Maria Rosaria Ponzetta Tecnici: Alessandro Cardinale e Mario Daniele Regia: Salvatore Tramacere Organizzazione e tournée: Silvana Pollice Foto: Antonio Giannuzzi - Archivio Koreja Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari a un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli… Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini. Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli Tematiche: fantasia, riciclo, emozioni, sogni Linguaggio: teatro d’attore, proiezioni/multimedia < Precedente Successivo >
- Bella, Bellissima! | Teatro del Buratto
< Back Bella, Bellissima! 1 marzo 2027 ore 10:00 «Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?» Previous Next < Indietro Bella, Bellissima! 1 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni ArteVOX Teatro, Accedemia Perduta/Romagna Teatri CAPS TITLE Regia e cura dell'animazione: Nadia Milani Drammaturgia: Beatrice Baruffini Puppets/figure animate: Noemi Giannico In scena: Giulia Canali, Eleonora Mina, Arianna Talamona Tecnico: Riccardo Reina Scene: Alessia Dinoi Costumi: Mirella Salvischiani Musiche originali: Andrea Ferrario Voce Orco: Claudio Casadio «Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?» Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa? Quale punto di vista abita? Da che parte si guarda per vederla? Strega riceve un invito da Orco: un appuntamento a mezzanotte, al chiaro di luna. Lui la trova bella, bellissima. Nella notte Strega s’incammina e sulla via incontra alcuni abitanti del bosco che, però, credono Strega debba usare la magia per essere più bella. Lei ascolta i loro consigli e cambia il suo aspetto. Così diversa, Orco non la riconosce. Lui cerca Strega, quella “con i capelli arruffati, il naso importante e che veste sempre di scuro”. Con un’ultima magia, Strega, torna ad essere quel che era e invita Orco a una cena speciale. Bella, bellissima! è uno spettacolo che tratta un tema sempre attuale che riguarda tutte e tutti e che ci spinge a tornare là, alle origini del non giudizio, quello che i bambini e le bambine naturalmente praticano ogni giorno. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Seme di mela | Teatro del Buratto
< Back Seme di mela 25, 26, 27 e 28 maggio 2027 ore 10:00 «Proprio come ogni bambino, anche un seme ha bisogno di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo.» Previous Next < Indietro Seme di mela 25, 26, 27 e 28 maggio 2027 ore 10:00 Sala Teatranti (Teatro Bruno Munari) Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e messa in scena: Aurelia Pini Scena: Marco Muzzolon Costumi: Mirella Salvischiani In scena: Benedetta Brambilla e Marta Mungo Direzione di produzione: Franco Spadavecchia «Proprio come ogni bambino, anche un seme ha bisogno di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo.» Attraverso il gioco delle attrici dell’esplorare, toccare, sentirne il profumo, reinventare creativamente lo spazio e la materia terra, il bambino riconosce e scopre i meccanismi, i gesti e le emozioni di un “suo” giocare. Un viaggio appassionante nel mondo segreto del “sotto la terra”, dove hanno casa animali piccoli e grandi, dove, nella sua tana, attende l’arrivo della primavera la famiglia DeTopis. Anche un piccolo seme di mela aspetta, nero come l’occhio di un topolino: nel cuore della terra ha la sua casa piccina piccina, dove attende con pazienza. Proprio come ogni bambino, anche un seme ha bisogno di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo. Un gioco per raccontare ai più piccoli con semplicità che sono una piccola parte meravigliosa di un grande mondo pieno di meraviglie; un mondo di cui prendersi cura, da rispettare, da amare e giocare SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Mio padre è Sylvester Stallone
«Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone Compagnia A.D.D.A. 19 e 20 novembre 2026 ore 10:00 e 21 e 22 novembre 2026 ore 20:00 Teatro Verdi Con: Davide Niccolini Regia: Matteo Ceccantini Drammaturgia: Leonardo Ceccanti «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50 e cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. Subisce un grave incidente e cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna. Tematiche: sport, disabilità, resilienza, rinascita Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Digiunando davanti al mare
«Il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica.» < Indietro Digiunando davanti al mare Principio Attivo Teatro 19 marzo 2027 ore 10:00 e 20:30 e 20 marzo 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Un progetto di: Giuseppe Semeraro dedicato a Danilo Dolci Drammaturgia: Francesco Niccolini Regia: Fabrizio Saccomanno Con: Giuseppe Semeraro «Il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica.» La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta, intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati Siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante la manifestazione Danilo Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne seguì un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra. Tematiche: storia, diritti civili, storia italiana, dopoguerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Mio padre è Sylvester Stallone
«Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone 19 e 20 novembre 2026 ore 10:00 e 20:30 e 21 e 22 novembre 2026 ore 20:30 Teatro Verdi Compagnia A.D.D.A. Con: Davide Niccolini Regia: Matteo Ceccantini Drammaturgia: Leonardo Ceccanti «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50 e cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. Subisce un grave incidente e cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna. Tematiche: sport, disabilità, resilienza, rinascita Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone 19 e 20 novembre 2026 ore 10:00 e 20:30 e 21 e 22 novembre 2026 ore 20:30 Teatro Verdi Compagnia A.D.D.A. Con: Davide Niccolini Regia: Matteo Ceccantini Drammaturgia: Leonardo Ceccanti «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50 e cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. Subisce un grave incidente e cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna. Tematiche: sport, disabilità, resilienza, rinascita Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Una festa bellissima
«Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» < Indietro Una festa bellissima 25 gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Compagnia Arione de Falco Con: Annalisa Arione, Alberto Branca, Dario de Falco Con il sostegno di: Teatro Koreja Musiche: Enrico Messina Movimento scenico: Marcos Rangel Koslowski Costumi: Giulia Rossi «Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’.» Una Festa Bellissima è uno spettacolo che intreccia gioco, amicizia, corpo e tempo. Tre amic* costruiscono una festa fatta di palloncini, risate, abbracci e piccole scoperte. È una festa allegra, piena di movimento e di presenza, di “stiamo insieme”. Ma, come tutte le feste, anche questa a un certo punto finisce. Finisce e basta. E allora cosa resta? Resta il corpo, resta il respiro, resta la voglia di ballare ancora un po’. Uno spettacolo che invita bambin* e famiglie a celebrare il presente, a guardarsi, a riconoscersi e a stare nel qui e ora. Perché se la festa è finita ma io sono qui... ballo. Tematiche: celebrazione del presente, qui e ora, divertimento, amicizia Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Giardini di plastica
«Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli...» < Indietro Giardini di plastica 9 novembre 2026 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Koreja Con: Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Anđelka Vulić Cura dell’allestimento: Maria Rosaria Ponzetta Tecnici: Alessandro Cardinale e Mario Daniele Regia: Salvatore Tramacere Organizzazione e tournée: Silvana Pollice Foto: Antonio Giannuzzi - Archivio Koreja «Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli...» Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari a un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli… Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini. Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli Tematiche: fantasia, riciclo, emozioni, sogni Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >










