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  • Grammatica della fantasia. Il museo degli errori | Teatro del Buratto

    < Indietro Grammatica della fantasia. Il museo degli errori La Piccionaia – Centro di produzione teatrale Dai 5 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 21 Novembre 2026 ore 16:30 Domenica 22 Novembre 2026 ore 16:30 Testo e regia: Carlo Presotto Con: Emilia Piz e Nicola Noro (interprete e performer LIS e LIST) Direzione tecnica: Federico Fracasso Scenografia: Mauro Zocchetta Ambiente sonoro: Giacomo Presotto Produzione: La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale Si ringraziano Segnobit Visual e Officine Lavinoss Le storie di Gianni Rodari e le invenzioni di Bruno Munari ispirano un percorso divertente ed impertinente tra tanti sbagli d’autore per affrontare una tematica importante. Chi non fa non sbaglia. Eppure, oggi sempre più spesso ci sentiamo bloccati dalla paura dell’errore, dal peso del giudizio degli altri sulle nostre azioni. Sophie ama giocare con le parole, ma non ne fa una giusta. E non sopporta che tutti glielo facciano notare. Di fronte all’ultimo rimprovero, decide di rifugiarsi nello scantinato della scuola, dove trova una porta per un altro mondo. È il territorio di Gianni, un compagno che muove sempre le mani quando parla, e a volte si dimentica di usare la voce. Nella sua famiglia si parla la lingua dei segni. Giocando con lui Sophie impara ad usare le parole e le storie come giocattoli. Per arrivare, insieme al suo amico, a mostrarsi a tutti per ciò che desidera essere, mescolando la lingua italiana dei segni e l’italiano, il linguaggio del corpo e quello degli oggetti. Tematiche: LIS, diversità, fantasia, importanza di fare errori, amicizia Linguaggio: teatro d’attore, proiezioni/multimedia < Precedente Successivo >

  • Becco di rame

    «La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» < Indietro Becco di rame 18 e 19 febbraio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Dal libro di: Alberto Briganti. Adattamento drammaturgico: Ira Rubini Ideazione e messa in scena: Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi e Serena Crocco In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala e Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo/Lorenzo Baldini) Musiche originali: Andrea Ferrario Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» Becco di Rame è la storia vera di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma il veterinario Briganti crea una protesi di rame che le permette di tornare alla vita di sempre. Nella fattoria, dove si svolge la vicenda, la piccola oca incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili, e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo. La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti come quelli della disabilità e dell’importanza di essere accolti e di trovare la propria comunità. Tematiche: la normalizzazione della disabilità, la cura dell’altro, il senso di comunità Tecnica: teatro d’animazione su nero SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • A cup of tea with Shakespeare

    [ENG/ITA] < Torna alle produzioni A cup of tea with Shakespeare [ENG/ITA] Dai 13 anni 2021 CREDITI Un progetto di Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Regia: Laura Pasetti DESCRIZIONE Chi era William Shakespeare? E’ veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza? Shakespeare in persona racconta con ironia di se stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana. Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così come li ha concepiti. Tematiche: la vita e le opere di William Shakespeare Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 901858A Precedente Seguente

  • Storie di carta | Teatro del Buratto

    < Indietro Storie di carta Teatro del Buratto Da 1 a 3 anni Sala Teatranti – Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 13 Marzo 2027 ore 17:00 Domenica 14 Marzo 2027 ore 10:00 Messa in scena a cura di Aurelia Pini Con: Aurelia Pini e Lorenzo Baldini “C’era una volta, anzi, c’è! Al Teatro Munari un luogo magico in cui alcune domeniche le storie prendono vita nella “Stanza delle Storie”. Le porte del Teatro Munari si aprono per accogliere piccoli e grandi che hanno bisogno di storie, favole, racconti. Tutti abbiamo un gran bisogno di storie, per interpretare i fatti del mondo reale, per coltivare l’immaginazione, la fantasia, per scoprire nuovi mondi e personaggi, per vivere tante emozioni. Perché…perché è bello! Noi vi stiamo aspettando, ne abbiamo tanti di storie da raccontarvi. Il lupo e i sette capretti, Hansel e Gretel, la storia di un uccellino di nome Cipì, e tante altre ancora… Tematiche: l’importanza delle storie, la fantasia Linguaggio: teatro di narrazione, pittura dal vivo < Precedente Successivo >

  • Becco di rame

    Dai 3 anni < Torna alle produzioni Becco di rame Dai 3 anni Riallestimento 2021 CREDITI Dal libro di Alberto Briganti Adattamento drammaturgico: Ira Rubini Ideazione e messa in scena: Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco Ripresa 2021 a cura di: Giusi Colucci e Franco Spadavecchia Musiche originali: Andrea Ferrario In scena: Gabriele Bajo, Beatrice Masala, Marco Iacuzio, Ilaria Ferro, (Riccardo Paltenghi) Voci: Francesco Orlando, Flavia Ripa, Valentina Scuderi, Nadia Milani, Serena Crocco Pupazzi: Chiara De Rota, Linda Vallone Scenografie e oggetti: Raffaella Montaldo, Nadia Milani, Matteo Moglianesi, Serena Crocco Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Becco di Rame è una storia vera. La storia di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma un veterinario, il dottor Briganti, ha un’intuizione geniale e crea una protesi di rame che le permette di continuare a vivere una vita normale nonostante la disabilità acquisita. Lo spettacolo narra la sua storia, i bambini possono immedesimarsi nel nostro protagonista che, ancora pulcino, viene portato nella fattoria dove si svolge l’intera vicenda. E qui, incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, marito e moglie, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo, ideale di bellezza e libertà. Le relazioni che si instaurano tra i personaggi, hanno una loro evoluzione che procede di pari passo con la crescita del protagonista e con l’avvenimento più importante di tutta la storia, la perdita del becco. La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza ma con profondità temi importanti come quelli della diversità, della disabilità e dell’importanza di essere accolti, accettati e desiderati nonostante una fisicità diversa o un’abilità diversa rispetto a quelle ritenute “normali”. Il desiderio è quello di dedicare questo spettacolo a tutti i “brutti anatroccoli” e a tutti quei bambini che, nonostante un’avventura ingiusta che ha portato ad una disabilità acquisita, trovano la forza e il coraggio di ri-innamorarsi della vita. Tematiche: diversità, inclusione, disabilità, comunità Linguaggi: teatro su nero, teatro di figura ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 927967A Precedente Seguente

  • Un dono per Lucia | Teatro del Buratto

    < Back Un dono per Lucia 11 Dicembre 2026 ore 10:00 «Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi, e di ricordare.» Previous Next < Indietro Un dono per Lucia 11 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Pandemonium Teatro CAPS TITLE Di e con: Federico Nava e Flavio Panteghini Supervisione artistica: Albino Bignamini Scenografia: Nicola Bertoli e Olga Mantegazza Costumi: Olga Mantegazza Light design: Nicola Bertoli Voci registrate: Aurora Colnago, Pietro Giavazzi, Federico Piscitello «Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi, e di ricordare.» Il protagonista della storia è Leo, un giovane corriere intrappolato nella routine incessante di Mamma Lepre, una grande azienda di spedizioni che non si ferma mai. La mattina della vigilia di Santa Lucia, mentre Leo cerca di lavorare come sempre, un piccolo pacchetto bianco cade nella sua pila di scatoloni con un’enigmatica destinazione: “Per Santa Lucia”. Da lì inizia un viaggio imprevisto in cui Leo si troverà a interrogarsi su ciò che ha dimenticato. Un angelo custode laico accompagna Leo nel suo percorso, guidandolo verso l’incontro con strani personaggi, ognuno dei quali porta con sé una piccola scoperta. Lo spettacolo esplora con delicatezza e ironia il nostro rapporto con il tempo e con la memoria. Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi e di ricordare. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Mio padre è Sylvester Stallone

     «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» < Indietro Mio padre è Sylvester Stallone Compagnia A.D.D.A. 19 e 20 novembre 2026 ore 10:00 e 21 e 22 novembre 2026 ore 20:00 Teatro Verdi Con: Davide Niccolini Regia: Matteo Ceccantini Drammaturgia: Leonardo Ceccanti «Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro.» Riccardo nasce a Livorno, fine anni ’50 e cresce povero tra lavoretti e risse. A 14 anni entra per caso in una palestra e scopre la lotta libera. Si allena e vince gare cittadine, tornei regionali, nazionali, europei e mondiali. Subisce un grave incidente e cade in coma. Al risveglio non ha più nulla. Il suo corpo è inadatto alla lotta. Niente più Olimpiadi, carriera finita. Riccardo non esiste più ma riesce a riprendere in mano la trama della sua vita: i suoi tentativi di esistenza superano le logiche narrative. Le sue gambe non reggono ma le braccia sì. La rinascita è il braccio di ferro. Questa storia non è un film. Se lo fosse sarebbe “tratto da una storia vera”. Ci sono le prove: filmati, foto, referti medici e il figlio a raccontare l’esistenza paterna. Tematiche: sport, disabilità, resilienza, rinascita Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Nardo il ghepardo alle zoolimpiadi | Teatro del Buratto

    < Indietro Nardo il ghepardo alle zoolimpiadi Teatro Invito Dai 6 a 10 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 17 Ottobre 2026 ore 16.30 Domenica 18 Ottobre 2026 ore 16:30 Con: Gabriele Vollaro e Riccardo Giordano Testo e regia: Luca Radaelli Scene: Graziano Venturuzzo Coordinamento tecnico: Matteo Binda Luci: Alessandro Bigatti Grafica: Elena Scolari Collaborazione artistica: Giusi Vassena Il regno animale si prepara alle Zoolimpiadi. Nardo il ghepardo era considerato il più veloce della Savana ma qualcuno aveva instillato dei dubbi. E poi, chi si credeva di essere? Poteva anche pensare di somigliare a un leopardo, con quella pelle maculata, ma un occhio attento capiva che non ci aveva niente a che fare: i felini non lo consideravano alla loro altezza. Il suo amico Ugo il gufo, però, saprà formare una squadra imbattibile nella corsa: insieme a Nardo ci saranno Santuzzo lo struzzo, Esaù lo gnu e Cecco lo stambecco. Ora non resta che allenarsi per la gara! Un testo originale, corredato da canzoni inedite, ambientato nel mondo animale ma chiaramente riferito alle relazioni tra gli umani. Il tema dello spettacolo è la capacità di superare le differenze: l’importante è collaborare, insieme si possono fare grandi cose. Ognuno è diverso dall’altro ma è proprio l’unione delle differenze a fare la forza: la diversità non è un ostacolo, è una ricchezza. Tematiche: sport, gioco di squadra, amicizia Linguaggio: teatro d’attore, teatro di figura, musica dal vivo < Precedente Successivo >

  • A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino | Teatro del Buratto

    < Back A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino 19 aprile 2027 ore 10:00; 20 aprile 2027 ore 10:00 e 21 aprile 2027 ore 10:00 «Le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose.» Previous Next < Indietro A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino 19 aprile 2027 ore 10:00; 20 aprile 2027 ore 10:00 e 21 aprile 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Di e con: Roberto Capaldo e Jessica Leonello Scene e costumi: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose.» In un posto lontano vive una giraffa che non sa sedersi, non conosce nessuno e si sente sola. Decide allora di lanciare un messaggio al vento, inviando una lettera alla prima creatura che la riceverà. La lettera arriva ad un pinguino “inventore” che sogna di volare. I due decidono così di incontrarsi a “metà strada”. Ma come è fatta una giraffa? Pinguino non ne ha mai vista una. E come è fatto un pinguino? Giraffa non lo sa. Non resta che immaginare il proprio amico. Così, attraverso un carteggio esilarante, sarà possibile finalmente riconoscersi e trovarsi: la loro differenza inizialmente li scoraggia e li divide, ma con un po’ di tenacia scopriranno che le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il Baule di Natale | Teatro del Buratto

    < Indietro Il Baule di Natale Teatro del Buratto Cinema Teatro Massimo Troisi, Piazza Gen.le Dalla Chiesa, San Donato Milanese (MI) Sabato 12 Dicembre 2026 Ore 16.00 Info e prenotazioni Tel.: 0255604225 Messa in scena a cura di: Aurelia Pini In scena: Gabriele Bajo e Salvaggia Tegon Giacoppo Oggetti a cura di: Laboratorio Teatro del Buratto Aprire un grande baule è come esplorare un grande mare, un cielo stellato, un pozzo profondo, il Polo Nord, il sacco di Babbo Natale. Ci trovi cose dimenticate, storie da raccontare e già raccontate, domande a cui dare risposte come: quanti anni ha Babbo natale? Il Natale è vicino e Selly e Gabriele decidono di aprire il grande baule dimenticato in soffitta. Quante sorprese! Troveranno bufere di neve, un pacchetto misterioso, la luce brillante della Stella Polare… “Dentro la notte ci sono le stelle si tengono per mano come sorelle; dentro il baule un cuscino di neve; che il Natale sia per tutti dolce, lieve; dentro al cuore ci son desideri coltiviamoli bene che diventano veri”. Tematiche: la meraviglia del natale < Precedente Prossimo >

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