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- Il Giardiniere dei Sogni | Teatro del Buratto
< Back Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Previous Next < Indietro Il Giardiniere dei Sogni 27 e 30 Novembre e 1 e 2 Dicembre 2026 ore 10:00 Teatro Munari Dai 3 anni Teatro del Buratto CAPS TITLE Testo e drammaturgia: Claudio Gobbetti e Emanuela Spadavecchia In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala Coordinamento messa in scena: Giusy Colucci e Emanuela Spadavecchia Voci: Franco Spadavecchia e Giulia Bersani Scenografie, oggetti e pupazzi: Caterina Berta e Chiara Ghidelli Disegno luci: Marco Zennaro Musiche: Luca De Marinis Illustrazioni: Diyana Nikolova Animazione video: Federico Milan Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio.» Un vecchio omino siede davanti a una macchina da scrivere: ogni parola che prende forma sulla pagina sembra custodire qualcosa di vivo. La pagina appena scritta viene piantata nella terra, come un seme. Le pagine germogliano, fino a diventare un grande albero, fatto di storie, immagini e possibilità. Quando il ciclo si compie, le pagine vengono trasformate in libri dal vecchio Giardiniere e attraversano lo spazio, alla ricerca di qualcuno che li accolga. Non tutti gli incontri sono immediati. Una bambina si imbatte in un libro che sembra cercarla con insistenza. La difficoltà della lettura la frena: il libro viene rifiutato. Nel suo mondo dei sogni compare il Giardiniere, che la accompagna in un viaggio delicato e sorprendente. Attraverso immagini e un racconto molto speciale, la bambina scopre che le storie non sono solo parole da decifrare, ma spazi da abitare. Quello che prima appariva come un ostacolo si trasforma lentamente in scoperta, curiosità e desiderio. SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- Sopra i tetti...profumo di fiori
Dai 3 anni < Torna alle produzioni Sopra i tetti...profumo di fiori Dai 3 anni Anno 2023 CREDITI Testo e messa in scena: Aurelia Pini In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio Luci: Marco Zennaro Scene e costumi: Caterina Berta Direttore di produzione: Franco Spadavecchia DESCRIZIONE …Questo spettacolo nasce dalla riflessione su come i bambini e le bambine oggi vivono la città, gli spazi urbani e come la città risponda ai loro reali bisogni di giocare, conoscersi, socializzare. Restituire la città ai bambini, non solo gli spazi a loro dedicati, bensì tentare di ampliare il concetto di: “vivere la città” dunque una città che tutti possono vivere, godere appieno. Rivedere le priorità, favorire l’andare a piedi, per conoscerla meglio e in sicurezza, ampliare gli spazi verdi, gli spazi di aggregazione, aumentare le aree verdi. Lo spettacolo: Ci sono due grandi case in scena che in silenzio accolgono i bambini, due case di città. Dentro le due case, diverse tra loro, vivono Marco e Lila, diversi come le loro case. La casa di Lila è una casa-torre che si apre dall’alto, la casa di Marco è una casa-tartaruga che lo avvolge come un guscio. Ognuno sta chiuso, solo nella propria casa. Poi ecco un rumore strano, uno sbadiglio e come se il tetto fosse un coperchio, la casa di Lila si apre e la voglia di conoscere, di scoprire, di giocare, di non essere più soli, li porta a giocare insieme alla città, la città che conoscono e che vivono ogni giorno. Una città con tante case che Marco preparerà magicamente per Lila, tante piccole case che raccontano, all’orecchio di Marco e Lila, come si vive in una città con tanto traffico, con sempre meno tempo per le cose che hanno bisogno di tempo come: giocare, camminare, conoscersi, esplorare i luoghi segreti, stare con gli amici, coltivare fiori, osservare le formiche al parco. Lila e Marco scoprono che non è così che a loro piace la città e così, insieme, giocano e costruiscono la città come dovrebbe essere per loro: con alberi, fiori, con l’aria che sa di niente, una città piena di pioggia per uscire con gli stivali a giocare nelle pozzanghere, con marciapiedi così larghi che ci si sta anche in tre sotto l’ombrello. Grazie al giardino segreto di Lila, che custodisce dentro la sua casa, un mattino, ecco arrivare in città le api sopra i tetti… profumo di fiori. Tematiche: le api, i fiori, l'ambiente, la città Linguaggi: teatro d'attore e oggetti ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 957249A Precedente Seguente
- Grammatica della fantasia. Il museo degli errori | Teatro del Buratto
< Indietro Grammatica della fantasia. Il museo degli errori La Piccionaia – Centro di produzione teatrale Dai 5 anni Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 21 Novembre 2026 ore 16:30 Domenica 22 Novembre 2026 ore 16:30 Testo e regia: Carlo Presotto Con: Emilia Piz e Nicola Noro (interprete e performer LIS e LIST) Direzione tecnica: Federico Fracasso Scenografia: Mauro Zocchetta Ambiente sonoro: Giacomo Presotto Produzione: La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale Si ringraziano Segnobit Visual e Officine Lavinoss Le storie di Gianni Rodari e le invenzioni di Bruno Munari ispirano un percorso divertente ed impertinente tra tanti sbagli d’autore per affrontare una tematica importante. Chi non fa non sbaglia. Eppure, oggi sempre più spesso ci sentiamo bloccati dalla paura dell’errore, dal peso del giudizio degli altri sulle nostre azioni. Sophie ama giocare con le parole, ma non ne fa una giusta. E non sopporta che tutti glielo facciano notare. Di fronte all’ultimo rimprovero, decide di rifugiarsi nello scantinato della scuola, dove trova una porta per un altro mondo. È il territorio di Gianni, un compagno che muove sempre le mani quando parla, e a volte si dimentica di usare la voce. Nella sua famiglia si parla la lingua dei segni. Giocando con lui Sophie impara ad usare le parole e le storie come giocattoli. Per arrivare, insieme al suo amico, a mostrarsi a tutti per ciò che desidera essere, mescolando la lingua italiana dei segni e l’italiano, il linguaggio del corpo e quello degli oggetti. Tematiche: LIS, diversità, fantasia, importanza di fare errori, amicizia Linguaggio: teatro d’attore, proiezioni/multimedia < Precedente Successivo >
- Becco di rame
«La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» < Indietro Becco di rame 18 e 19 febbraio 2027 ore 10:00 Teatro Bruno Munari Teatro del Buratto Dal libro di: Alberto Briganti. Adattamento drammaturgico: Ira Rubini Ideazione e messa in scena: Jolanda Cappi, Giusy Colucci, Nadia Milani, Matteo Moglianesi e Serena Crocco In scena: Ilaria Ferro, Marco Iacuzio, Beatrice Masala e Riccardo Paltenghi (Gabriele Bajo/Lorenzo Baldini) Musiche originali: Andrea Ferrario Luci: Marco Zennaro Direttore di produzione: Franco Spadavecchia «La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti...» Becco di Rame è la storia vera di un’oca Tolosa che una notte, per proteggere l’aia e il pollaio, in una lotta furiosa con una volpe, perde la parte superiore del becco rischiando di non poter sopravvivere. Ma il veterinario Briganti crea una protesi di rame che le permette di tornare alla vita di sempre. Nella fattoria, dove si svolge la vicenda, la piccola oca incontra gli altri personaggi: le galline, tre vecchie zie brontolone dal cuore tenero, i maiali, che diventano genitori adottivi affettuosi e inseparabili, e la cicogna, viaggiatrice instancabile che conosce il mondo. La metafora del mondo animale ci aiuta ad affrontare con la giusta leggerezza, ma con profondità, temi importanti come quelli della disabilità e dell’importanza di essere accolti e di trovare la propria comunità. Tematiche: la normalizzazione della disabilità, la cura dell’altro, il senso di comunità Tecnica: teatro d’animazione su nero SCARICA LA SCHEDA < Precedente Prossimo >
- A cup of tea with Shakespeare
[ENG/ITA] < Torna alle produzioni A cup of tea with Shakespeare [ENG/ITA] Dai 13 anni 2021 CREDITI Un progetto di Laura Pasetti In scena: Alessandro Guetta Regia: Laura Pasetti DESCRIZIONE Chi era William Shakespeare? E’ veramente esistito? Oppure si tratta di uno pseudonimo dietro al quale si nascondeva Marlowe? La regina Elisabetta? Il siciliano Guglielmo Crollalanza? Shakespeare in persona racconta con ironia di se stesso, della sua vita e, soprattutto, delle sue opere; partendo dalla spiegazione del verso che così tanto ha utilizzato, il pentametro giambico, spaziando dalla sua rivalità con Marlowe al rapporto con la regina Elisabetta, Shakespeare si mostra attento e appassionato conoscitore della natura umana. Sorseggiando una tazza di tè, Shakespeare diventa Romeo, Lady Macbeth, Riccardo III e, come se stesse scrivendo ora per la prima volta, questi personaggi, ce li presenta, ci fa apprezzare le loro debolezze e amare il loro modo di pensare e di agire. Ci avvicina a ciascuno di loro come se i personaggi potessero parlarci personalmente di sé e ci mostra le storie e i drammi che ha scritto, così come li ha concepiti. Tematiche: la vita e le opere di William Shakespeare Linguaggi: teatro d'attore ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE Francesco D'Agostino Cell. +39 329 29 85 890 | Tel. 02 27 00 24 76 Mail commerciale@teatrodelburatto.it | franz.dagostino@teatrodelburatto.it SCARICA LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO DOCUMENTI SPETTACOLO Codice opera SIAE: 901858A Precedente Seguente
- La stanza delle storie di Aurelia | Teatro del Buratto
< Indietro La stanza delle storie di Aurelia Teatro del Buratto Dai 3 anni Sala Teatranti - Teatro Bruno Munari Acquista Sabato 9 Gennaio 2027 ore 17:00 Domenica 10 Gennaio 2027 ore 10:00 Messa in scena a cura di Aurelia Pini Con: Aurelia Pini e Caterina Berta Primo tempo “C’era una volta, anzi, c’è! Al Teatro Munari un luogo magico in cui alcune domeniche le storie prendono vita nella “Stanza delle Storie”. Le porte del Teatro Munari si aprono per accogliere piccoli e grandi che hanno bisogno di storie, favole, racconti. Tutti abbiamo un gran bisogno di storie, per interpretare i fatti del mondo reale, per coltivare l’immaginazione, la fantasia, per scoprire nuovi mondi e personaggi, per vivere tante emozioni. Perché…perché è bello! Noi vi stiamo aspettando, ne abbiamo tanti di storie da raccontarvi. Il lupo e i sette capretti, Hansel e Gretel, la storia di un uccellino di nome Cipì, e tante altre ancora… Tematiche: l’importanza delle storie, la fantasia Linguaggio: teatro di narrazione, pittura dal vivo < Precedente Successivo >
- Lucetta | Teatro del Buratto
< Indietro Lucetta Produzione Compagnia Comteatro Teatro San Luigi, Via Dante 3, Corsico (MI) 28 NOVEMBRE 2026 ORE 16.30 Info e prenotazioni E-mail: info@comteatro.it - Tel.: 024472626 Testo e regia: Carola Boschetti, Luca Chieregato, Claudio Orlandini Con Umberto Banti, Cinzia Brogliato Scene e costumi Alessia Bussini Aiuto scene e costumi Alessandro Girami Foto di scena Margherita Busacca “Sogno di incontrare il buio, sogno di volare sopra la città, sogno di correre tra le stelle e di vedere la Notte, tutta intera!” Questa è la storia di Lucetta, una bambina come ce ne sono tante ma con un segreto tutto suo. Di notte, quando tutti dormono, lei cerca di restare sveglia: è convinta che nel suo grande armadio, dietro le camicie, i pantaloni e le magliette abiti qualcuno. Forse è un mostro, forse un fantasma, forse il buio in persona… E invece dal suo armadio salta fuori uno strano ometto, con un cappello e una valigia. Chi sarà mai? Per Lucetta sarà una vera sorpresa: cosa ci fai lì? Chi ti ha fatto entrare? Non si usa bussare? Ma l’ometto non risponde, apre la sua valigia e da lì escono mille avventure, così grandi da durare tutta la notte… in fondo in fondo è proprio quello che Lucetta voleva: conoscere la notte, sognare con gli occhi bene aperti! L’omino della notte la condurrà a conoscere il mondo che si nasconde sotto il suo letto; i personaggi delle fiabe che addormentano Lucetta prenderanno vita e infine, come per magia, insieme voleranno sopra i tetti delle case, passeggeranno sulle stelle e Lucetta potrà domandare alla Luna quale sia il vero segreto della notte. Quando l’ometto se ne sarà andato, non resterà che l’orologio a segnare il ritorno della mattina… forse era tutto un sogno, forse no… qualunque cosa fosse, era meravigliosa. “Lucetta” è uno spettacolo sussurrato, dove anche le voci accadono in un luogo misterioso… la bambina e l’ometto giocano al silenzio della notte, inseguendo il desiderio e la curiosità di vagabondare tra le stelle, di scoprire cosa si trova “al di là del buio”, di entrare dalla porta dei sogni senza alcuna paura. La paura, appunto, il primo sentimento con cui i bambini si avvicinano al mistero della notte: ma dietro il buio ci sono segreti e colori che vale la pena di scoprire, vale la pena di aprire gli occhi e le braccia per volare sulla distesa della notte. “Questo è il cuore della notte! su nel buio tutto blu c’è la luna che ti aspetta per salire fin lassù spegni adesso la lucetta”. Tematiche: paura del buio < Precedente Prossimo >
- Cenerentola 301 | Teatro del Buratto
< Indietro Cenerentola 301 Produzione Compagnia Burambò Teatro San Luigi, Via Dante 3, Corsico (MI) 23 GENNAIO 2027 ORE 16.30 Info e prenotazioni E-mail: info@comteatro.it - Tel.: 024472626 Spettacolo per pupazzi e attori Con: Daria Paoletta e Raffaele Scarimboli Drammaturgia: Daria Paoletta Costruzione pupazzi: Raffaele Scarimboli Spettacolo vincitore della XVIII edizione del Premio Festebà 2025 SPETTACOLO VINCITORE DEL PREMIO EOLO 2026 come migliore spettacolo dell’anno Raffaele e Daria, due burattinai di mestiere, sanno che per raccontare questa antica fiaba occorre una matrigna, due sorellastre, un principe, un re e una ragazzina, Cenerentola! Ma non sanno cosa li aspetta. I pupazzi, infatti, rivelano da subito una vita propria. Raffaele ha appena finito di scolpire la matrigna e già si stupisce del suo accento; le sorellastre si lamentano di come il burattinaio le ha rifinite; il re padre fatica ad essere presente; Cenerentola mette in discussione il suo sogno; il principe procrastina le sue responsabilità. Daria si affanna per mantenere un equilibrio tra le parti ma, inesorabilmente, i piani si confondono e il sottile confine che segna ciò che è reale e ciò che è immaginario si farà sempre più sottile. Infine, la coppia di animatori riuscirà sì a raccontare la fiaba ma soltanto attraverso la loro personalissima esperienza. Tematiche: crescita, autonomia e determinazione < Precedente Prossimo >
- Che musica Milano! - SVAMPITI Una cantata per Nanni Svampa | Teatro del Buratto
16 < Indietro Che musica Milano! - SVAMPITI Una cantata per Nanni Svampa Teatro del Buratto Teatro Verdi NOVITÀ! Acquista 28 aprile 2027 ore 20:30 29 aprile 2027 ore 20:30 30 aprile 2027 ore 20:30 1 maggio 2027 ore 20:30 «Uno spettacolo non solo di canzoni, ma anche di aneddoti e ricordi, nel solco di una passione verso un mondo artistico che vorrebbe non avere frontiere e che da sempre rispetta i sentimenti di un mondo libero, senza orario e senza bandiere, oggi come ieri.» Il viaggio musicale del noto attore comico ticinese Flavio Sala e del cantastorie milanese Giangilberto Monti si snoda tra il lago di Lugano e il lago Maggiore, per narrare il canzoniere di Nanni Svampa, anima del cabaret dei Gufi, della tradizione canora meneghina e del repertorio dello chansonnier Georges Brassens, dove la Senna si incrocia con i Navigli, che attraverso le acque del Ticino uniscono il territorio italiano a quello elvetico. Flavio Sala, con la sua compagnia teatrale, ha spesso sbeffeggiato i costumi del Canton Ticino in spettacoli e sketch, grazie anche alla maschera dialettale del Bussenghi, personaggio da lui creato per la Radio Televisione Svizzera, che incarna il buonsenso popolare di fronte alle incrollabili certezze della burocrazia elvetica, mentre Giangilberto Monti da anni racconta la storia del teatro-cabaret in salsa milanese, tra libri e recital canori. La loro collaborazione artistica, grazie anche al contributo del fisarmonicista e pianista Danilo Boggini, vuole rendere omaggio alla figura di uno dei più amati interpreti della tradizione popolare lombarda, al di qua e al di là del confine che unisce Italia e Svizzera. Uno spettacolo non solo di canzoni, ma anche di aneddoti e ricordi, nel solco di una passione verso un mondo artistico che vorrebbe non avere frontiere e che da sempre rispetta i sentimenti di un mondo libero, senza orario e senza bandiere, oggi come ieri. < Precedente Successivo >
- Voglio le Olimpiadi | Teatro del Buratto
6 < Indietro Voglio le Olimpiadi Teatro del Buratto Teatro Verdi Acquista 22 Gennaio 2027 ore 20:30 «Solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero.» Ale perde l’uso delle braccia a 25 anni per un incidente in moto. Tornato a casa, dopo giorni di disperazione, reinventa la propria vita grazie anche allo sport, vincendo un titolo mondiale e due europei di paraduathlon, e conquistando in sella alla sua bicicletta il record dell’ora di paraciclismo su pista. È la storia del suo percorso verso l’autonomia, dalle prime cadute alle speranze di qualificazione per i giochi olimpici. Una storia di sport, ma soprattutto di vita, di vittorie, ma anche di fallimenti, perché solo accettando se stessi è possibile capire chi siamo davvero, e come provare a realizzare i propri sogni, superando il nostro “non limite”. Lo spettacolo tratto dal libro omonimo è la storia vera di Alessandro Cavani Minetti e sarà proprio lui, in scena, a raccontare la sua vicenda. < Precedente Successivo >











