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- Un dono per Lucia
«Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi, e di ricordare.» < Indietro Un dono per Lucia 11 dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Pandemonium Teatro Di e con: Federico Nava e Flavio Panteghini Supervisione artistica: Albino Bignamini Scenografia: Nicola Bertoli e Olga Mantegazza Costumi: Olga Mantegazza Light design: Nicola Bertoli Voci registrate: Aurora Colnago, Pietro Giavazzi, Federico Piscitello «Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi, e di ricordare.» Il protagonista della storia è Leo, un giovane corriere intrappolato nella routine incessante di Mamma Lepre, una grande azienda di spedizioni che non si ferma mai. La mattina della vigilia di Santa Lucia, mentre Leo cerca di lavorare come sempre, un piccolo pacchetto bianco cade nella sua pila di scatoloni con un’enigmatica destinazione: “Per Santa Lucia”. Da lì inizia un viaggio imprevisto in cui Leo si troverà a interrogarsi su ciò che ha dimenticato. Un angelo custode laico accompagna Leo nel suo percorso, guidandolo verso l’incontro con strani personaggi, ognuno dei quali porta con sé una piccola scoperta. Lo spettacolo esplora con delicatezza e ironia il nostro rapporto con il tempo e con la memoria. Perché la vera magia si rivela a chi ha il coraggio di fermarsi e di ricordare. Tematiche: attesa, Santa Lucia, cura, importanza della lentezza Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Maggio francese | Teatro del Buratto
18 < Indietro Maggio francese Teatro del Buratto Teatro Verdi NOVITÀ! Acquista 26 maggio 2027 ore 20:30 27 maggio 2027 ore 20:30 28 maggio 2027 ore 20:30 29 maggio 2027 ore 20:30 «Uno spettacolo di canzoni e parole, rievocando brani storici e vite da chansonnier, tra italiano, francese e milanese.» Il cantastorie milanese Giangilberto Monti celebra in musica gli anni più nobili del ribellismo d'Oltralpe, quando i sogni che arrivavano dalle piazze parigine rappresentavano i desideri di una società più giusta. Era il periodo nel quale il meglio della canzone d'autore raccontava i sentimenti e le passioni di una generazione che affrontò gli anni successivi inseguendo gli stessi sogni, quelli che non muoiono mai. E che si sono poi trasmessi a chi ci è arrivato dopo. Uno spettacolo di canzoni e parole, rievocando brani storici e vite da chansonnier, tra italiano, francese e milanese. Un mondo che Monti ha raccontato qua e là in libri, dischi e spettacoli ma che qui riassume senza rete, in un recital d'artista che attraversa le strade poetiche della Senna e quelle più ironiche del Naviglio, il fiume sotterraneo della sua città, accompagnato da musicisti doc. Non a caso i suoi ultimi lavori si muovono nel solco di una narrazione musicale, tra teatro e cabaret, che rimanda alla tradizione di una cultura trasversale e senza confini, il cui unico passaporto rimane la curiosità. Se il sommo poeta recitava "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", qualche motivo ce l'avrà pure avuto. E qui, la musica aiuta... < Precedente Successivo >
- Le lacrime di Achille | Teatro del Buratto
20 < Indietro Le lacrime di Achille Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 15 giugno 2027 ore 20:30 16 giugno 2027 ore 20:30 17 giugno 2027 ore 20:30 18 giugno 2027 ore 20:30 19 giugno 2027 ore 20:30 20 giugno 2027 ore 20:30 «…per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, della guerra, dell’amore e della morte.» Il mito è un racconto fuori dal tempo, è attuale: non serve attualizzarlo, ci consente di porre delle domande all’oggi, di affrontare tematiche sempre vive. Per questo vogliamo raccontare la storia di Achille e Patroclo: per parlare di due ragazzi, di famiglie differenti, di forza e fragilità, di amore, di guerra, di un destino con cui fare i conti. Ripercorrere il mito, affrontare l’Iliade per narrare la storia di un legame che affronta un futuro già designato, del goffo e invisibile Patroclo scelto dal giovane eroe Achille, per scoprire le diverse facce e possibilità dei protagonisti, per stupirci della fragilità di Achille e della forza di Patroclo, della loro crescita, degli insegnamenti di Chirone, della guerra, dell’amore e della morte; questi sono gli elementi del nostro raccontare. < Precedente Successivo >
- Sopra i tetti… Profumo di fiori
«Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api.» < Indietro Sopra i tetti… Profumo di fiori 26 ottobre 2026 ore 10:00 Sala Teatranti (Teatro Bruno Munari) Teatro del Buratto Testo e regia: Aurelia Pini Con: Ilaria Ferro e Marco Iacuzio Scene: Caterina Berta Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api.» La casa di Lila è una casa-torre che si apre dall’alto, la casa di Marco è una casa-tartaruga che lo avvolge come un guscio. Ognuno sta chiuso, solo nella propria casa. Poi ecco un rumore strano, la casa di Lila si apre e la voglia di scoprire li porta a giocare insieme alla città, quella che vivono ogni giorno: una città con tante piccole case che raccontano come si vive in una città con tanto traffico, con sempre meno tempo per le cose che hanno bisogno di tempo come: giocare, conoscersi, esplorare i luoghi segreti, coltivare fiori, osservare le formiche. Lila e Marco scoprono che non è così che a loro piace la città e così, insieme, giocano e costruiscono la città come dovrebbe essere per loro: con alberi, fiori, con marciapiedi così larghi che ci si sta anche in tre. Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api. E sopra i tetti… Profumo di fiori. Tematiche: rispetto della natura, senso di comunità, il gioco Tecnica: teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Teresa che catturò il buio
«Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» < Indietro Teresa che catturò il buio 20 e 21 gennaio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Di e con: Jessica Leonello e Roberto Capaldo Scene e costumi: Caterina Berta Pupazzo: Raffaella Montaldo Luci: Marco Zennaro Musiche originali: Alberto Forino Regia: Jessica Leonello e Roberto Capaldo Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Teresa desidera vincere la paura del buio ma il suo desiderio non si avvera mai. Prende quindi una grande decisione: catturare il buio!» Teresa è una bambina che ha un unico desiderio: vincere la paura del buio. Ogni anno, al suo compleanno, esprime questo desiderio ma non si avvera mai. Decide quindi di prendere la situazione tra le mani e di catturare il buio! All’inizio sembra che tutto vada per il verso giusto e non ha più paura, ma ad un certo punto le cose cominciano ad andare male: senza buio, infatti, non è possibile vivere. Teresa si troverà quindi costretta a guardare direttamente il buio, a conoscerlo e scoprire che può anche essere divertente e magico. Tematiche: paura del buio, crescita Tecnica: teatro d’attore, teatro di figura SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Il Giardiniere dei Sogni | Teatro del Buratto
< Indietro Il Giardiniere dei Sogni Produzione Teatro del Buratto In scena al Teatro Bruno Munari, Via Bovio 5 20159 Milano 11 APRILE 2027 ORE 16.30 Per info e prenotazioni Email: prenotazioni@teatrodelburatto.it - tel: 0227002476 - sito: www.teatrodelburatto.com Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti e Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci, Emanuela Spadavecchia, Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia Lo spettacolo si configura come un progetto di promozione alla lettura, ma al tempo stesso come un invito a coltivare l’immaginazione. È un percorso che incoraggia la riscoperta di un tempo lento, fatto di ascolto e condivisione tra generazioni, e che restituisce valore alle storie come radici culturali comuni, capaci di unire e attraversare epoche e vissuti diversi. Ispirato al libro omonimo di Claudio Gobbetti, lo spettacolo prende avvio da un libro che si apre come per incanto, rivelando le suggestive immagini create da Diyana Nikolova. In uno spazio sospeso, tra lontananza e immaginazione, un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere. I suoi gesti sono come un ballo sfrenato: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. Eppure, ciò che accade subito dopo, sorprende. La pagina appena scritta non viene letta né conservata, ma piantata nella terra, come un seme. Da questo gesto prende avvio un processo poetico e inatteso. Le pagine germogliano, si trasformano, crescono fino a diventare una pianta e poi un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Il giardiniere se ne prende cura con dedizione, coltivando parole. Quando il ciclo si compie, le pagine nate da quell'albero si staccano e, dopo essere state trasformate in libri dal vecchio Giardiniere, attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Il loro viaggio li conduce fino a una biblioteca, dove uno di essi incontra lo sguardo curioso di un bambino. Ma non tutti gli incontri sono immediati. Altrove, una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. Tuttavia, la difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato, lasciato andare. È proprio in questo vuoto che qualcosa accade. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, custode e creatore di tutte le storie, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare: mondi capaci di aprirsi, accogliere e far vivere avventure, emozioni e immaginazione. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. Tematiche: lettura, crescita, cura < Precedente Prossimo >
- Bella, Bellissima!
«Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?» < Indietro Bella, Bellissima! 1 marzo 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari ArteVOX Teatro, Accedemia Perduta/Romagna Teatri Regia e cura dell'animazione: Nadia Milani Drammaturgia: Beatrice Baruffini Puppets/figure animate: Noemi Giannico In scena: Giulia Canali, Eleonora Mina, Arianna Talamona Tecnico: Riccardo Reina Scene: Alessia Dinoi Costumi: Mirella Salvischiani Musiche originali: Andrea Ferrario Voce Orco: Claudio Casadio «Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa?» Che cosa è la bellezza, oggi? Chi lo decide? È per tutte e tutti la stessa? Quale punto di vista abita? Da che parte si guarda per vederla? Strega riceve un invito da Orco: un appuntamento a mezzanotte, al chiaro di luna. Lui la trova bella, bellissima. Nella notte Strega s’incammina e sulla via incontra alcuni abitanti del bosco che, però, credono Strega debba usare la magia per essere più bella. Lei ascolta i loro consigli e cambia il suo aspetto. Così diversa, Orco non la riconosce. Lui cerca Strega, quella “con i capelli arruffati, il naso importante e che veste sempre di scuro”. Con un’ultima magia, Strega, torna ad essere quel che era e invita Orco a una cena speciale. Bella, bellissima! è uno spettacolo che tratta un tema sempre attuale che riguarda tutte e tutti e che ci spinge a tornare là, alle origini del non giudizio, quello che i bambini e le bambine naturalmente praticano ogni giorno. Tematiche: autostima, bellezza, giudizio, fiaba Tecnica: teatro di figura, teatro d’attore SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Storie di carta | Teatro del Buratto
< Indietro Storie di carta Teatro del Buratto Da 1 a 3 anni Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Nuova produzione! Acquista Sabato 23 Gennaio 2027 ore 17:00 Domenica 24 Gennaio 2027 ore 10:00 Messa in scena a cura di Aurelia Pini Con: Aurelia Pini e Lorenzo Baldini Primo tempo “C’era una volta, anzi, c’è! Al Teatro Munari un luogo magico in cui alcune domeniche le storie prendono vita nella “Stanza delle Storie”. Le porte del Teatro Munari si aprono per accogliere piccoli e grandi che hanno bisogno di storie, favole, racconti. Tutti abbiamo un gran bisogno di storie, per interpretare i fatti del mondo reale, per coltivare l’immaginazione, la fantasia, per scoprire nuovi mondi e personaggi, per vivere tante emozioni. Perché…perché è bello! Noi vi stiamo aspettando, ne abbiamo tanti di storie da raccontarvi. Il lupo e i sette capretti, Hansel e Gretel, la storia di un uccellino di nome Cipì, e tante altre ancora… Tematiche: l’importanza delle storie, la fantasia Linguaggio: teatro di narrazione, pittura dal vivo < Precedente Successivo >
- Animare | Teatro del Buratto
< Back Animare Previous https://www.teatrodelburatto.com/event-details/animare-laboratorio-di-animazione-su-nero Next Sabato 9 Gennaio 2027 Ore 17.45 Sabato 9 Gennaio 2027 Ore 17.45 < Indietro Animare Laboratorio di animazione su nero Acquista Sabato 9 Gennaio 2027 Ore 17.45 Domenica 10 Gennaio 2027 Ore 17.45 Negli spettacoli di teatro su nero oggetti e pupazzi prendono vita grazie alle tecniche di animazione e all’uso della luce. Gli animatori e le animatrici dello spettacolo ci portano in questo mondo misterioso svelando alcuni dei segreti di questa tecnica e facendola sperimentare in prima persona a bambine e bambini. < Precedente Successivo >
- Giardini di plastica | Teatro del Buratto
< Indietro Giardini di plastica Teatro Koreja Dai 3 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 7 Novembre 2026 ore 16:30 Domenica 8 Novembre 2026 ore 16:30 Con: Luna Maggio, Enrico Stefanelli, Anđelka Vulić Cura dell’allestimento: Maria Rosaria Ponzetta Tecnici: Alessandro Cardinale e Mario Daniele Regia: Salvatore Tramacere Organizzazione e tournée: Silvana Pollice Foto: Antonio Giannuzzi - Archivio Koreja Chi decide di subirne l’incantesimo, si prepari a un viaggio sorprendente alla scoperta di mondi magici dove colori, luci e suoni assecondano i suoi desideri. Mondi a sé, ciascuno con le proprie meraviglie, dove si possono incontrare extraterrestri, samurai, fate, angeli… Dove c’è posto per i ricordi, i sogni, le emozioni. Di grande impatto visivo, le scene suggestionano anche chi bambino non è più, grazie all’originalità delle trovate e alla forza evocativa di certe immagini. Tubi, abiti, copricapo, materiale povero e riciclato di vario genere che grazie all’uso fantasioso delle luci si trasforma fiabescamente in immagini, visioni strampalate e buffe, quadri plastici di un movimento della fantasia. Non c’è in ballo una vera e propria storia che non sia quella inventata, lì al momento, dai tre attori in scena con le loro trasformazioni. E la plastica? Koreja si è divertita a trasformarla, giocando con gli oggetti semplici di ogni giorno. E lancia la sfida a riconoscerli Tematiche: fantasia, riciclo, emozioni, sogni Linguaggio: teatro d’attore, proiezioni/multimedia < Precedente Successivo >











