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- Ouverture des saponettes | Teatro del Buratto
< Back Ouverture des saponettes 22 marzo 2027 ore 10:00 «Da strani strumenti nascono bolle giganti, bolle rimbalzine, bolle da passeggio, grappoli di bolle...» Previous Next < Indietro Ouverture des saponettes 22 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Studio TA-DAA! CAPS TITLE Di e con: Michele Cafaggi Regia: Davide Fossati «Da strani strumenti nascono bolle giganti, bolle rimbalzine, bolle da passeggio, grappoli di bolle...» Ouverture des Saponettes è un racconto visuale senza parole che trae ispirazione dalle atmosfere circensi e del varietà, un magico spettacolo di clownerie, pantomima e musica che, nato per i più piccoli, finisce per incantare il pubblico di qualsiasi età. Un eccentrico direttore d’orchestra vi porterà nel mondo fragile e rotondo delle bolle di sapone per un “concerto” dove l’imprevisto è sempre in agguato! Da strani strumenti nascono bolle giganti, bolle rimbalzine, bolle da passeggio, grappoli di bolle… SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Modulo Superiori | Teatro del Buratto
Compila il modulo per inviare la richiesta di prenotazione a Teatro del Buratto Modulo di prenotazione spettacoli Scuole secondarie di secondo grado Per informazioni telefonare allo 02 27002476 oppure scrivere a scuolesuperiori@teatrodelburatto.it Dati della scuola Nome dell'Istituto scolastico Indirizzo Città Provincia CAP Paese Paese Dati del docente richiedente Cognome docente di riferimento Nome docente di riferimento Recapito telefonico Docente Indirizzo email del docente Informazioni per lo spettacolo Si consiglia di utilizzare un indirizzo mail personale (es. gmail, libero, virgilio, hotmail, yahoo) e non un'indirizzo istituzionale. Titolo Spettacolo Data dello spettacolo * required Orario dello spettacolo Scegli un'opzione. Età dei partecipanti N° classi partecipanti Totale n° allievi partecipanti N° docenti accompagnatori Sono presenti allievi DVA? Sono presenti allievi DVA? N° allievi DVA (vedi NOTA) di cui muniti di carrozzella NOTA GRATUITÀ PER GLI INSEGNANTI ACCOMPAGNATORI GRATUITÀ PER STUDENTI DVA: per rendere sempre più accessibile e inclusivo il teatro, abbiamo deciso di mettere a disposizione di ogni classe massimo 4 biglietti gratuiti destinati agli studenti DVA e/o in difficoltà economiche. In caso di necessità, dal 5° biglietto sarà applicato il 50% di sconto. Biglietti per lo spettacolo Tipo di biglietto * Biglietto singolo 1 spettacolo - € 10,00 Biglietto singolo 2 o più spettacoli - € 8,50 (valido solo per le medesime classi) Titolo secondo spettacolo Data del secondo spettacolo * required Vuole prenotare per un terzo spettacolo? Sì No Titolo terzo spettacolo Data del terzo spettacolo * required Con quali mezzi raggiungerete il Teatro Bruno Munari Mezzi pubblici (metro, bus, tram) Pullman privato Note Pagamento e fatturazione elettronica Alla ricezione del presente modulo, seguirà la conferma dell'avvenuta richiesta e l'invio tramite mail della proposta di lettera contratto , che dovrà essere firmata e timbrata dalla scuola in caso di accettazione, indicando dati anagrafici, codice univoco e CIG in caso di richiesta di fattura elettronica . La fatturazione avverrà al ricevimento della lettera contratto regolarmente sottoscritta. Il pagamento avverrà tramite bonifico bancario, da effettuare entro 30 giorni dalla sottoscrizione della lettera contratto. Si precisa che non verranno restituite le quote degli alunni assenti , che potranno comunque usufruire di un biglietto gratuito da utilizzare per la stagione in corso; il biglietto gratuito verrà consegnato all’insegnante referente il giorno dello spettacolo. P er informazioni, l'Ufficio Scuola del Teatro del Buratto è disponibile telefonicamente allo 02 27002476 dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00, oppure via mail a ufficioscuola@teatrodelburatto.it . Vorrei ricevere aggiornamenti sulle novità del Teatro del Buratto Invia la richiesta di prenotazione Grazie per aver inviato la richiesta! La ricontatteremo entro 2 giorni lavorativi.
- LA FABBRICA DI NATALE 2.0 | Teatro del Buratto
< Indietro LA FABBRICA DI NATALE 2.0 TeAtrio produzioni 13 DICEMBRE 2026 ORE 16.00 Teatro A. Toscanini - Cascina Commenda, via G.Amendola, 3 Segrate (MI) Per info e prenotazioni: E-mail: info@spazioteatrio.it – Tel.: 022137660 - WhatsApp 3336424723 – Sito web: www.cascinacommenda.it Testo e Regia: Barbara Stingo e Gabriella Sallese. Musiche: Massimo Stingo Con: Tiziana Rinciari, Elisabetta Assedia, Laura Boni. Tutti gli anni Babbo Natale indice una gara tra le sue due fabbriche più importanti, quella dell’albero di Natale e quella del Presepe. Tutti gli anni nonostante l'animata e sana competizione, tra di loro il punteggio è pari i vincitori sono pari merito al 1 posto. Tutti gli anni fino a che un giorno, alla fabbrica dell'albero di Natale, non accadde un curioso contrattempo e.... Tematiche: Natale < Precedente Prossimo >
- Giardini di plastica
«Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli...» < Indietro Giardini di plastica 9 novembre 2026 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Koreja Con: Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Anđelka Vulić Cura dell’allestimento: Maria Rosaria Ponzetta Tecnici: Alessandro Cardinale e Mario Daniele Regia: Salvatore Tramacere Organizzazione e tournée: Silvana Pollice Foto: Antonio Giannuzzi - Archivio Koreja «Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli...» Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari a un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli… Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini. Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli Tematiche: fantasia, riciclo, emozioni, sogni Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Calzini spaiati | Teatro del Buratto
< Indietro Calzini spaiati Teatro del Buratto Dai 30 mesi ai 5 anni Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Nuova produzione! Acquista Sabato 3 Aprile 2027 ore 17:00 Domenica 4 Aprile 2027 ore 10:00 Messa in scena di Silvio Oggioni In scena Silvio Oggioni Un gioco teatrale ispirato al libro L’incredibile avventura dei 10 calzini fuggiti di Justyna Bednarek e i racconti di Leo Lionni. Le immagini sono delicate e colorate, divertenti, come i disegni di Daniel Latour, per dare vita con burattini e sagome a brevi e buffe storie di personaggi particolari. Una narrazione che punta a valorizzare la diversità e l’unicità, per promuovere l’accettazione dell’altro in modo allegro e divertente – come un gioco. Il 7 febbraio in Italia da oltre dieci anni è la giornata dei calzini spaiati. L’idea parte nel lontano 2013 e nasce da Sabrina Flapp, docente di sostegno in una scuola primaria del Friuli, per celebrare in un modo semplice, immediato ma efficace, la diversità e l’unicità, l’inclusione e l’accettazione dell’altro. La Giornata dei calzini spaiati va vissuta ovviamente come un gioco: piccoli e grandi, mamme, papà, nonni, maestre e chiunque lo desideri può sbizzarrirsi a indossare ai piedi quello che desidera. Da questo spunto nasce l’idea di questa proposta di narrazione e gioco teatrale per i più piccoli che vede un allestimento a pianta centrale, per suggerire una terrazza o un giardino dove stendere i panni e, appunto i calzini, come sempre rigorosamente… spaiati. Tematiche: gioco creativo, accoglienza della diversità, invito alla lettura Linguaggio: teatro d’attore, animazione di oggetti < Precedente Successivo >
- Fashion Victims. L’insostenibile realtà del fashion
«Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» < Indietro Fashion Victims. L’insostenibile realtà del fashion Teatro del Buratto 10, 11 e 12 marzo 2027 ore 10.00 Teatro Verdi Testo, video e regia di Davide Del Grosso Con Davide Del Grosso e Marta Mungo Scene di Caterina Berta Luci di Marco Zennaro Direttore di produzione Franco Spadavecchia «Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 a oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, che sfrutta persone e risorse ambientali e che sta finalmente mostrando i suoi limiti. “Fashion Victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e un altro mondo, quello in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Tematiche: rispetto dell’ambiente e sostenibilità Tecnica: teatro d’attore, video SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Ti vedo
Dai 4 anni < Torna alle produzioni Ti vedo La leggenda del Basilisco Dai 4 anni Anno 2024 CREDITI Una coproduzione Teatro del Buratto e CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia Un progetto di: Emanuela Dall’Aglio Con: Emanuela Dall’Aglio, Riccardo Paltenghi Regia: Emanuela Dall’Aglio Paesaggi sonori e luci: Mirto Baliani Costruzioni: Emanuela Dall’Aglio, Michele Columna, Riccardo Paltenghi, Caterina Berta Assistente alla regia: Beatrice Masala Direzione di produzione: Franco Spadavecchia Distribuzione: Francesco D’Agostino DESCRIZIONE “Vi vedo, tutte le creature che gli uomini chiamano mostri. Creature mostruose?… Chi sono mai? Sono coloro che non possono essere salvati, che sono di una forma non adatta a questo mondo, ma se per una volta fossero loro gli eroi, incauti goffi involontari salvatori di loro stessi.” N. Haynes Un abito storia che racconta un mito. Una grande gonna che contiene in se tutti gli elementi di questa storia. Una montagna di stoffa rossa in cui una narratrice racconta di una strega e del suo basilisco. L’uomo ha bisogno di costruire e combattere mostri che racchiudano in se il male e i difetti del mondo, e questo spettacolo nasce con la creazione, il rito magico che fa nascere un basilisco. Ora però dobbiamo fronteggiare il Re dei serpenti, una creatura non adatta alla vita tra gli uomini, dai poteri soprannaturali, che semina terrore e che con il solo sguardo trasforma gli esseri viventi in pietra. Nei secoli molte leggende lo hanno visto come protagonista terribile e mortale. Attingendo da alcune di queste, la nostra storia inizia con l’arrivo del Basilisco in un tranquillo villaggio, il suo potere genera paura e sconcerto, gli abitanti che non sanno come cacciarlo, incapaci di difendersi da questa magia, si chiudono in casa spaventati. Ma questa creatura è davvero un mostro o forse è solo incapace di cambiare la sua natura? Forse inconsapevole di come gestire il suo potere ne è imprigionato. Soltanto dall’incontro-scontro con un piccolo eroe inconsapevole, attraverso il suo incauto coraggio e la sua dolcezza si darà al Basilico la possibilità di una soluzione, in questo caso di un antidoto magico, uno stratagemma per non fare morire nessuno, né il mostro, né il villaggio. Attraverso la conoscenza, il coraggio, l’incontro e anche un pizzico di magia, troviamo una nuova soluzione ad una vecchia leggenda. Tematiche: la paura, il coraggio, le leggende Linguaggi: teatro di figura, teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 958273A Precedente Seguente
- Ritrovarsi in un sogno | Teatro del Buratto
< Indietro Ritrovarsi in un sogno Di: Marco Bellomo PimOff, Via Selvanesco 75, Milano 20 DICEMBRE 2026 ORE 16.00 Per info e prenotazioni E-mail: biglietteria@pimoff.it - Tel.: 0254102612 – WhatsApp: +39-3387800399 – Sito web: www.pimoff.it Di: Marco Bellomo Valigie dentro valigie dentro valigie. Oggetti che cambiano forma in continuazione dando vita, sempre, a nuovi scenari. Uno spettacolo che ci porta indietro nel tempo: un albergo immaginario, pieno di clienti carichi di vecchie valigie. Sono gli anni Trenta, la musica accompagna un simpatico facchino nella sua travolgente lotta contro il caos. Tra teatro fisico, clown e abilità circensi Luigi Ciotta con la sua semplicità coinvolge e gioca con il pubblico dando vita ad uno spettacolo dal ritmo incalzante e dai numerosi momenti poetici. Tutti i lavori alla lunga risultano noiosi e ripetitivi, così dopo anni trascorsi a trasportare valigie, un bizzarro facchino d’albergo ha imparato a guardare le cose da una prospettiva diversa ed a rompere la propria alienante routine. Cambiare prospettiva è una costante di tutto lo spettacolo; guardare oltre, o forse dentro di noi per tornare a giocare con niente e con poco staccandosi dalla quotidianità per afferrare l’extra-ordinario. Tutti in Valigia è uno spettacolo esilarante, stupefacente ed umano. Tematiche: emozioni < Precedente Prossimo >
- Mio padre è Sylvester Stallone | Teatro del Buratto
1 < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone Compagnia A.D.D.A. Teatro Verdi Acquista 19 Novembre 2026 ore 20:30 20 Novembre 2026 ore 20:30 21 Novembre 2026 ore 20:30 22 Novembre 2026 ore 20:30 Con: Davide Niccolini Regia: Matteo Ceccantini Drammaturgia: Leonardo Ceccanti «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50 e cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. Subisce un grave incidente e cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna. < Precedente Successivo >
- Digiunando davanti al mare
«Il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica.» < Indietro Digiunando davanti al mare Principio Attivo Teatro 19 marzo 2027 ore 10:00 e 20:30 e 20 marzo 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Un progetto di: Giuseppe Semeraro dedicato a Danilo Dolci Drammaturgia: Francesco Niccolini Regia: Fabrizio Saccomanno Con: Giuseppe Semeraro «Il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica.» La figura di Danilo Dolci sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione: poeta, intellettuale, pedagogo. Dopo un breve viaggio in Sicilia decide di ritornarci e di mettersi al fianco degli ultimi, dei diseredati, dei banditi come li chiamava lui stesso. Negli anni cinquanta organizza e promuove tantissime manifestazioni e scioperi in difesa dei diritti dei contadini, dei pescatori, dei disoccupati. Danilo Dolci voleva, con i disoccupati Siciliani, ricordare all’Italia intera che per la Costituzione Italiana il lavoro è un diritto ma anche un dovere se questo lavoro ha un’utilità pubblica. Durante la manifestazione Danilo Dolci fu arrestato assieme ad alcuni collaboratori, ne seguì un processo che segnò un profondo spartiacque nell’Italia del dopoguerra. Tematiche: storia, diritti civili, storia italiana, dopoguerra Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >











