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- Che musica Milano! - SVAMPITI Una cantata per Nanni Svampa | Teatro del Buratto
16 < Indietro Che musica Milano! - SVAMPITI Una cantata per Nanni Svampa Teatro del Buratto Teatro Verdi NOVITÀ! Acquista 28 aprile 2027 ore 20:30 29 aprile 2027 ore 20:30 30 aprile 2027 ore 20:30 1 maggio 2027 ore 20:30 «Uno spettacolo non solo di canzoni, ma anche di aneddoti e ricordi, nel solco di una passione verso un mondo artistico che vorrebbe non avere frontiere e che da sempre rispetta i sentimenti di un mondo libero, senza orario e senza bandiere, oggi come ieri.» Il viaggio musicale del noto attore comico ticinese Flavio Sala e del cantastorie milanese Giangilberto Monti si snoda tra il lago di Lugano e il lago Maggiore, per narrare il canzoniere di Nanni Svampa, anima del cabaret dei Gufi, della tradizione canora meneghina e del repertorio dello chansonnier Georges Brassens, dove la Senna si incrocia con i Navigli, che attraverso le acque del Ticino uniscono il territorio italiano a quello elvetico. Flavio Sala, con la sua compagnia teatrale, ha spesso sbeffeggiato i costumi del Canton Ticino in spettacoli e sketch, grazie anche alla maschera dialettale del Bussenghi, personaggio da lui creato per la Radio Televisione Svizzera, che incarna il buonsenso popolare di fronte alle incrollabili certezze della burocrazia elvetica, mentre Giangilberto Monti da anni racconta la storia del teatro-cabaret in salsa milanese, tra libri e recital canori. La loro collaborazione artistica, grazie anche al contributo del fisarmonicista e pianista Danilo Boggini, vuole rendere omaggio alla figura di uno dei più amati interpreti della tradizione popolare lombarda, al di qua e al di là del confine che unisce Italia e Svizzera. Uno spettacolo non solo di canzoni, ma anche di aneddoti e ricordi, nel solco di una passione verso un mondo artistico che vorrebbe non avere frontiere e che da sempre rispetta i sentimenti di un mondo libero, senza orario e senza bandiere, oggi come ieri. < Precedente Successivo >
- Voglio le Olimpiadi | Teatro del Buratto
6 < Indietro Voglio le Olimpiadi Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 22 Gennaio 2027 ore 20:30 «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» Ale perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa, dopo giorni di disperazione, reinventa la propria vita grazie anche allo sport, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista. È la storia del suo percorso verso l’autonomia, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport, ma soprattutto di vita, di vittorie, ma anche di fallimenti, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero, e come provare a realizzare i propri sogni, superando il nostro “non limite”. Lo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui, in scena, a raccontare la sua vicenda. < Precedente Successivo >
- Chi siamo | Teatro del Buratto | Milano
Dal 1975 il Teatro del Buratto si occupa di spettacoli di teatro d'attore e di figura rivolti all'infanzia e ai giovani. Tramanda l'antica arte del teatro su nero. Gestisce il Teatro Verdi e il Teatro Munari di Milano. CIAO Jolanda Cappi IL TEATRO DEL BURATTO SALUTA JOLANDA CAPPI, FONDATRICE, ATTRICE, REGISTA E COMPAGNA DI LAVORO FONDAMENTALE E INDIMENTICABILE. In queste giornate in cui il Teatro del Buratto sta festeggiando i propri 50 anni di attività, è con grande tristezza che annunciamo la scomparsa di Jolanda Cappi, fondatrice della nostra Cooperativa, insieme a Tinin e Velia Mantegazza, attrice, regista e soprattutto anima della nostra Compagnia per oltre quarant’anni. Del lungo, prestigioso e intenso percorso artistico di Jolanda possiamo sinteticamente ricordare gli inizi, con la sua attività al Piccolo Teatro e l’approfondimento della poetica del Mimo, secondo lo stile Decroux con Marise Flach; poi la collaborazione in `Nuova scena’ con la proposta dei primi spettacoli di rottura con il teatro delle `convenzioni’. Alla fine di questa esperienza, con Nichetti, Salvi e Caldarelli, ha dato vita alla compagnia `Quelli di Grock’ ancora oggi presenza rilevante nel panorama teatrale milanese. Nel 1975, con Velia e Tinin Mantegazza, partecipa alla creazione della cooperativa Teatro del Buratto di Milano, avviando la storia della Compagnia al Teatro Verdi di via Pastrengo a Milano, con l’originale messa in scena de “L’Histoire du soldat”, per la regia di Velia, con la voce recitante di Paolo Poli e lei stessa indimenticabile mimo/soldato in cammino tra i suggestivi incontri con i pupazzi, ideati dai Mantegazza. Poi il percorso del Buratto ha visto Jolanda protagonista e anima di tante produzioni: dagli “Arcani maggiori” a “Quello Stolfo da Ferrara”, riscrittura di Raffaele Crovi in ottave da L’Orlando Furioso, da “Barbablù” a “La cacciatrice di sogni”, dove il testo di Rocco D’Onghia dà corpo alla tragedia della guerra nell’ex Jugoslavia. E poi “Nel tempo che non è più e non è ancora” con il testo poetico di Maurizio Cucchi ispirato alla figura di Giovanna D’arco e le lievi sculture animate di Vincenzo Balena. Altro ancora, con una attenzione speciale a tematiche di valorizzazione di figure femminili - anche in collaborazione con Renata Coluccini come per “Le serve di Virginia” e “Le camicie di Garibaldi” - e temi di forte impegno civile, come la strage degli Armeni in “Deserto Nero” per la regia di Renato Sarti, ispirata ai testi di Antonia Arlsan, sino all’ultima regia per “…E scrisse O come Orlando”, ispirato all’opera di Virginia Woolf. Fondamentale inoltre il suo contributo in storici spettacoli di figura e “su nero” tra cui “Pane Blu” e “Fly Buttefly” o “Giocagiocattolo” e il più recente “Becco di rame”. Da non dimenticare il suo importante contributo in storiche produzioni per l’infanzia da “Cipì” a “I Quattro musicanti” a “Cos’è quel punto nell’azzurro” e altre ancora. Ricordando inoltre la sua apertura a nuovi modi nelle relazione con il pubblico dei bambini attraverso proposte a pianta centrale con “Cappuccetto Bianco”, realizzato in stretta collaborazione con Bruno Munari, poi “Sotto la tavola” e a seguire tanti altri ancora. Maestra generosa e compagna straordinaria, figura chiave nella crescita artistica di molti di noi al Buratto, è una presenza che resta e che ancora oggi ispira. È stata una guida speciale e ha lasciato un segno indelebile a tutti noi per professionalità e coerenza. Tutto il Teatro del Buratto con Velia Mantegazza e altri Amici di ieri e di oggi si uniscono con affetto al alla famiglia. I funerali si svolgeranno giovedì 11 dicembre 2025 alle ore 14.45 nella chiesa dei santi Nazaro e Celso in via Zumbini a Milano.
- Continua a camminare
< Torna alle produzioni Continua a camminare Dagli 11 anni Anno 2020 CREDITI Testo: Gabriele Clima, Renata Coluccini Regia: Renata Coluccini Con: Simona Gambaro, Stefano Panzeri Costumi: Raffaella Montaldo Scene e luci: Marco Zennaro Progetto musicale: Luca De Marinis, Raffaele Serra Direttore di produzione: Franco Spadavecchia Tratto dall’omonimo libro di Gabriele Clima DESCRIZIONE È la storia di due ragazzi, Fatma e Salim, due ragazzi in cammino in una Siria devastata dalla guerra. Fatma cammina nel deserto sotto un cielo stellato verso un campo militare. Salim cammina con suo padre verso una linea d’orizzonte e come talismano ha un libro appartenuto al fratello. Salim ha tredici anni, è coraggioso e testardo, e aveva un fratello che diceva che solo i libri possono fermare i kalashnikov, “perché se salvi i libri salvi la tua anima, e il tuo paese”. Anche Fatma ha tredici anni e i con suoi occhi da piccola stella di Damasco, cerca la bellezza in ogni luogo e soprattutto nel sorriso del fratello… È la storia di due ragazzi costretti a crescere in fretta, ma senza perdere uno sguardo di stupore e di incanto per la vita. La storia ripercorre il viaggio dei due protagonisti, che culminerà nell’incontro delle loro strade. Un viaggio, che parla direttamente all’anima del pubblico; un viaggio esistenziale, un percorso di vita, in cui ogni cosa, ogni accadimento diventa metafora di qualcos’altro; ‘Continua a camminare’ è un invito al coraggio, all’andare avanti oltre le difficoltà verso un orizzonte diverso per ciascuno di noi, ma pur sempre da raggiungere. Note di regia Ci sono incontri con un libro che ti segnano, così è stata per me la lettura di “Continua a camminare “di Gabriele Clima e da questa lettura è nata l’idea, meglio la necessità di portarlo in scena, per la forza del racconto, per i contenuti, per il linguaggio e la delicatezza nell’affrontare temi difficili con rispetto e profondità. La riscrittura scenica, fatta a quattro mani con l’autore ha mirato a dare vita all’essenzialità del testo sottolineandone non solo i momenti salienti, ma soprattutto la capacità di metafora. La vicenda va oltre i luoghi e i personaggi descritti per parlare all’anima di ognuno. Nella messa in scena si è lavorato per sottrazione, eliminando il superfluo per dare ancora più forza e corpo alle parole in una narrazione incrociata e appassionante. La ricerca scenografica è stata quella di creare il vuoto in scena, che è difficilmente raggiungibile semplicemente “svuotando” lo spazio; da qui la costruzione di un grande pannello/scultura, che domina la scena. La parte sonora è stata costruita appositamente per lo spettacolo ed è frutto di una lunga ricerca tra musiche e sonorità di Luca De Marinis e Raffaele Serra per fare diventare la musica terzo protagonista dello spettacolo, dove i diversi suoni accendono l’effetto evocativo e non descrittivo di mondi fisici e mondi dell’anima. Renata Coluccini Tematiche: la fuga dalla guerra vista dagli occhi di due adolescenti Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice spettacolo SIAE: 940106A Precedente Seguente
- Bella, Bellissima! | Teatro del Buratto
< Indietro Bella, Bellissima! Produzione ArteVOX Teatro, Accademia Perduta/Romagna Teatri In scena al Teatro Bruno Munari, Via Bovio 5 20159 Milano 27 FEBBRAIO 2027 ORE 16.30 Per info e prenotazioni Email: prenotazioni@teatrodelburatto.it – tel: 0227002476 – sito: www.teatrodelburatto.com Regia e cura dell'animazione: Nadia Milani Drammaturgia: Beatrice Baruffini Puppets/figure animate: Noemi Giannico In scena: Giulia Canali, Nadia Milani, Arianna Talamona Tecnico: Riccardo Reina Scene: Alessia Dinoi Costumi: Mirella Salvischiani Musiche originali: Andrea Ferrario Voce Orco: Claudio Casadio Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa? Quale punto di vista abita? Da che parte si guarda per vederla? Strega riceve un invito da Orco: un appuntamento a mezzanotte, al chiaro di luna. Lui la trova bella, bellissima. Nella notte Strega s’incammina e sulla via incontra alcuni abitanti del bosco che, però, credono Strega debba usare la magia per essere più bella. Lei ascolta i loro consigli e cambia il suo aspetto. Così diversa, Orco non la riconosce. Lui cerca Strega, quella “con i capelli arruffati, il naso importante e che veste sempre di scuro”. Con un’ultima magia, Strega, torna ad essere quel che era e invita Orco a una cena speciale. Bella, bellissima! è uno spettacolo che tratta un tema sempre attuale che riguarda tutte e tutti e che ci spinge a tornare là, alle origini del non giudizio, quello che i bambini e le bambine naturalmente praticano ogni giorno. Tematiche: autostima, bellezza, giudizio, fiaba < Precedente Prossimo >
- CON...TATTO Alla scoperta della creta | Teatro del Buratto
< Indietro Un pomeriggio al teatro bruno munari Laboratorio Acquista Venerdì 17 Aprile 2026 ore 17:00 < Precedente Successivo >
- Corsi di teatro Adolescenti | Teatro del Buratto
Il Teatro del Buratto organizza corsi di teatro rivolti a tutte le fasce di età: Bambini, Preadolescenti, Adolescenti, Adulti CORSO ADOLESCENTI (dai 14 ai 18 anni) Corso di teatro per adolescenti e giovani La frequenza al corso di teatro è considerata attività formativa per il rilascio dei crediti scolastici. “È fondamentale che l’arte mantenga un ruolo di provocazione , di stimolo , di impegno civile e soprattutto educhi al pensiero critico ”. Trovare la propria strada, la propria voce, la propria espressività . Il gioco teatrale per aprire un dialogo creativo con il tempo presente e con un gruppo di coetanei . Il rito collettivo come attivatore del processo di consapevolezza di sé, dell’altro e come palestra per un’azione condivisa. La percezione di sé all’interno di un gruppo, la percezione di sé in relazione allo spazio che si abita o alla musica che si ascolta, al testo che si affronta; sono alcuni dei passi utili per assumere consapevolezza del proprio potenziale espressivo . Non possiamo che partire da noi quando creiamo; anche nella costruzione del personaggio non possiamo prescindere dal nostro corpo/voce, dal nostro immaginario e dal nostro campionario emotivo, è bene dunque conoscersi “nuovamente” . OBIETTIVI Favorire la percezione di sé, del proprio corpo e della propria voce. Creare fiducia e rispetto di sé e degli altri. Migliorare le capacità di ascolto, attenzione e inclusione. Entrare in risonanza con il proprio campionario emotivo e imparare a tradurlo espressivamente. Stimolare un dialogo poetico con il proprio immaginario. Conoscere la struttura drammaturgica di un testo teatrale e imparare a selezionare il materiale utile all’azione scenica e alla costruzione del personaggio. Sviluppare la condivisione, la collaborazione e la creazione di gruppo. CONTENUTI Il training teatrale ed espressivo proposto è volto a: Allenare le capacità espressivo/motorie del corpo in relazione a: spazio, tempo, ritmo e gruppo. Utilizzare il movimento come forma di rappresentazione dinamica di uno stato emotivo. I ndagare le emozioni e il loro potenziale espressivo. C orpo/voce: dialogo tra movimento e vocalità. E splorazione del proprio immaginario: suggestioni, ricordi, sensazioni, esperienze del corpo; questa summa di “immagini” forma un bagaglio creativo fondamentale. C orpo ed espressività in relazione a un oggetto o un materiale. I ntroduzione all’analisi di testi drammaturgici e prime improvvisazioni teatrali. C ostruzione del personaggio a partire dalla sua camminata, dal modo in cui parla, fino all’interazione con gli altri personaggi attraverso il lavoro di improvvisazione sulle scene. C ostruzione del saggio finale. Il tema del saggio emergerà dal lavoro con il gruppo e delle specifiche esigenze del medesimo; si valuterà se lavorare su un testo drammatico classico o contemporaneo, se produrre un testo ex-novo nato dalle improvvisazioni di gruppo su temi e suggestioni proposte come ad esempio un quadro, una musica o un articolo di giornale. Ogni partecipante sarà invitato a esprimere la propria creatività e la propria “voce” anche e soprattutto nella scelta del lavoro d’ensemble finale così che il saggio sia effettivamente il frutto di un atto creativo personale e collettivo. FREQUENZA E DURATA Le lezioni si tengono il Martedì dalle ore 18 .40 a lle ore 20.40 (durata 2 ore a incontro). Il corso ha una durata di 25 incontri + 1 saggio finale . Prezzo del biglietto per il saggio finale : Intero - 7 Euro Over 65 - 5 Euro 0-13 anni - gratuito Ogni iscritto riceverà 2 biglietti del valore complessivo di € 20,00, compresi nella quota di iscrizione. PREZZO € 550,00 all'anno (versabili anche in due rate) + € 30,00 per la copertura assicurativa . € 500,00 all'anno + € 30,00 per la copertura assicurativa in caso di iscrizione entro il 17 Luglio 2026 . In caso di iscrizione di due o più membri dello stesso nucleo familiare ai corsi del Teatro del Buratto, si riserva uno sconto del € 50,00 per ciascun iscritto sul prezzo della retta (a esclusione della copertura assicurativa). A tutti i corsisti è riservata una scontistica dedicata ( biglietto ridotto) per gli spettacoli della Stagione teatrale 2026-2027. * Gli sconti non sono cumulabili La frequenza al corso di teatro è considerata attività formativa per il rilascio dei crediti scolastici . TORNA AI CORSI PRENOTA LA PRIMA LEZIONE GRATUITA
- Il Giardiniere dei Sogni | Teatro del Buratto
< Back Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Previous Next < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti e Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci e Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Sopra i tetti...profumo di fiori
Dai 3 anni < Torna alle produzioni Sopra i tetti...profumo di fiori Dai 3 anni Anno 2023 CREDITI Testo e messa in scena: Aurelia Pini In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio Luci: Marco Zennaro Scene e costumi: Caterina Berta Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE …Questo spettacolo nasce dalla riflessione su come i bambini e le bambine oggi vivono la città, gli spazi urbani e come la città risponda ai loro reali bisogni di giocare, conoscersi, socializzare. Restituire la città ai bambini, non solo gli spazi a loro dedicati, bensì tentare di ampliare il concetto di: “vivere la città” dunque una città che tutti possono vivere, godere appieno. Rivedere le priorità, favorire l’andare a piedi, per conoscerla meglio e in sicurezza, ampliare gli spazi verdi, gli spazi di aggregazione, aumentare le aree verdi. Lo spettacolo: Ci sono due grandi case in scena che in silenzio accolgono i bambini, due case di città. Dentro le due case, diverse tra loro, vivono Marco e Lila, diversi come le loro case. La casa di Lila è una casa-torre che si apre dall’alto, la casa di Marco è una casa-tartaruga che lo avvolge come un guscio. Ognuno sta chiuso, solo nella propria casa. Poi ecco un rumore strano, uno sbadiglio e come se il tetto fosse un coperchio, la casa di Lila si apre e la voglia di conoscere, di scoprire, di giocare, di non essere più soli, li porta a giocare insieme alla città, la città che conoscono e che vivono ogni giorno. Una città con tante case che Marco preparerà magicamente per Lila, tante piccole case che raccontano, all’orecchio di Marco e Lila, come si vive in una città con tanto traffico, con sempre meno tempo per le cose che hanno bisogno di tempo come: giocare, camminare, conoscersi, esplorare i luoghi segreti, stare con gli amici, coltivare fiori, osservare le formiche al parco. Lila e Marco scoprono che non è così che a loro piace la città e così, insieme, giocano e costruiscono la città come dovrebbe essere per loro: con alberi, fiori, con l’aria che sa di niente, una città piena di pioggia per uscire con gli stivali a giocare nelle pozzanghere, con marciapiedi così larghi che ci si sta anche in tre sotto l’ombrello. Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api sopra i tetti… profumo di fiori. Tematiche: le api, i fiori, l'ambiente, la città Linguaggi: teatro d'attore e oggetti ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 957249A Precedente Seguente
- Grammatica della fantasia. Il museo degli errori | Teatro del Buratto
< Indietro Grammatica della fantasia. Il museo degli errori La Piccionaia – Centro di produzione teatrale Dai 5 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 21 Novembre 2026 ore 16:30 Domenica 22 Novembre 2026 ore 16:30 Testo e regia: Carlo Presotto Con: Emilia Piz e Nicola Noro (interprete e performer LIS e LIST) Direzione tecnica: Federico Fracasso Scenografia: Mauro Zocchetta Ambiente sonoro: Giacomo Presotto Produzione: La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale Si ringraziano Segnobit Visual e Officine Lavinoss Le storie di Gianni Rodari e le invenzioni di Bruno Munari ispirano un percorso divertente ed impertinente tra tanti sbagli d’autore per affrontare una tematica importante. Chi non fa non sbaglia. Eppure, oggi sempre più spesso ci sentiamo bloccati dalla paura dell’errore, dal peso del giudizio degli altri sulle nostre azioni. Sophie ama giocare con le parole, ma non ne fa una giusta. E non sopporta che tutti glielo facciano notare. Di fronte all’ultimo rimprovero, decide di rifugiarsi nello scantinato della scuola, dove trova una porta per un altro mondo. È il territorio di Gianni, un compagno che muove sempre le mani quando parla, e a volte si dimentica di usare la voce. Nella sua famiglia si parla la lingua dei segni. Giocando con lui Sophie impara ad usare le parole e le storie come giocattoli. Per arrivare, insieme al suo amico, a mostrarsi a tutti per ciò che desidera essere, mescolando la lingua italiana dei segni e l’italiano, il linguaggio del corpo e quello degli oggetti. Tematiche: LIS, diversità, fantasia, importanza di fare errori, amicizia Linguaggio: teatro d’attore, proiezioni/multimedia < Precedente Successivo >










