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  • Piccoli Principi e Piccole Principesse | Teatro del Buratto

    < Back Piccoli Principi e Piccole Principesse 8 marzo 2027 ore 10:00 «E se quell'ometto apparso dal nulla non fosse altro che l'occasione per riappropriarsi della propria infanzia?» Previous Next < Indietro Piccoli Principi e Piccole Principesse 8 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Compagnia Teatrale Stilema CAPS TITLE Di e con: Silvano Antonelli Collaborazione drammaturgica: Giulia Antonelli Cura della messa in scena: Enrico Messina Collaborazione all'allestimento: Jennifer Turazzo Ringraziamo l'Armando e Claudio Milani per le capriole dell'Ometto «E se quell'ometto apparso dal nulla non fosse altro che l'occasione per riappropriarsi della propria infanzia?» Un personaggio che potrebbe ricordare un aviatore porta a spasso per la scena il suo piccolo aeroplano di carta e viaggia con esso attraverso le esperienze della vita. A un certo punto i suoi pensieri si fanno sempre più pesanti e l'aereo precipita. Mentre l'aviatore cerca di ripararlo appare la sagoma di un piccolo Ometto che gli chiede di disegnargli una rosa. Quella che ha lasciato sul suo piccolo pianeta sperduto nell'universo. Fa un mucchio di domande e racconta dei tanti pianeti in cui è stato e dei tanti personaggi che li abitano: L'aviatore si perde in quei racconti e nelle tante infanzie che evocano. E se quell'ometto apparso dal nulla non fosse altro che l'occasione per riappropriarsi della propria infanzia? Per tornare a sentire il profumo dei sogni di quel bambino che aveva dimenticato e, forse, tradito? E se fosse questa struggente sensazione la chiave per riprendere il volo? SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Il codice del volo

     «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» < Indietro Il codice del volo 10 febbraio 2027 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Compagnia del Sole Scritto, diretto e interpretato da: Flavio Albanese Collaborazione artistica: Marinella Anaclerio Impianto scenico: Flavio Albanese Disegno luci: Valerio Varresi Assistente alla regia: Vincenzo Lesci Foto di copertina: Attilio Marasco «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. Tematiche: Leonardo da Vinci, curiosità, scienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Il codice del volo 10 febbraio 2027 ore 10.00 e 20.30 Teatro Verdi Compagnia del Sole Scritto, diretto e interpretato da: Flavio Albanese Collaborazione artistica: Marinella Anaclerio Impianto scenico: Flavio Albanese Disegno luci: Valerio Varresi Assistente alla regia: Vincenzo Lesci Foto di copertina: Attilio Marasco «L’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci.» Perché Leonardo voleva volare? Lo spiega Zoroastro, il suo allievo, il suo giovane di bottega, ovvero l’assistente e suo amico fedele: Tommaso Masini. È proprio lui che ha sperimentato una delle più ardite invenzioni del Maestro: la macchina per volare. Gli spettatori conosceranno la storia, l’umanità e soprattutto il modo di pensare di un genio poliedrico e originalissimo che è il simbolo del nostro Rinascimento. Protagonista assoluta è la curiosità, l’inquieta tensione dell’uomo verso la scoperta, l’incredibile capacità umana di arrivare oltre i limiti che la natura sembra imporci. Tematiche: Leonardo da Vinci, curiosità, scienza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Seme di mela | Teatro del Buratto

    Testo e messa in scena: Aurelia Pini Con M.Mungo / I.Ferro B. Brambilla / M.Iacuzio < Torna alle produzioni Seme di mela Dai 2 ai 6 anni Anno 2009 CREDITI Testo e messa in scena: Aurelia Pini Scena: Marco Muzzolon Costumi: Mirella Salvischiani In scena: Benedetta Brambilla e Marta Mungo / Ilaria Ferro e Marco Iacuzio Direzione di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE Tondo rotondo come la terra, come il mondo… Cerchio magico, girotondo di tappeti, cassetti colorati che nascondono segreti, tane di legno, secchi di metallo: come punti cardinali, come porte sul mondo delle cose. Confine senza inizio né fine, sfera magica che accoglie, abbraccia, giostrina delle meraviglie. Come rito che ritorna, come moto dei pianeti, come inverno e primavera. Come aurora e come sera. Lo spazio Uno spazio circolare delimitato da tappetini e cuscini colorati dove i bambini possono trovare un posto per sedersi. Al centro di questo spazio rotondo - il luogo del racconto e dell’ascolto – ci sono un grande piatto colmo di terra (“il mondo della terra”) e due attrici. Lo spettacolo Attraverso il gioco delle attrici dell’esplorare, toccare, sentirne il profumo, reinventare creativamente lo spazio e la materia terra, il bambino riconosce e scopre i meccanismi, i gesti e le emozioni di un “suo” giocare. Un viaggio appassionante nel mondo segreto del “sotto la terra”, dove hanno casa animali piccoli e grandi, dove, nella sua tana, attende l’arrivo della primavera la famiglia DeTopis. Anche un piccolo seme di mela aspetta, nero come l’occhio di un topolino, che nel cuore della terra ha la sua casa piccina, piccina ... e dove attende, con pazienza che qualcosa accada proprio come per ogni bambino, ha bisogno anche lui di tempo per crescere, di amore, di acqua buona e di buon cibo. Un gioco per raccontare ai più piccoli con semplicità che sono una piccola parte meravigliosa di un grande mondo pieno di meraviglie; un mondo di cui prendersi cura, da rispettare, da amare e giocare. Tematiche: natura, crescita, l'attesa Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 887596A Precedente Seguente

  • Lavora con noi | Teatro del Buratto

    Invia la tua candidatura al Teatro del Buratto e lavora con noi Lavora con noi TECNICI TEATRALI Stiamo cercando nuovi collaboratori come aiuto tecnico, disponibile anche per montaggio/smontaggio, carico/scarico mezzi. Puoi inviare il tuo Curriculum Vitae all'indirizzo: produzione@teatrodelburatto.it UFFICIO ORGANIZZATIVO Al momento non ci sono posizioni aperte, ma puoi comunque inviare il tuo Curriculum Vitae all'indirizzo: emanuelaspadavecchia@teatrodelburatto.it MASCHERE E BIGLIETTERIA Al momento non ci sono posizioni aperte, ma puoi comunque inviare il tuo Curriculum Vitae all'indirizzo: emanuelaspadavecchia@teatrodelburatto.it ATTORI E ANIMATORI TEATRALI Al momento non ci sono provini in programma, ma puoi comunque inviare il tuo Curriculum Vitae per i casting futuri all'indirizzo: produzione@teatrodelburatto.it

  • Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano | Teatro del Buratto

    < Indietro Giocagiocattolo. Quando i bambini dormono, i giocattoli… giocano Teatro del Buratto Dai 3 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 9 Gennaio 2027 ore 16:30 Domenica 10 Gennaio 2027 ore 16:30 Testo di: Beatrice Masini Regia di: Jolanda Cappi e Giusy Colucci Con: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala, Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo) Musiche a cura di: Mario Casappa Direttore di produzione: Franco Spadavecchia I protagonisti dello spettacolo sono i giocattoli: il pagliaccio, l’orsacchiotto, una bambola arrivata per sbaglio e pochissimo usata… e naturalmente l’amico immaginario! Sono sempre pronti a soddisfare ogni desiderio del bambino, ma quando lui non c’è loro giocano davvero. Loro conoscono bene il bambino: lo vedono crescere, conoscono i suoi segreti, le sue paure, i suoi desideri. E poi un giorno il bambino confida al suo amico immaginario la sua paura per l’arrivo di una sorellina: paura che poi la mamma e il papà non gli vogliano più bene. Paura condivisa dai suoi giocattoli all’arrivo di uno nuovo: hanno paura di finire dimenticati in una soffitta, in un vecchio scatolone e poi alla discarica! Ma comunque vada, lui sarà sempre il loro bambino…e loro i suoi giocattoli. Un bambino ha sempre voglia di giocare e finché c’è un bambino che gioca, c’è un giocattolo felice. Tematiche: paura dell’abbandono, importanza del gioco, amicizia Linguaggio: teatro d’animazione su nero < Precedente Successivo >

  • Delete

    “La cultura della cancellazione” capitolo I < Indietro Delete Teatro del Buratto 26 gennaio 2027 ore 10.00 e 27, 28, 29 gennaio 2027 ore 10:00 e 20:30, 30 gennaio 2027 ore 20:30 Teatro Verdi Di e con: Renata Coluccini e Marta Mungo Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia Un piccolo gesto che è capitato a tutti di fare. Cancellare. Nel mio dispositivo elettronico la memoria è piena, devo fare posto. Cosa cancello? Dati e cache delle app e poi elimino i file inutili (foto, video, documenti e download). Ma quali sono inutili? Davvero non mi serviranno più?). La cultura della cancellazione Da Wikipedia: La "cultura della cancellazione" (cancel culture) è un fenomeno sociale che implica la messa al bando, la critica o il boicottaggio di individui o gruppi per comportamenti o dichiarazioni considerate offensive o controverse. La grande storia e le piccole storie. Un incontro per discutere insieme su cosa cancellare, cosa vogliamo conservare, cosa sogniamo, cosa ricordiamo. E la memoria? E i ricordi digitalizzati spariranno? E la carta, i libri resteranno? Queste riflessioni condivise ci porteranno a una lettera. La lettera di una madre a un figlio. La lettera di una donna cancellata! Dalla platea al palco, da piccole testimonianze a una storia, dentro la grande Storia, ma che accade oggi, ancora, come ieri. La lettera di una madre a un figlio testimonianza degli ultimi giorni della donna, della sua storia, della sua gente, dell’amore per il figlio in salvo dagli orrori di una guerra e di una persecuzione. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Chi siamo | Teatro del Buratto | Milano

    Dal 1975 il Teatro del Buratto si occupa di spettacoli di teatro d'attore e di figura rivolti all'infanzia e ai giovani. Tramanda l'antica arte del teatro su nero. Gestisce il Teatro Verdi e il Teatro Munari di Milano. la nostra storia Oltre 50 anni di teatro per l’infanzia, i giovani e “tout public” Il Teatro del Buratto nasce ufficialmente a Milano il 28 Novembre 1975 per iniziativa di Tinin Mantegazza, Velia Mantegazza e Jolanda Cappi , con lo scopo di nobilitare e dare nuova linfa al teatro italiano per l’infanzia e per i ragazzi. Sin dai primi passi il Teatro del Buratto trova casa nello storico Teatro Verdi (zona Isola/Garibaldi), che tutt’oggi rappresenta la sede storica della compagnia. Il Teatro del Buratto ha da sempre orientato la sua intera attività nella direzione di un teatro totale, dove alle consuete tecniche di teatro d'attore, che fanno uso di linguaggi verbali e gestuali tradizionali, si accompagna una profonda ricerca nel teatro d’immagine e di figura , e in particolare nel teatro d'animazione, con pupazzi di varia tipologia, oggetti, ombre e forme che prendono vita grazie alle tecniche più diverse. Peculiarità del Teatro del Buratto è la realizzazione di spettacoli di teatro su nero , una speciale tecnica di animazione di oggetti e pupazzi che ha origini antiche. Gli spettacoli sono rappresentati a Milano, in tournée su tutto il territorio nazionale e all'estero. Fra le produzioni storiche più significative si ricordano: "L'Histoire du Soldat " del 1975, con musiche di I. Stravinskij, per il Teatro alla Scala; “Pierino e il lupo ” del 1975, “Il Granbuffone ” del 1977 e il fortunatissimo “Cipì ” del 1978, con la regia di Velia Mantegazza, musiche di Gino Negri e testo di Mario Lodi, Tinin Mantegazza e Franco Spadavecchia; “Quello Stolfo da Ferrara ” ("Il Viaggio di Astolfo"); liberamente tratto dall'Orlando Furioso, e vincitore nel 1983 del Premio E.T.I. Stregagatto come migliore spettacolo; "Hello George " di Vincenzo Cerami su musiche di George Gershwin; "Cappuccetto Bianco ", ispirato a Bruno Munari; "Nel Tempo che non è più e che non è ancora " di M. Cucchi; "Sotto la Tavola ", con le musiche di T. Leddi, vincitore del Biglietto d'Oro Agis e del Premio E.T.I Stegagatto '91; "Babar, il piccolo elefante ", musica di F. Poulenc, scene e pupazzi di F. Tullio Altan, in coproduzione con il Teatro alla Scala; "Paneblu " con le musiche di Carlo Cialdo Capelli; “Fly Butterfly ”, con la regia di Stefano Monti, e vincitore del Biglietto d’Oro Agis 1995; “Sheherazade”, con musica di R. Korsakov; “Ritagli dalle Fiabe di Andersen – Quello che il vento raccontò ”, con la regia di Jolanda Cappi e Gianfranco Bella; “La bilancia dei Balek ”, con la regia di Bruno Stori, vincitore del Premio E.T.I. Stregagatto 2004 per la drammaturgia; “Il Violino, il Soldato e il Diavolo ”, regia di Stefano Monti; “Fanciulli di Ferro ”, di Geppina Sica e regia di Elisa Roson; “Senza Misura ”, di Renata Coluccini e Simona Gonella, “Nel Paese di C’è quel che c’è ”, di Geppina Sica e regia di Elisa Roson; “Vita Virginia ”, presentato nel 2007, a cui segue “Le serve di Virginia ” di Jolanda Cappi e Renata Coluccini, regia di Gabriele Calindri; “Deserto Nero”, un progetto di Jolanda Cappi e Renata Coluccini e che riporta alle vicende dell’eccidio del popolo armeno, con regia di Renato Sarti. Nel 2008 debuttano “La lavagna fantastica”, “È pronto! A tavola!”, “Il mio papà è Ulisse” di Renata Coluccini; del 2009/2010 sono le produzioni per l’infanzia “Seme di mela” di Aurelia Pini e “Cipì e Bandiera, sotto il cielo che si muove” di Franco Spadavecchia e Mario Lodi. Della stagione 2012/13 sono le produzioni per bambini “Piccolo. L’ultimo albero” di Aurelia Pini; “Pescatori di Stelle” di Renata Coluccini e “L’arca parte alle otto” di Ulrich Hub, regia di Renata Coluccini. Il progetto produttivo per l’infanzia “Lungo il sentiero delle storie” curato e portato in scena da Aurelia Pini, apre in modo organico nuovi orizzonti alla circuitazione degli spettacoli per l’infanzia anche in luoghi non teatrali. Il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, con la produzione “Notturno Verdi”, offre lo spunto per celebrare anche i primi cento anni della sala Teatro Verdi – sede di rappresentazione storica della compagnia. Le novità per l’infanzia sono, oltre al già citato “Il mio amico mostro”, “Babebìbo…blu! Suoni e colori delle parole” e “Raperonzolo. Il canto del crescere” di Renata Coluccini, la produzione di teatro d’animazione e teatro su nero “E scrisse O... come Orlando” con la regia di Jolanda Cappi. Nel 2011 con “Binge Drinking. Mondo Liquido” di Renata Coluccini e Mario Bianchi, si avvia il pluriennale progetto giovani dedicato a temi legati all’adolescenza, proseguito nel 2013 con il debutto di “Nella Rete” dedicato al cyberbullismo e nel 2015 con “Io me la gioco”, dedicato al gioco d’azzardo. Conclusa la prima trilogia dedicata alle dipendenze, si prosegue nel 2017 con “Straniero due volte”, testo e regia curati da Renata Coluccini, che apre una riflessione sui “nuovi italiani” e sugli adolescenti di seconda generazione. Nel 2018 debuttano “Amici per la pelle”, con testo di Emanuele Aldrovandi e regia di Renata Coluccini, dedicato all’infanzia e “Storia di Qù” di Dario Fo e Franca Rame, con la regia di Massimo Navone, rivolto al pubblico adulto. Nel 2019 debuttano “La Terra dei Sogni" con testo e regia di Aurelia Pini, e “Il Dolce Natale” di Anna Maini. Dopo la difficile interruzione causata dalla pandemia da COVID-19, nel 2021 viene presentato per l’infanzia “Rumori nascosti”, in coproduzione con CSS di Udine, e debuttano per gli adolescenti “Continua a camminare” di Gabriele Clima e Renata Coluccini, e “Janis - Take another little piece of my heart”, con Marta Mungo e Davide del Grosso; entrambi sono di nuovo impegnati nel 2022 con “Fashion Victims - L’insostenibile realtà del fashion”, dedicato alle classi delle scuole secondarie; parallelamente viene presentato il nuovo progetto di teatro in lingua, che prevede la produzione di spettacoli per l’infanzia e per i giovani in lingua inglese, tra i quali si ricordano “A cup of tea with Shakespeare” del 2021 e “The strange case of Mr. Stevenson” del 2023 in coproduzione con la compagnia scozzese Theatre of the 7 directions (ex Charioteer Theatre), entrambi con la regia di Laura Pasetti. E ancora le produzioni di teatro su nero: “Giocagiocattolo” di Beatrice Masini, in tournée in Russia nel 2008 e nel 2010, e riallestito nel 2022 in partnership con Fao Schwarz; nuovamente a Mosca nel 2011 con “Nei cieli di Mirò”, tratto da “Il giro del cielo” di D. Pennac e J. Mirò, per la regia di Jolanda Cappi e Giusi Colucci; nel 2014 debutta “Il mio amico mostro” di Aurelia Pini; nel 2017 viene presentata la fortunata produzione “Becco di Rame”, tratta dal libro omonimo di Alberto Briganti e vincitore del Premio Eolo 2017 come “Miglior spettacolo di figura”; nel 2024 debutta invece "Kai nel cuore del blu", un elegiaco inno alle profondità del mare e al suo ecosistema. Gli spettacoli di teatro su nero, terreno storico di ricerca artistica della compagnia, sono produzioni ricche di quadri scenici e consentono allo spettatore una lettura attraverso immagini, forme, oggetti, suoni e per queste caratteristiche trovano nel mercato estero un largo interesse. Tra le tournée all’estero dedicate al teatro su nero ricordiamo i numerosi festival internazionali: Parigi, Neerpelt, Bruxelles, Francoforte, Colonia, Bilbao, Madrid, Cordoba, Festival Internacional Cervantino, Messico - Festival Internacional de Teatro de Cordoba e ‘Italiana 92’ (Argentina), Portogallo, Belgio, Francia, Austria, Grecia, Repubblica Ceca. Qualificato come centro di produzione di teatro di innovazione nell’àmbito della sperimentazione e del teatro per l’infanzia e la gioventù, il Teatro del Buratto è riconosciuto e sostenuto dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, in un rapporto istituzionale di reciproca collaborazione che prosegue da molti anni. All'attività di produzione si affianca un'intensa attività di ospitalità che si svolge per il settore Ragazzi su più sale: dopo l’avventura del Teatro del Buratto al Pime, conclusasi nel 2017, e di Bì, la Fabbrica del Gioco e delle Arti di Cormano (MI) 2010 - 2020, il Teatro del Buratto ha trovato finalmente la propria nuova casa a Milano, presso il Teatro Bruno Munari, struttura del Comune di Milano realizzata dall’architetto Italo Rota e la cui gestione è stata affidata al Buratto attraverso un bando di evidenza pubblica. La struttura di oltre 2000 mq rappresenta un polo per l’intera città metropolitana di Milano e il primo centro lombardo di produzione e promozione teatrale per l’infanzia e i giovani. Il Teatro del Buratto gestisce dal 1975 il Teatro Verdi, che opera in convenzione con il Comune di Milano, dove propone una stagione per il pubblico di giovani e adulti. Organizza corsi di scrittura creativa, laboratori nelle scuole e gestisce corsi e attività di formazione. Dalla stagione 2007/2008 il Teatro del Buratto organizza e promuove IF Festival Internazionale di Teatro di Immagine e Figura, in un’articolata definizione che comprende le forme artistiche tanto della tradizione quanto dell’innovazione e della contemporaneità, dando vita a una proposta programmatica che ha riscosso, fin dalla prima edizione, un significativo e positivo riscontro della critica specializzata e un grande successo di pubblico. Nel 2010 IF Festival ha ricevuto il Premio Hystrio Provincia di Milano e nel 2015 è stato insignito dell’onorificenza dell’Ambrogino d’Oro da parte del Comune di Milano. Il Teatro del Buratto ha rapporti con altri Enti sul territorio per l'ideazione di manifestazioni e progetti integrati di produzione e ospitalità.

  • Fashion Victims

     «Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» < Indietro Fashion Victims 10, 11 e 12 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo, video e regia: Davide Del Grosso Con: Davide Del Grosso e Marta Mungo Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 a oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, che sfrutta persone e risorse ambientali e che sta finalmente mostrando i suoi limiti. “Fashion Victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e un altro mondo, quello in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Tematiche: rispetto dell’ambiente e sostenibilità Tecnica: teatro d’attore, video SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo > < Indietro Fashion Victims 10, 11 e 12 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Verdi Teatro del Buratto Testo, video e regia: Davide Del Grosso Con: Davide Del Grosso e Marta Mungo Scene: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso che sta finalmente mostrando i suoi limiti.» L’industria tessile produce da sola più CO2 del trasporto ferroviario, marittimo e aereo messi insieme. Dal 2000 a oggi la produzione di abiti è raddoppiata, anche se i singoli capi vengono indossati meno della metà che in passato. Il mondo della fast fashion è l’esempio eclatante di un sistema al collasso, che sfrutta persone e risorse ambientali e che sta finalmente mostrando i suoi limiti. “Fashion Victims” si propone di mostrare, attraverso il racconto di una ragazza e di un ragazzo, due facce della stessa medaglia: un occidente bulimico e inconsapevole delle proprie azioni, e un altro mondo, quello in cui ogni risorsa, compresa quella umana, viene sfruttata fino a esaurirsi. Tematiche: rispetto dell’ambiente e sostenibilità Tecnica: teatro d’attore, video SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

  • Nardo il ghepardo alle zoolimpiadi | Teatro del Buratto

    < Indietro Nardo il ghepardo alle zoolimpiadi Teatro Invito Dai 6 a 10 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 17 Ottobre 2026 ore 16.30 Domenica 18 Ottobre 2026 ore 16:30 Con: Gabriele Vollaro e Riccardo Giordano Testo e regia: Luca Radaelli Scene: Graziano Venturuzzo Coordinamento tecnico: Matteo Binda Luci: Alessandro Bigatti Grafica: Elena Scolari Collaborazione artistica: Giusi Vassena Il regno animale si prepara alle Zoolimpiadi. Nardo il ghepardo era considerato il più veloce della Savana ma qualcuno aveva instillato dei dubbi. E poi, chi si credeva di essere? Poteva anche pensare di somigliare a un leopardo, con quella pelle maculata, ma un occhio attento capiva che non ci aveva niente a che fare: i felini non lo consideravano alla loro altezza. Il suo amico Ugo il gufo, però, saprà formare una squadra imbattibile nella corsa: insieme a Nardo ci saranno Santuzzo lo struzzo, Esaù lo gnu e Cecco lo stambecco. Ora non resta che allenarsi per la gara! Un testo originale, corredato da canzoni inedite, ambientato nel mondo animale ma chiaramente riferito alle relazioni tra gli umani. Il tema dello spettacolo è la capacità di superare le differenze: l’importante è collaborare, insieme si possono fare grandi cose. Ognuno è diverso dall’altro ma è proprio l’unione delle differenze a fare la forza: la diversità non è un ostacolo, è una ricchezza. Tematiche: sport, gioco di squadra, amicizia Linguaggio: teatro d’attore, teatro di figura, musica dal vivo < Precedente Successivo >

  • A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino | Teatro del Buratto

    < Back A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino 19 aprile 2027 ore 10:00; 20 aprile 2027 ore 10:00 e 21 aprile 2027 ore 10:00 «Le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose.» Previous Next < Indietro A metà strada. Storia di Giraffa e Pinguino 19 aprile 2027 ore 10:00; 20 aprile 2027 ore 10:00 e 21 aprile 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Di e con: Roberto Capaldo e Jessica Leonello Scene e costumi: Caterina Berta Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose.» In un posto lontano vive una giraffa che non sa sedersi, non conosce nessuno e si sente sola. Decide allora di lanciare un messaggio al vento, inviando una lettera alla prima creatura che la riceverà. La lettera arriva ad un pinguino “inventore” che sogna di volare. I due decidono così di incontrarsi a “metà strada”. Ma come è fatta una giraffa? Pinguino non ne ha mai vista una. E come è fatto un pinguino? Giraffa non lo sa. Non resta che immaginare il proprio amico. Così, attraverso un carteggio esilarante, sarà possibile finalmente riconoscersi e trovarsi: la loro differenza inizialmente li scoraggia e li divide, ma con un po’ di tenacia scopriranno che le differenze non sono solo un ostacolo, ma un’opportunità per cambiare punto di vista e modificare il proprio sguardo sulle cose. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >

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