Risultati di ricerca
451 risultati trovati con una ricerca vuota
- Il codice del volo
«L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» < Indietro Il codice del volo Compagnia del Sole 10 febbraio 2027 ore 10:00 e 20:30 Teatro Verdi Scritto, diretto e interpretato da: Flavio Albanese Collaborazione artistica: Marinella Anaclerio Impianto scenico: Flavio Albanese Disegno luci: Valerio Varresi Assistente alla regia: Vincenzo Lesci Foto di copertina: Attilio Marasco «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. Tematiche: Leonardo da Vinci, curiosità, scienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Roberto Caselli e Francesco Garolfi | Teatro del Buratto
< Indietro Avanti > Evento rimandato. Il quartetto c’era rassegna letteraria-musicale Roberto Caselli e Francesco Garolfi Teatro Verdi Quattro scrittori attraverso la loro produzione letteraria-musicale raccontano fatti e aneddoti del mondo musicale milanese con parole, testimonianze, immagini e foto dei loro numerosi lavori, un viaggio nello spazio e nel tempo nella Milano di fine 900. Ogni sera i nostri protagonisti saranno accompagnati nella narrazione da un musicista. Le serate saranno condotte da Giangilberto Monti. Venerdì 15 Maggio 2026 ore 20:30
- Fashion Victims
L'insostenibile realtà del Fashion < Torna alle produzioni Fashion Victims L'insostenibile realtà del Fashion Dagli 11 anni Anno 2022 CREDITI Testo, video e regia: Davide del Grosso In scena: Marta Mungo e Davide del Grosso Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Foto di scena: Camilla Canalini Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 ad oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato; 150 miliardi di vestiti per 7 miliardi di persone. Un’orda tessile che si trasforma in rifiuto, milioni di tonnellate di indumenti che arrivano in discarica generando metropoli di spazzatura tossica. Intanto, dall’altra parte del mondo, terre millenarie sono sfruttate al punto da non generare più nulla: specie animali scompaiono in una nebbia di pesticidi e diserbanti, i fiumi si colorano di giallo, cobalto e ogni altro colore che scegliamo per alimentare le 52 nuove stagioni di moda all’anno che pretendiamo di produrre; i pesci muoiono e qualcuno, che con quell’acqua vive, si ammala mentre lavora al buio dei sottoscala e dei campi di notte, al buio di qualsiasi diritto umano e lavorativo. E spesso sono bambine e bambini. All’estremo opposto di questa catena si trovano una ragazza o un ragazzo, un giovane consumatore educato fin dalla più tenera età a credere di avere intimamente bisogno di un certo marchio, di quel preciso logo sul petto, quel paio di scarpe firmate. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, di un certo modo di produrre attraverso lo sfruttamento di persone e risorse ambientali che sta finalmente mostrando i suoi limiti, ma che ancora perdura. “Fashion victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: da una parte un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e dall'altra parte un altro mondo, il terzo o il quarto, in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Giacomo Leopardi nelle Operette Morali immaginava la Moda dialogare con la Morte, entrambe figlie di un mondo destinato ad esaurirsi. Due secoli dopo la partita è reale, aperta e nelle mani di tutti noi. Tematiche: fast fashion, moda, ambiente, sostenibilità Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 952316A Precedente Seguente
- Le lacrime di Achille
«...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» < Indietro Le lacrime di Achille 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Le lacrime di Achille 15, 16 e 17 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo e regia di Renata Coluccini Assistenti alla regia Marta Mungo e Emanuela Spadavecchia Con la collaborazione di Emanuela Spadavecchia Con Nazzareno Patruno e Giacomo Peia Costumi di Caterina Berta Musiche di Luca De Marinis Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «...per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore Tematiche: mito, crescita, amore e guerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Cuore | Teatro del Buratto
< Indietro Cuore MOMOM – Claudio Milani Dai 4 agli 8 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 16 Gennaio 2027 ore 16:30 Domenica 17 Gennaio 2027 ore 16:30 Testo, regia, interpretazione: Claudio Milani Scenografie: Elisabetta Viganò e Armando Milani Musiche originali: Andrea Bernasconi, Emanuele Lo Porto, Debora Chiantella Progettazione Elettronica: Marco Trapanese, Andrea Bernasconi, Claudio Milani Luci: Fulvio Melli Fotografie di scena: Paolo Luppino Nina abita con i grandi di casa in una casa vicino al bosco. Nel bosco non si può entrare perché dentro ci vivono la Fata dai Cento Occhi e l’Orco. Nina entra nel bosco, un po’ per sfortuna, un po’ per distrazione, un po’ per gioco e un po’ perché ne ha voglia. Ci entra e ci esce più di una volta. E ogni volta il bosco prende vita e si trasforma. Alla fine sarà il cuore di Nina a liberare i colori che daranno nuova vita al bosco. Cuore è uno spettacolo che parla di emozioni. Del governo delle emozioni. Per governare alcune emozioni, dentro al cuore, a volte serve la dittatura, altre volte l’anarchia. Nel bosco vive la Fata che con i suoi cento occhi tutto vede insieme all’Orco che tutto sente dentro la pancia. Nina si metterà tra loro e sarà proprio lei, piccola e intraprendente, a riportare l’armonia dei colori in un bosco tutto grigio. Tematiche: emozioni, armonia Linguaggio: teatro d’attore < Precedente Successivo >
- Bianca Balena Piccolo viaggio nel profondo | Teatro del Buratto
< Indietro Bianca Balena Piccolo viaggio nel profondo Nudoecrudo Teatro Da 1 a 3 anni Sala teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 14 Novembre 2026 ore 17:00; Domenica 15 Novembre 2026 ore 10:00 Domenica 15 Novembre 2026 ore 11:15 Di e con: Franz Casanova e Alessandra Pasi Suono di: Luca De Marinis Scene: Marco Preatoni Primo tempo #Piccolissimi Una scena blu e bianca accoglie i piccoli spettatori. Una tenda? Una tana sottomarina? O il ventre di una balena? Si sente il suono delle onde. Qualcuno che canta. Qualcosa si accende, qualcosa si muove. Qualcosa che incanta. Un piccolo viaggio subacqueo alla continua scoperta di sorprendenti tesori. Tra delicate suggestioni visive e sonore, un’immersione in un grembo teatrale confortevole e immaginifico, per riscoprire la magia di attendere, di stare e di lasciarsi cullare. Tematiche: il mondo subacqueo Linguaggio: teatro d’attore, musica e immagini < Precedente Successivo >
- Teresa che catturò il buio
Da 4 anni < Torna alle produzioni Teresa che catturò il buio Da 4 anni 2025 CREDITI: Di e con: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello, Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE: Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. Tematiche: paura del buio, crescita Linguaggio: teatro d’attore, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 965817A Precedente Seguente
- DIMODOCHE’ | Teatro del Buratto
< Indietro DIMODOCHE’ Produzione Gek Tessaro Everest – Spazio alla cultura, Via Sant'Anna 4, 20055 Vimodrone (MI) DOMENICA 22 FEBBRAIO 2026 ORE 17.00 Info e prenotazioni E-mail: info@industriascenica.com – Tel.: 3281216917 – Sito web: www.industriascenica.com Di e con Gek Tessaro Ci sono una ruspetta, una ruspa, una betoniera, una gru e tutti insieme lavorano tutto il giorno senza sosta scavando e ammonticchiando terra da far portare via lontano dai camion. Ma quando cala la notte, tutto si ferma, tutto tace e si dà spazio solo al frinire dei grilli e al silenzio. Gek Tessaro racconta una coloratissima e divertente storia di macchinari che amano il proprio lavoro e in particolare di una piccola ruspa piena di entusiasmo e domande e “però però” che fanno sorridere e appassionare. Surreale e poetico Dimodoché ci fa immaginare montagne capovolte e laghi con barche e pesci e montagne con mucche dalle facce buffe, una storia circolare che dà voce agli improrogabili perché? dell’infanzia. Tematiche: disegno dal vivo, immaginazione < Precedente Prossimo >
- Ti vedo
Dai 4 anni < Torna alle produzioni Ti vedo La leggenda del Basilisco Dai 4 anni Anno 2024 CREDITI Una coproduzione Teatro del Buratto e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia Un progetto di: Emanuela Dall’Aglio Con: Emanuela Dall’Aglio, Riccardo Paltenghi Regia: Emanuela Dall’Aglio Paesaggi sonori e luci: Mirto Baliani Costruzioni: Emanuela Dall’Aglio, Michele Columna, Riccardo Paltenghi, Caterina Berta Assistente alla regia: Beatrice Masala Direzione di produzione: Franco Spadavecchia Distribuzione: Francesco D’Agostino DESCRIZIONE “Vi vedo, tutte le creature che gli uomini chiamano mostri. Creature mostruose?… Chi sono mai? Sono coloro che non possono essere salvati, che sono di una forma non adatta a questo mondo, ma se per una volta fossero loro gli eroi, incauti goffi involontari salvatori di loro stessi.” N. Haynes Un abito storia che racconta un mito. Una grande gonna che contiene in se tutti gli elementi di questa storia. Una montagna di stoffa rossa in cui una narratrice racconta di una strega e del suo basilisco. L’uomo ha bisogno di costruire e combattere mostri che racchiudano in se il male e i difetti del mondo, e questo spettacolo nasce con la creazione, il rito magico che fa nascere un basilisco. Ora però dobbiamo fronteggiare il Re dei serpenti, una creatura non adatta alla vita tra gli uomini, dai poteri soprannaturali, che semina terrore e che con il solo sguardo trasforma gli esseri viventi in pietra. Nei secoli molte leggende lo hanno visto come protagonista terribile e mortale. Attingendo da alcune di queste, la nostra storia inizia con l’arrivo del Basilisco in un tranquillo villaggio, il suo potere genera paura e sconcerto, gli abitanti che non sanno come cacciarlo, incapaci di difendersi da questa magia, si chiudono in casa spaventati. Ma questa creatura è davvero un mostro o forse è solo incapace di cambiare la sua natura? Forse inconsapevole di come gestire il suo potere ne è imprigionato. Soltanto dall’incontro-scontro con un piccolo eroe inconsapevole, attraverso il suo incauto coraggio e la sua dolcezza si darà al Basilico la possibilità di una soluzione, in questo caso di un antidoto magico, uno stratagemma per non fare morire nessuno, né il mostro, né il villaggio. Attraverso la conoscenza, il coraggio, l’incontro e anche un pizzico di magia, troviamo una nuova soluzione ad una vecchia leggenda. Tematiche: la paura, il coraggio, le leggende Linguaggi: teatro di figura, teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 958273A Precedente Seguente
- La Sala Teatranti | Teatro del Buratto
Scopri la Sala Teatranti, uno spazio polifunzionale adatto a tutte le esigenze: conferenze, riunioni, workshop, laboratori... La Sala Teatranti Spazio Incontri È un'ampia sala attigua al foyer, utilizzata per spettacoli di piccole dimensioni, mostre, riunioni, conferenze, simposi, presentazioni e workshop. Dimensioni: 13,70 x 7,40 m, completamente oscurabile, 90 posti a sedere. Per richiedere informazioni relative alla dotazione tecnica audio-luci, si prega di contattarci al numero 02.27002476, oppure via mail a comunicazione@teatrodelburatto.it . Altro materiale tecnico oltre a quello in dotazione può essere disponibile a noleggio su richiesta, previa verifica della disponibilità nei nostri magazzini o presso fornitori convenzionati.
%20(1).png)











